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La pandemia colpisce il lavoro femminile: nel 2020 a Piacenza persi 3mila posti

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Maggiore capacità di resilienza del mercato del lavoro piacentino, con perdite sul versante dell’occupazione complessiva più contenute rispetto alle province vicine e alle medie di Emilia-Romagna e Italia, ma anche contrazione del tasso di occupazione femminile superiore a quella riscontrata in altri territori.

Sono alcuni degli aspetti più significativi che emergono dall’analisi, a cura dell’Ufficio Statistica della Provincia di Piacenza, dei dati Istat sulle forze di lavoro nel 2020. In un quadro segnato dalle gravissime ripercussioni sul ciclo economico nazionale e internazionale causate dalla crisi epidemica del Covid-19, il tasso di occupazione complessivo piacentino (68,8%) – sebbene in calo dell’1,1% – è il più elevato tra i territori con cui ci confrontiamo, resta allineato alla media regionale ed è superiore al dato nazionale di oltre 10 punti. Il tasso di disoccupazione complessivo (5,5%) risulta inoltre, subito dopo quello della provincia di Pavia, il più contenuto tra quelli in osservazione: è inferiore a quello medio emiliano-romagnolo (5,7%) e più basso di 3,7 punti rispetto a quello italiano (9,2%).

Nell’anno della pandemia, in provincia di Piacenza, in base ai dati della Rilevazione campionaria sulle forze di lavoro dell’ISTAT, sono 127.000 gli occupati nella media del 2020, in calo di 2mila unità rispetto all’anno precedente: una variazione che però è la risultante di una contrazione della componente femminile (di 3.000 unità) e di un aumento di quella maschile (+1.000), confermando anche da noi le maggiori difficoltà per le donne sul mercato del lavoro in questo periodo. Detto questo – viene sottolineato – occorre comunque valutare con attenzione l’entità della variazione dell’occupazione maschile, data la natura campionaria dell’indagine Istat.

Il tasso di occupazione si attesta, per la popolazione dai 15 ai 64 anni, al 68,8%, in riduzione rispetto alla media del 2019 di 1,1 punti percentuali; cresce per gli uomini (al 77,9%, di quasi un punto percentuale) ma diminuisce per le donne (al 59,5%, -3,1 punti). Nel 2020 le persone in cerca di occupazione sono 7mila, in calo di mille unità (solo tra i maschi) sul 2019. Il tasso di disoccupazione provinciale, al 5,6% nel 2018 e al 5,7% nel 2019, scende nel 2020 portandosi al 5,5%. In questo contesto, migliora il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,5% al 4,4% (-1,1 punti), mentre quello femminile sale dal 5,9 al 6,9 per cento (+1 punto).

Le persone attive sul mercato del lavoro (134mila), infine, misurate dall’aggregato “forze di lavoro” (occupati e persone alla ricerca di un’occupazione), sono diminuite nel 2020 rispetto all’anno precedente di 3mila unità, mille tra i maschi e 2mila tra le femmine. La partecipazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività, è pari quindi al 72,9%, 1,3 punti percentuali in meno a confronto col 2019. Si osserva in particolare una crescita dell’inattività femminile, col tasso che passa dal 66,6% nel 2019 al 63,9% nel 2020 (-2,7 punti), mentre la partecipazione maschile risulta di fatto invariata (81,6%, -0,1 punti).

In tutta Italia la pandemia ha purtroppo portato con sé un ampliamento del divario di genere, con un calo dell’occupazione delle donne (-2,5%) superiore a quello degli uomini (-1,5%): Piacenza riesce ad andare controcorrente per il tasso di occupazione maschile, che è l’unico a crescere in un contesto di generale contrazione (fino al 77,9%, +0,8 punti percentuali – anche se a questo riguardo occorre sempre prestare una certa attenzione sul risultato, trattandosi di un’indagine campionaria), ma non per il tasso di occupazione femminile, che scende da noi al 59,5% con un calo di oltre tre punti percentuali in un anno a fronte dei due punti persi in regione.

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