Quantcast

Allestimento Klimt, “Progetto non condiviso con la Giunta. Eliminare il riflesso sarebbe costato 6mila euro”

Allestimento Klimt, eliminare l’effetto ‘riflesso’ sarebbe costato 6mila euro, il 10% in più rispetto all’importo complessivo della teca, pari a 61mila euro. Intervento che non è stato condiviso con la Giunta Barbieri e neppure con il cda della stessa galleria Ricci Oddi.

Lo ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza, Jonathan Papamarenghi, nel rispondere all’interrogazione presentata dal capogruppo del Pd, Stefano Cugini, in merito all’allestimento del ‘Ritratto di Signora’ di Gustav Klimt, e ai rapporti tra l’amministrazione comunale e la Galleria.

Quanto il Comune sapeva e cosa avrebbe potuto fare in merito alla promozione del dipinto, protagonista di una vicenda unica nel suo genere, dopo il furto e l’altrettanto rocambolesco ritrovamento, chiede il capogruppo Dem?

L’assessore Papamarenghi chiarisce subito quali siano i rapporti tra palazzo Mercanti e Galleria Ricci Oddi. “Lo statuto della Galleria, del 1929, prevede che il Comune possa nominare nel consiglio 2 rappresentanti su 7, e che questi possano operare in piena autonomia pur in un confronto costruttivo con l’amministrazione. Il cda, si legge nello statuto, delibera in ordine ad ogni contratto da stipulare nell’interesse della galleria e appunto promuove le iniziative legate all’attività della galleria medesima”. “I dati che presento li ho in via ufficiale, dopo aver presentato una richiesta ufficiale di accesso agli atti”, perché in merito alle decisioni assunte dalla Galleria “non è compito dell’amministrazione intervenire”.

Venendo al progetto contestato, “è molto dettagliato,  prevedeva la realizzazione di una teca anti sfondamento, chiesta a una ditta di primario valore nazionale, la ditta Plotini che il 5 ottobre 2020, ha presentato un preventivo per queste opere, il costo non ammonta ai 14/15mila euro di cui si è letto in giro, ma in realtà è stato di 61.744 euro. Non essendo azienda secondaria nel settore, la Plotini ha proposto un’aggiunta, un extra non previsto nel progetto originario, per le lastre anti riflesso. A quando ammontava questo costo in più? Era così inarrivabile? Be’ su 61.744 euro, eliminare il riflesso sarebbe costato 6mila euro, il 10%, in più – dice l’assessore -. Questa integrazione, proposta dalla ditta Plotini, avrebbe risolto il problema che oggettivamente tutti abbiamo visto e su cui pochi avrebbero potuto intervenire, sicuramente non chi è presente in questa aula. Può essere successo che il problema si sia presentato nelle fasi costruttive? C’è il verbale di consegna, recuperato attraverso la ditta, del 24 novembre 2020, firmato dall’architetto Massimo Ferrari, allora presidente della Galleria, che prende in consegna la vetrina e gli allestimenti, e dichiara che questi risultano conformi a qunato richiesto e concordato”.

“Si potrebbe fare rivalsa, oggi? La fattura è stata liquidata il 30 novembre 2020, dove si specificava ‘fornitura teca da voi approvata’. Andiamo avanti a rispondere alle richieste. Chi sapeva? Di certo non l’amministrazione ne’ formalmente ne’ informalmente. Altrettanto di certo neppure il cda, riguardo ai dati tecnici, perché mi sono fatto stampare tutti i verbali delle sedute dello scorso anno.  La teca è stata pagata da privati, al 50% dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e al 50% da Banca di Piacenza. Lo sottolineo perché – afferma Papamarenghi – se fosse stato almeno il Comune a intervenire, prima di liquidare avremmo fatto le verifiche del caso, e saremmo stati noi a poter dire ‘la teca è indecente, non va bene o la teca va bene, la teniamo così perché abbiamo voluto risparmiare’. La delibera che ha preso atto di questa generosissima donazione degli sponsor è del 22 giugno,  e andando avanti, oltre questa delibera, citando, dagli atti, lo stesso cda non era aggiorato sul progetto, tanto è vero che il 29 settembre, a progetto girato già in molte sedi tranne in quelle necessarie, il presidente dichiara che invierà a tutti i consiglieri tale progetto. Cioè, il progetto era già pronto, fatto realizzare da mesi, e poi a loro sottoposto. Ecco perché neanche il cda era edotto sugli aspetti tecnici, almeno ufficialmente, perché il 6 ottobre prende atto della istanza presentata dal presidente Ferrari, che chiede di essere delegato ‘per procedere con estrema celerità’ all’individuazione e all’affidamento alle ditte per le opere necessarie, compreso l’allestimento. Il cda ha ritenuto di delegare il presidente per stare al passo con i tempi, e da quel momento qualcuno ha potuto firmare senza più essere coinvolto. Penso di aver chiarito quindi quanto la Giunta e il cda abbiano preso parte” a tutta la vicenda, sottolinea l’assessore, questo “non per fare il difensore del cda precedente ma per correttezza nei confronti di chi ha presentato l’interrogazione”.

A chi dice invece che il riflesso, prima dell’apertura della Galleria, non fosse presente, Papamarenghi replica mostrando le foto scattate in varie occasioni: all’arrivo della teca e alla presentazione dell’opera il novembre scorso. Questo effetto è sempre stato presente, osserva l’assessore “non si può di certo dire che si sia verificato perché qualcuno ha modificato l’allestimento nottetempo. Quando è arrivata la teca, il riflesso era tale che ci si vedeva quasi palazzo Farnese”.

“Perché non sei intervenuto? Il Comune non ha competenza diretta: la avremmo avuta se, come ho detto, avessimo pagato l’allestimento. Il Comune, oltre a mettere tanti soldi nella Galleria, per spirito collaborativo si è messo a disposizione anche nel cercare nuove collaborazioni (per la promozione, ndr) come quella con Arthemisia, una realtà leader in ambito culturale”.

“La nostra proposta è stata portata in cda dal presidente Ferrari in agosto, dicendo ‘ormai è tardi’. Peccato che l’incarico a chi avrebbe dovuto occuparsene in alternativa è del 4 dicembre 2020. Da agosto a dicembre ci sono diversi mesi in mezzo”.

Papamarenghi non fa mancare una stoccata all’ex presidente, parlando di “infelici uscite, da parte di chi, quando si serve una realtà pubblica e la comunità, deve averne sempre il massimo rispetto” e “una volta uscito dal ruolo si ha l’arroganza di rivolgersi all’amministrazione, che ne ha finanziato l’attività con diversi interventi, penso a quello della climatizzazione, denota una mancanza del ruolo e delle istituzioni”. “Allora cosa poteva il Comune fare di più?” chiede e si risponde Papamarenghi: non stanziare risorse aggiuntive per progetti ritenuti non adeguati e non rinnovare la fiducia al presidente uscente, espressione di palazzo Mercanti durante l’amministrazione Dosi.

Adottare altri provvedimenti, come chiederne le dimissioni, non sarebbe stato così semplice, stante, dice l’assessore, i regolamenti dello stesso Comune di Piacenza per quanto riguarda le nomine dei propri rappresentanti. Il cda attuale, conclude, ha chiesto un preventivo per la sostituzione della teca e i risultati più che positivi, in termini di visitatori, della Galleria (1.400 i biglietti staccati dalla riapertura), lasciano ben sperare per il futuro.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.