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“Negli Usa ho imparato ad amare di più l’Italia, con Piacenza nel cuore e sulle nostre targhe” foto

Negli Usa con Piacenza nel cuore e … sulle targhe.

Anna Pansini e Lorenzo Pioggiosi, negli States dal 2017, dopo aver battezzato moto e auto con ‘Tafatt‘ e ‘Pasgatt‘ – in America è possibile personalizzare le targhe dei propri mezzi – nelle scorse settimane hanno chiesto al gruppo ‘A Piacenza chiedilo a me’ un consiglio per la nuova quattro ruote di casa. A spuntarla, questa volta, è stato ‘Savoot‘, espressione non solo molto ironica ma sicuramente molto adatta a un mezzo di trasporto, anche a stelle e strisce. Ma procediamo con ordine. “Sono venuta a New York nel 2017 grazie al lavoro di mio marito, Lorenzo, ingegnere meccanico di una ditta piacentina che opera all’estero, e al mio fortissimo desiderio di cambiare. Sono stati necessari un anno di attesa e molti documenti perché tutto fosse regolare. Ma ad ottobre del 2017 ci siamo trasferiti”, racconta Anna che ha lasciato così l’azienda di famiglia, Pansini Casa.

“Io ho sempre amato l’America, che ho imparato a conoscere dai film e ho scoperto che è davvero così. Mio padre mi diceva ” ah sono americanate”, ma gli americani sono davvero così: esagerati, felici e cordiali. Alla gente non importa se sei vestito bene, truccato, firmato e alla moda. Qui vali per quello che sai fare. Infatti – dice – gli italiani li riconosci sempre. Da quando sono a New York sono diventata patriottica, un po’ influenzata dagli americani, che hanno veramente la bandiera in ogni casa e ne sono molto orgogliosi. Così come tutti amano l’Italia specialmente il cibo, anche se molte volte in America viene cucinato in maniera terribile. Proprio per questo penso ancora di più che l’Italia sia stupenda: ogni angolo è ricco di storia, ogni piccolo paese ha le sue diverse tradizioni”. “Cosa mi manca della mia Piacenza? Sicuramente la mia famiglia, veder crescere i miei nipoti, gli amici, gli aperitivi, e il cibo ovviamente”.

Diverse e in certi modi simili, tra Italia e Usa, le ripercussioni della pandemia sulla popolazione. “Siamo stati in ‘zona rossa’ per un mese circa, chi poteva lavorava da casa, ristoranti e locali e negozi hanno continuato la propria attività con distanziamento e protezioni. Perlomeno non ci hanno chiuso in casa, tenendo però fede al motto ‘stay safe’ – spiega -; per quanto riguarda le vaccinazioni, ora sono state estese ai ragazzi, dai 16 anni in su. Io e mio marito abbiamo ricevuto la prima dose e tra poco abbiamo il richiamo. Insomma, sembra tutto organizzato bene; anche qui però ci sono timori legati a un tipo di vaccino piuttosto che a un altro, e c’è chi non vuole assolutamente farsi vaccinare, come accade altrove. Qualche giorno fa ho incontrato un uomo, il quale dopo avermi chiesto che fossi vaccinata o meno mi ha detto che non era intenzionato a farlo. ‘Hai visto il film – ha aggiunto – in cui la gente dopo una vaccinazione diventavano zombie?’, insomma tutto il mondo è paese”.

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