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Lo sfogo di baristi e ristoratori di Confesercenti: “Ancora un mese di chiusura non è sostenibile”

Lo sfogo dei ristoratori e dei baristi costretti ad un altro mese di chiusura dalle restrizioni annunciate dal Governo su tutto il territorio nazionale. L’amarezza e le richieste di Confesercenti Piacenza hanno trovato espressione nella conferenza stampa organizzata dall’associazione di categoria per dare voce diretta agli operatori.

Il vice direttore Fabrizio Samuelli ha descritto la situazione di disagio diffuso: “Tra i nostri associati si avverte un malessere molto forte e anche un accanimento verso la categoria, da due settimane siamo in zona rossa ma le strade e i parchi giochi sono invase dalle persone, e inoltre l’ordine pubblico non viene garantito perchè un ristoratore non può rispondere di quanto avviene all’esterno del proprio locale. Un mese ancora in questa situazione, come viene prefigurato dall’ultimo decreto del Governo, non è sostenibile, se non ci saranno interventi reali e concreti di aiuto e di riduzione del peso fiscale, non possiamo più accettare di essere i più penalizzati”. E ancora: “Il tempo è scaduto e dopo di che ognuno si comporterà come ritiene opportuno”.

Grande è il malcontento legato al Decreto Sostegni: “Sono state riportate informazioni non corrette in questi giorni sull’entità reale dei rimborsi, proprio ieri è uscita la bozza del nuovo decreto che prefigura una chiusura per tutto il mese di aprile con conseguenze ancora più drammatiche”.

Il presidente Nicola Maserati ha aggiunto: “Le associazioni di categoria in questo periodo hanno fatto tanto ma dobbiamo essere consapevoli che siamo un mezzo importante per ottenere dei risultati, ma oggi vogliamo di più, vogliamo le riaperture rispettando tutte le norme. Stiamo cercando di organizzare una manifestazione regionale per dimostrare le sensazioni del momento degli operatori e che occorre cambiare passo. L’atteggiamento del Governo ci ha lasciato sorpresi, confidiamo che la campagna di vaccinazione proceda e ci porti a una situazione migliore”.

E poi la parola ai baristi e ristoratori:

Rachele Tizzoni del bar I Portici: “Le manifestazioni pacifiche non servono più, perchè non ci crede più nessuno. Penso che arrivare a fine aprile con questa situazione di chiusura è assolutamente assurdo, anche i ristori non bastano. Ho chiuso con il meno 40 per cento di fatturato e ho preso soltanto 2mila euro di risarcimento”.

Luisella Rossi del Cavaliere Nero: “Non si può andare avanti così ancora un mese in queste condizioni, ho aperto da qualche giorno l’attività di asporto ma non serve a cambiare la situazione. Con entrate zero dobbiamo continuare a pagare. Potevano tenersi i ristori che ci hanno concesso perchè sono insufficienti. Farci lavorare è un diritto ma non è concepibile consentire alle persone di prendere un aereo e andare all’estero, è una presa in giro”.

Roberto Rigolli della Trattoria Regina: “Sono forse più fortunato degli altri perchè in un anno mi sono arrivati poco più di 10mila euro, ma non sono niente se devo pagare l’affitto e le spese, e poi la tassa dei rifiuti che viene calcolata sulla base della metratura non ha senso in questo momento in cui ci viene imposta la chiusura. Quest’anno l’asporto non sta funzionando come l’anno scorso”.

Mauro Rigolli da Pontedellolio ha chiesto la riattivazione di un credito fiscale per gli affitti. “Gli incassi sono limitati con l’asporto, ma le spese sono aumentate per l’utilizzo della plastica”.

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