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Erbe selvatiche da mangiare, tutto esaurito al laboratorio per imparare a riconoscerle foto

Erbe selvatiche da mangiare, in 30 al frutteto per imparare a riconoscerle.

Sono andati tutti esauriti i posti messi a disposizione dall’associazione piacentina Cosmonauti per partecipare al laboratorio gratuito di sabato 24 aprile, organizzato con la collaborazione di Simonetta Covini, della fattoria sociale Erbucchio di Santimento. La lezione si è tenuta agli orti di Santa Maria di Campagna – sede delle attività dell’associazione – coinvolgendo cittadini di ogni età, uniti dalla voglia di scoprire i frutti spontanei del territorio. L’esperta Simonetta Covini ha guidato i presenti nella riscoperta delle erbe commestibili che in questa stagione abbondano nei prati e campi di Piacenza e provincia: un sapere tramandato di generazione in generazione e che può essere preservato – anche per le generazioni future – continuando a insegnare l’esperienza della raccolta e l’importanza di un costante “allenamento”, pratiche che possono consentire a tutti di diventare “buoni raccoglitori” di sprelle, vartìs o broccoli selvatici.

L’appuntamento nel frutteto si è aperto con un’introduzione teorica, volta a sottolineare l’importanza di attuare una raccolta attenta, responsabile e rispettosa dell’ecosistema, oltre che a ribadire i seri rischi prodotti da un approccio superficiale alla materia, che potrebbe portare a confondere erbe commestibili e velenose. Il percorso formativo ha permesso ai due gruppi di partecipanti – presenti in numero contingentato come previsto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria – di conoscere dal vivo le numerose erbe che potrebbero arricchire le loro tavole nel corso della primavera: dai più noti tarassaco e pratolina, a farinaccio, piantaggine e grespino comune, tutti alimenti ricchi di principi nutritivi e reperibili a costo zero.

L’iniziativa “Laboratorio di riconoscimento delle erbe spontanee commestibili” ha inaugurato il ciclo di appuntamenti 2021 dell’associazione di promozione sociale Cosmonauti, sviluppati nell’ambito del progetto “Coltivare tradizioni” e finanziati dal bando “Giovani protagonisti” del Comune di Piacenza.

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