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“Una sconfitta che conferma i limiti del Piacenza” IL COMMENTO

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L’AlbinoLeffe era la prima delle tre avversarie restanti per concludere il campionato. In questo trittico c’è, la possibilità di coltivare un inedito sogno rappresentato dai play off, di godere di una più che positiva salvezza o, nel caso peggiore, affidare il futuro ai play out.

Il primo appuntamento si rivela un’autentica doccia fredda, sorprendente ma spiegabile perché nelle partite casalinghe l’arma più efficace di cui dispongono i biancorossi, vale dire il contropiede, trova difficoltà a funzionare perché gli ospiti solitamente applicano tattiche attendiste ed il Piacenza quando deve costruire gioco non trova adeguata finalizzazione per mancanza di attaccanti autentici. Anche in difesa c’è meno concentrazione ed attenzione; in questo modo si subiscono reti evitabili. Quando nella ripresa, sotto di due reti, Scazzola corregge lo schieramento immettendo attaccanti di ruolo al posto di centrocampisti esponendo il reparto difensivo al contropiede, ottiene due logiche conseguenze . la rete che accorcia le distanze con De Respinis e subisce la terza rete che sigla il risultato con il più classico e tipico dei contropiedi. E’ la solita storia della coperta corta. Scazzola è stato bravo a prenderne atto ed ottenere risultati eccellenti (in trasferta) ma non può trasformare in oro quello che è invece solo un buon metallo. Dovremmo ripeterci per l’ennesima volta che questa squadra è stata costruita senza un reparto adeguato: l’attacco e quindi il risultato finale che, salvo clamorose sorprese, sarà una sofferta salvezza senza eccessivi patemi.

I risultati di giornata, in fondo, non hanno modificato gran che le prospettive future anche se i play off sembrano ora irraggiungibili anche se teoricamente non impossibili mentre la minaccia dei play out si fa sempre più lontana. In definitiva la partita di oggi oltre ad averci mostrato un’ottima squadra come l’AlbinoLeffe, confusionario in difesa ma molto pericoloso negli sprazzi offensivi, ha confermato i limiti del Piacenza che non sempre possono essere nascosti dalla volontà e dall’impegno.

Luigi Carini

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