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Residenze anziani, dalla Fondazione 195mila euro per calmierare le rette

La nota stampa

È stato firmato questa mattina, presso la sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano, il nuovo protocollo d’intesa di Progetto Piacenza. Si tratta dell’aggiornamento dell’intervento, avviato nel 2015, che ha come finalità l’individuazione e l’offerta di posti nelle residenze anziani a costi calmierati per le famiglie. Inizialmente promosso da Comune di Piacenza, Fondazione e Consulta Diocesana degli Organismi Socio Assistenziali, Progetto Piacenza è stato in seguito ampliato ai distretti socio sanitari di Levante e Ponente, potendo così rispondere alle esigenze dell’intero territorio provinciale.

Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto dai sindaci di Piacenza Patrizia Barbieri, di Castelsangiovanni Lucia Fontana e di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, dal direttore della Consulta Diocesana Mario Idda e dal presidente della Fondazione Massimo Toscani. Progetto Piacenza consente di accogliere, in maniera temporanea e con una retta agevolata, anziani non autosufficienti inseriti nelle liste d’attesa dei Servizi Assistenza Anziani distrettuali, in vista dell’ingresso in strutture con posto contrattualizzato. La Fondazione di Piacenza e Vigevano finanzia il progetto con un contributo di 195.000 euro, a copertura dei costi alberghieri. Una ulteriore riduzione sulle rette a carico delle famiglie viene messa a disposizione dalle case di riposo, che applicano un canone calmierato.

Attualmente, i posti a disposizione presso le case protette della Consulta sono 28: di questi, 17 fanno capo al distretto di Piacenza (10 messi a disposizione dalla Fondazione Pia Casa per anziani Maruffi e 7 dalla Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini onlus); 8 posti riguardano il distretto di Ponente (4 messi a disposizione dalla C.R.A. Pia Casa Mons. Castagnetti onlus e 4 dalla Casa di riposo Gasparini); altri 3 sono relativi al distretto di Levante (Associazione Casa di Riposo Ceresa).

In base ai posti letto assegnati, ciascun Servizio Assistenza Anziani distrettuale, seguendo l’ordine della lista d’attesa per l’accesso su posto contrattualizzato, e previa segnalazione degli assistenti sociali, informa gli utenti della possibilità di ingresso su posto calmierato. Oltre alla posizione in lista di attesa, vengono valutate particolari situazioni di emergenza sociale o economica, nonché ulteriori elementi, quali la residenza degli anziani e dei loro familiari. In caso di interesse da parte della famiglia, il Servizio segnala alla struttura il nominativo dell’utente, che può rimanervi fino a che non gli viene proposto un posto contrattualizzato, e comunque, per un periodo non superiore a sei mesi.

“Il criterio della rotazione dell’assistenza ci ha consentito in questi anni di poter aiutare centinaia di famiglie” ha sottolineato il presidente della Fondazione Massimo Toscani, evidenziando come il limite temporale dei sei mesi consenta di alleviare le difficoltà di un numero maggiore di nuclei familiari, ciascuno dei quali risparmia mensilmente almeno 600 euro sul costo delle rete “normali”. “Con questo aggiornamento del protocollo rispondiamo a tante sollecitazioni che ci sono giunte. Inizialmente Progetto Piacenza era limitato al comune capoluogo: oggi non solo assicuriamo una continuità, ma l’abbiamo esteso a tutta la provincia. Il mio auspicio è che possa allargarsi ulteriormente il numero delle case di riposo che aderiscono”.

Dal punto di vista organizzativo, la Consulta Diocesana degli Organismi Socio Assistenziali coordina l’azione delle strutture aderenti, promuovendo l’omogeneità dei servizi resi e degli standard di qualità. “Credo che i risultati di questo progetto siano evidenti a tutti – ha sottolineato il direttore Mario Idda -. Dare un segno di continuità, nel difficile contesto attuale, è particolarmente importante. Ringrazio la Fondazione che ci sostiene ed i Comuni, che sono in prima linea per la riuscita del progetto”. Determinante è infatti l’attività dei Servizi Assistenza Anziani distrettuali, che individuano gli utenti idonei.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha sottolineato come il progetto assuma oggi un rilievo ancora maggiore: «Occorre rispondere alle esigenze delle famiglie, per molte delle quali è aumentata la situazione di criticità. Le difficoltà in tempi di pandemia si sono purtroppo acuite e la maggiore richiesta lo testimonia. Oggi è ancora più strategico fornire risposte e non posso che sottoscrivere con convinzione questo protocollo». Il sindaco di Castelsangiovanni Lucia Fontana, in qualità anche di presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, ha espresso il suo ringraziamento in rappresentanza di tutti i comuni del territorio, sottolineando l’impatto positivo che il progetto è in grado di determinare: “In questo momento storico, connotato da una tragedia che colpisce soprattutto gli anziani, sappiamo bene le difficoltà e il grande carico, anche emotivo, che grava sulle famiglie e sul tessuto sociale”. “Progetto Piacenza rappresenta un tassello del “sistema Piacenza”, significativo in abito welfare” ha sottolineato Romeo Gandolfi, primo cittadino di Fiorenzuola d’Arda. “Ci consente di sostenere le famiglie degli anziani, che hanno cresciuto la nostra società e ci hanno trasmesso i valori”.

All’incontro erano presenti l’Assessore al Welfare del Comune di Piacenza Federica Sgorbati, il coordinatore della Commissione Welfare e membro del Cda della Fondazione Franco Egalini e i rappresentanti di alcune delle case protette coinvolte: Andrea Altini (Casa di riposo Gasparini di Piave Dugliara di Rivergaro), Francesco Botteri (Casa Mons. Castagnetti onlus di Pianello) e Paolo Cavallo (Fondazione Madonna della Bomba Scalabrini onlus).

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