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“Pronti a riaprire il Municipale. Streaming nuovo modo di fare teatro che resterà”

“La chiusura prolungata di questi mesi non ci ha fermato, ora siamo pronti a riaprire il Municipale”.

Il 26 aprile segna la ripartenza anche della cultura, con la riapertura dei luoghi d’arte e dei teatri al pubblico, dopo un’attesa scandita in realtà da un gran lavoro dietro le quinte. Nei giorni scorsi la Fondazione Teatri, fa sapere il direttore artistico Cristina Ferrari, ha comunicato al ministero dei Beni Culturali la ripresa dell’attività per il 2021 ed è già al lavoro per il 2022, soprattutto per quanto riguarda la pianificazione delle coproduzioni liriche, in modo da poter concordare i rispettivi cartelloni.

“La pandemia ha cambiato il modo in cui siamo abituati a pensare il teatro che, piaccia o meno, non sarà come prima: lo streaming non uscirà più dalle nostre progettualità – spiega Ferrari -, mantendendo fermo il nostro essere tradizione. Nessuno ci toglie questa identità, nemmeno il coronavirus. Da quando il Municipale è stato chiuso non ci siamo mai fermati, insieme a Modena siamo stati uno dei teatri che ha maggiormente proposto spettacoli, attraverso la piattaforma Opera Streaming della Regione Emilia Romagna. La rappresentazione dal vivo è uno dei cardini del fare spettacolo. Noi, in accordo con il nostro presidente, il sindaco Barbieri e il consiglio di amministrazione, abbiamo comunque deciso di non fermarci e di continuare l’attività in streaming, anche in diretta, cosa che comporta comunque emozione da parte degli artisti – sottolinea -, consapevoli che al di là del teatro vuoto c’è uno schermo, una vetrina aperta su tutto il mondo”.

I dati delle visualizzazioni sono più che lusinghieri “oltre 150 mila visualizzazioni alla settimana scorsa hanno dato una certa soddisfazione, abbiamo raggiunto un pubblico che altrimenti sarebbe stato impensabile riuscire a coinvolgere”. La Fondazione Teatri punta a sfruttare le potenzialità di questo nuovo strumento, aderendo anche ad altre piattaforme in streaming sul territorio nazionale, sempre tenendo fermo il tema della sostenibilità economica dell’arte che ha esigenze ben precise, non diversamente da altre realtà produttive, non a caso si sta pensando all’introduzione di un biglietto dedicato, con importo rimodulato rispetto agli spettacoli live. Se per il teatro, quindi, la pandemia ha consentito l’esplorazione di nuovi percorsi, dall’altro anche questo settore è stato penalizzato dalla mutevolezza delle disposizioni adottate per il contenimento dei contagi.

“Questo è stato il nostro reagire all’immobilismo dettato dalla chiusura. Abbiamo voluto andare avanti con l’attività delle produzioni, per tutelare i lavoratori e li artisti che avevano già firmato il contratto da tempo. Gli spettacoli sospesi verranno recuperati, sono già tutti pianificati, questo perché il rispetto dei lavoratori è dovuto”. A rappresentare il vero problema, dice Ferrari, è stata “l’incertezza costante rispetto alla data di riapertura, che ci ha portato di volta in volta a posticipare, riprogrammare e risistemare il cartellone. Ora noi siamo pronti – dice – anche abbastanza a breve, a riaprire il teatro: le regole, sia di accesso del pubblico, sia della conduzione durante le prove delle produzioni, sono state nuovamente riviste e ritoccate rispetto alle precedenti. In settimana avremo un confronto con gli altri teatri di tradizione per confrontarci, ma ci siamo già organizzati”.

“Nel mese di marzo abbiamo fatto lavori di manutenzione con i nostri tecnici, ci auguriamo di essere pronti al meglio. La gestione che ci aspetta è complessa, si pensi solo ai tamponi che dovranno essere fatti, uno ogni 72 ore per tutti, la sanificazione degli ambienti e il posizionamento di separatori in plexiglass. Per quanto riguarda il coprifuoco delle 22, riteniamo che il tema vada approfondito, ma pur di riaprire siamo pronti a rivedere gli orari degli spettacoli”.

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