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Si Cobas manifesta contro la Cgil, solidarietà trasversale alla Camera del Lavoro

Da un lato della strada il sindacato autonomo Si Cobas, in mezzo le forze dell’ordine, e dall’altro lato della strada la Camera del Lavoro di Piacenza.

Si Cobas presidio Cgil

E’ il presidio dei lavoratori mobilitati nella mattinata di lunedì 12 aprile dal Si Cobas non per protestare contro un datore di lavoro o contro un’azienda che non rispetta i contratti, ma contro un altro sindacato, la Cgil. Nelle foto la manifestazione iniziata nella prima mattinata con slogan e cartelli contro il sindacato confederale. Circa 300 i manifestanti chiamati a raccolta dal Si Cobas. I militanti della Cgil si sono schierati all’esterno della Camera del Lavoro di via XIV Maggio indossando le pettorine rosse.

La contesa tra le organizzazioni di lavoratori è scoppiata dopo la conclusione fallimentare della vertenza FedEx-Tnt, con la multinazionale della logistica che ha deciso di abbandonare e chiudere lo stabilimento di Piacenza che occupava in subappalto circa 280 lavoratori. Le accuse del Si Cobas con l’utilizzo di audio “rubati” ai sindacalisti Cgil che non hanno condiviso la linea di contrapposizione dura degli autonomi sono sfociate nella manifestazione odierna. Dall’altro lato la Cgil, affiancata da Cisl e Uil, ha sostenuto che la tutela dei lavoratori non si fa attraverso la contrapposizione tra sindacati.

CONDANNA BIPARTISAN IN CONSIGLIO E SOLIDARIETA’ ALLA CGIL – La manifestazione indetta dai sindacati autonomi davanti alla Camera del Lavoro di Piacenza è stata al centro delle comunicazioni in consiglio comunale a palazzo Mercanti. Condanna bipartisan e solidarietà alla Cgil – da Fratelli d’Italia fino alla sinistra dell’emiciclo comunale – sono arrivate dai gruppi consiliari, con la richiesta rivolta al sindaco Barbieri di farsi promotrice, presso tutti i tavoli istituzionali, delle istanze del territorio e scongiurare la chiusura della sede FedEx – Tnt nel Piacentino.

IL VIDEO DEL PRESIDIO

“Vogliamo rivolgere il nostro profondo senso di gratitudine a chi questa mattina ha voluto testimoniare la solidarietà alla Cgil con la sola forza delle proprie idee. Non aver reagito a insulti, provocazioni e slogan indegni di chi vorrebbe rappresentare i lavoratori ha dimostrato ancora una volta il senso di responsabilità della nostra gente”. Lo scrive in una nota la Camera del Lavoro di Piacenza. “I lavoratori che hanno voluto sostenere ancora una volta la Cgil, la sua storia e i suoi valori sono ben altra cosa rispetto a scellerate aziende che decidono dalla sera alla mattina di chiudere le attività lasciando nella disperazione centinaia di persone e le loro famiglie”.

“Un ringraziamento particolare va agli operai della logistica iscritti alla Filt Cgil. La nostra è stata una risposta ferma, democratica e responsabile – prosegue la nota – di fronte a una manifestazione annunciata contro la chiusura dello stabilimento FedEx che si è trasformata in una contestazione alla Cgil dai toni inaccettabili: abbiamo ascoltato per 60 volte in 2 ore l’accostamento “Cgil-mafia”. E’ insopportabile sentire certi slogan per chi, come la Cgil, si è costituita parte civile nei processi contro le mafie e che ha avuto, a cominciare da Placido Rizzotto (1948), compagni ammazzati o minacciati nella difesa dei diritti contro i fenomeni mafiosi”. Non siamo e non saremo minimamente interessati ad alimentare una contrapposizione tra sindacati e lavoratori che altri hanno voluto e cercato, e proseguiremo l’impegno nel far tornare sui propri passi FedEx che con una scelta inaccettabile ha deciso, dall’oggi al domani, di chiudere l’impianto di Piacenza. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo ai colleghi di Cisl e Uil e a quel largo orizzonte di associazioni, partiti e singole personalità pubbliche e semplici cittadini che non hanno fatto mancare il loro sostegno alla Cgil”.

In una nota il Coordinamento provinciale Si Cobas definisce la protesta odierna come “assedio della dignità” che “ha inaugurato una nuova pagina di storia per la classe operaia piacentina. Erano presenti addirittura lavoratori iscritti alla stessa Cgil e ad altri sindacati confederali, mobilitatisi contro l’atteggiamento filo-padronale agito dalla Filt-Cgil di Piacenza contro la classe operaia piacentina. Nonostante la Cgil abbia chiamato a sua difesa una sorta di “servizio d’ordine” composto da pensionati e da uno sparuto gruppo di operai da fuori Piacenza, la manifestazione degli operai piacentini si è svolta con regolarità e calma come da loro preannunciato”.

Si Cobas presidio Cgil

“Il messaggio degli operai della logistica – continua la nota – asse portante del tessuto produttivo piacentino, è stato molto chiaro: la Filt-Cgil deve smetterla di utilizzare il suo ruolo per contrastare le rivendicazioni operaie agendo un ruolo filo padronale. Tutti gli interventi hanno rimarcato il danno subito nelle loro vite lavorative e manifestato insofferenza verso gli ulteriori colpi portati in questi giorni con la collaborazione alla chiusura del sito Fedex-Tnt”.

L’INTERVENTO DELLA SEGRETERIA PD DI PIACENZA

La difesa dei diritti dei lavoratori di Fedex-Tnt può essere perseguita con modalità anche molto diverse ma mai tramutarsi in iniziative incomprensibili e dannose per gli stessi interessi di chi si vorrebbe tutelare.

É con questa convinzione che il Partito Democratico ha espresso la sua piena solidarietà alla CGIL piacentina con la presenza di una sua delegazione al presidio di fronte alla sede della Camera del lavoro, oggetto della anomala manifestazione di protesta dei Si Cobas.

Adottare forme di lotta che si stanno rivelando sempre più inidonee alla soluzione di problemi gravi e complessi è una scelta di campo che chi compie fa assumendosene l’ovvia responsabilità. Organizzare iniziative come quella di stamattina, davanti alla sede di un altro sindacato, dimostra invece l’indisponibilità a capire chi sia il vero interlocutore, ponendosi in una posizione ingiustificabile sia nel merito sia nel metodo. Per essere davvero dalla parte dei lavoratori, accanto alla denuncia occorre capacità strategica nel raccogliere consenso su obiettivi sacrosanti, facendo massa critica, mobilitando tutti gli interlocutori (istituzionali e non) su obiettivi concreti e raggiungibili.

Le battaglie solitarie e autoreferenziali non portano da nessuna parte e i fatti purtroppo lo dimostrano.

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