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“Ti sei mai vendicato dopo la guerra?” I bambini della Don Minzoni incontrano il Partigiano Abele

“Ti sei mai vendicato dopo la guerra?” “No, i miei conti li ho chiusi con le battaglie che ho combattuto. Dopo non ne ho più voluto sapere, sono stato e sarò sempre partigiano, ma la guerra è una cosa brutta e va sempre evitata”.

A volte le domande dei bambini sanno essere maledettamente dirette e senza scampo, ma il Partigiano Abele, a quasi 95 anni, non li ha delusi. Non ha nascosto i suoi ricordi di combattente e nemmeno ha rinunciato alle considerazioni di anziano da sempre appassionato di politica, attaccato alla vita civile e all’impegno pubblico. Per questo Renato Cravedi, nonostante l’incedere che si è fatto un po’ incerto, non ha voluto mancare a un incontro straordinario nella mattinata del 23 aprile, ormai prossimi alla festa della Liberazione, quello coi bambini della 5° B della scuola “Don Minzoni”.

L’idea è venuta all’insegnante Barbara Ferrari, a coronamento di un percorso didattico sulla riscoperta delle radici familiari, dei nonni che hanno vissuto al tempo della guerra. “Per questo i bambini sono rimasti – racconta – molto colpiti dalle parole di Cravedi, poterlo incontrare di persona è stata un’occasione importantissima e per questo ci siamo preparati”. Tante le domande degli alunni della Don Minzoni, quasi sempre interessati anche al coinvolgimento personale nel conflitto: “Ti sei mai sentito solo? Hai mai avuto paura?” Alla prima domanda Renato Cravedi, accompagnato dalla figlia Annamaria, ha risposto senza indugi: “No, perchè eravamo tanti giovani a combattere sulle montagne”, mentre alla seconda ha ammesso: “Sì”.

“I bambini hanno molto apprezzato il messaggio del partigiano Abele – spiega la maestra Barbara – il suo insistente riferimento al rispetto dei prigionieri, dei combattenti e anche per i morti. Certo in guerra ci sono i nemici, ma il rispetto non può mai venire meno”.

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