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Lertora (Fipe) all’assemblea di Roma “Vogliamo lavorare, è il miglior ristoro”

C’è un po’ di Piacenza anche a Roma, all’assemblea Fipe in corso in piazza San Silvestro. Tra i partecipanti c’è Cristian Lertora, referente piacentino dell’associazione dei pubblici esercizi, aderente a Confcommercio.

Lo slogan della manifestazione è “Vogliamo una data”, sollecitazione per velocizzare la riapertura delle attività di ristorazione e bar, penalizzate dalla gestione ‘a semaforo’ delle Regioni, nonostante gli investimenti fatti per la messa in sicurezza dei locali. Il precedente della Sardegna, passata da ‘bianca’ a ‘rossa’ nell’arco di poche settimane, può essere un deterrente, ma c’è chi non ne può più e annuncia riaperture anche nel Piacentino, nonostante la nostra Regione sia ancora in arancione, come l’Agriranch La Betla.

“Siamo in piazza per chiedere di poter lavorare, non chiediamo ristori, che tanto non arrivano, ma chiediamo solo di poter lavorare: è questo il nostro miglior ristoro – ha detto Cristian Lertora, presidente Fipe di Piacenza -. Chiediamo di riaprire rispettando le regole e le norme – ha aggiunto – siano sanzionati coloro che non rispettano le norme, ma chiediamo di poter lavorare. Si riapra il prima possibile, con la primavera la situazione si normalizzerà e noi chiediamo di poter lavorare”.

“Vogliamo una data certa e rivogliamo il nostro futuro – continua -. Siamo gente perbene, siamo imprenditori, rispettiamo le regole: tocca al Governo trovare le soluzioni per farci lavorare. E’ una situazione che non potrà prolungarsi a lungo, la gente non ce la fa più”.

Un segno tangibile arriva proprio da Roma, dove gli animi sono caldi. “La nostra assemblea si è tenuta in maniera ‘blindata’, e dopo aver concluso i lavori pensavamo di poter uscire dalla piazza, invece le forze dell’ordine ci hanno chiesto di rientrare perché c’è chi protesta in maniera vivace, rompendo dei piatti. Ecco, io penso che sia giusto arrabbiarci ma non dobbiamo creare danni, altrimenti rischiamo – conclude –  di passare dalla parte del torto. Rispetto al ristoratore che intende riaprire, ecco io ribadisco che noi dobbiamo comportarci bene. Legittimo combattere leggi che riteniamo ingiuste, infrangerle no”.

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