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Draghi “Con che coscienza si salta la lista per i vaccini? Prossime settimane per riaprire, ma non ho una data”

“Con che coscienza un giovane o chi non è compreso nelle prenotazioni salta la lista e si fa vaccinare sapendo che lascia esposto a richio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?”.

E’ il messaggio lanciato dal premier Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio di giovedì. Draghi è tornato sul vaccino Astrazeneca, ribadendo che la raccomandazione è quella di usarlo “per i cittadini sopra i 60 anni di età”. “Astrazeneca – ha aggiunto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli – può coprire la popolazione fragile: le scelte fatte fanno riferimento a eventi trombotici in sedi inusuali ma straordinariamente rari, parliamo globalmente di 86 casi su una platea di almeno 25 milioni di vaccinati”.

“La disponibilità di vaccini non è calata – ha evidenziato il presidente del consiglio – i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto dalla programmazione. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti. La disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette da sola di vaccinare tutti gli over 80 e gran parte chi ha più di 75 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70. Tutto questo è al centro delle riaperture e quindi alla ripresa dell’economia: se riusciamo a ridurre il rischio di morte nelle classi più esposte a questo rischio, è chiaro che si riapre tutto con molta più tranquillità”.

VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA

RIAPERTURE – “E’ normale chiedere aperture, la migliore forma di sostegno per l’economia non sono i sostegni del Governo, ma le riaperture. Sulle manifestazioni che ci sono state, naturalmente si condanna sempre la violenza ma capisco totalmente il senso di smarrimento, la disperazione e l’alienazione che si hanno in questa situazione di limitata mobilità e interazione sociale. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole – ha insistito il presidente del Consiglio -, obiettivo deve essere quello di dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica. Quanto più celermente procedono le vaccinazioni, tanto più celermente si potrà riaprire; quando parlo di vaccinazioni celeri, parlo di categorie a rischio”.

“Le riaperture dovranno esserci – ha specificato -, non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni ma dipende dall’andamento dei contagi e dall’andamento delle vaccinazioni per le categorie a rischio. La stagione turistica? Manca una data. Garavaglia dice a giugno, speriamo, magari anche prima chi lo sa. Non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro. Penso poi a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane”.

“Il 30 aprile è la data di scadenza del periodo previsto nell’ultimo decreto” per le misure anti contagio da Covid, “ma lì si dice anche che qualora l’andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità, si possono riconsiderare le cose anche prima. Il governo sta lavorando su tutto questo. Avere date significa conoscere esattamente i parametri rilevanti a una certa data. In tutto questo c’è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come di riaperture non di chiusure” – ha spiegato il premier.

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