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“Calo contenuto delle imprese femminili durante la pandemia”

L’emergenza sanitaria in atto, oltre ai danni enormi sul fronte della salute, ha messo a dura prova il nostro tessuto economico e produttivo. Come in ogni crisi, anche l’imprenditoria piacentina ha dovuto ricercare nuovi percorsi per realizzare il potenziale delle proprie aziende, soprattutto contrastando nuove ed inaspettate criticità.

Il Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile, insediato presso la Camera di Commercio di Piacenza, si è attivato, fin da subito, per raccogliere le esigenze del mondo professionale ‘in rosa’ in tempo di lock-down e, terminata la fase di ascolto, ha proposto un percorso di accompagnamento e sostegno fatto di incontri (virtuali), lezioni, approfondimenti su tematiche inerenti tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’impresa. Sono emerse, fra le altre, la necessità di favorire la nascita di innovative modalità di offerta di prodotti e servizi, ma anche l’esigenza di comunicare più efficacemente, soprattutto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Specialisti di diversa formazione si sono quindi alternati sugli schermi delle imprenditrici interagendo, tramite le piattaforme ora in auge, con lezioni frontali ma anche rispondendo a problematiche personali e specifiche.

“Ora, esaurito il percorso, lo stesso Comitato – dichiara la presidente Nicoletta Corvi – ha ritenuto di riascoltare nuovamente la base delle imprenditrici per raccogliere commenti e verificare l’eventuale impatto sul loro operare professionale quotidiano. Lo spirito è anche quello, come è stato più volte ribadito durante i webinar, di aiutare a cogliere le criticità portate dalla pandemia come stimolo all’aggiornamento e all’innovazione, fattori comunque indispensabili anche in un contesto ‘normale’. Per rilevare l’opinione delle imprenditrici è stato somministrato un questionario on-line, che ha dato interessanti risultati”.

Il questionario ha posto differenti quesiti ai quali le imprenditrici hanno dato un ventaglio di risposte, spesso però evidenziando un sentire comune, perlomeno su alcuni punti. Ad esempio, la domanda “cosa è cambiato nello svolgimento della tua attività?” ha fatto chiaramente emergere l’acquisizione di una maggiore consapevolezza e una più ampia visione delle problematiche quotidiane, fattori che hanno portato ad una più precisa delineazione, per ognuna, dei contorni della propria attività e delle strategie per migliorarla. Alla domanda “hai introdotto qualcosa di nuovo nella tua attività o ci sono aspetti che stai gestendo in modo diverso da prima?” le risposte hanno evidenziato un focus che accomuna quasi tutte le intervistate. Emerge infatti trasversalmente alle attività ed ai settori un più professionale utilizzo dei social media e della comunicazione in genere, elemento che sta a sottolineare come una conoscenza più tecnica dello strumento abbia abbattuto le barriere di diffidenza verso il suo impiego e stimolato un approccio più friendly, e quindi più efficace.

“Come Comitato – sottolinea la Corvi – siamo molto soddisfatte del feed-back relativo alla nostra iniziativa – e prima ancora lo siamo dell’essere riuscite a mettere assieme tante donne imprenditrici della nostra città, averle potute ascoltare ed aver appreso del loro diverso operare nei più disparati settori produttivi. Già l’aver fatto gruppo è per noi un risultato assolutamente appagante. Ora confidiamo anche che, almeno fra alcune di queste partecipanti, possa essere scattata, per affinità caratteriale o convenienza professionale, una volontà di cooperare e di rimanere in contatto che possa essere foriera di sinergie e apparentamenti, elemento che è e sarà sempre più cruciale nella performance competitiva delle imprese.”

Il Comitato si è inoltre soffermato ad analizzare la situazione delle imprese femminili piacentine. I dati elaborati dalla Camera di commercio di Piacenza e forniti da Infocamere, mettono in evidenza la presenza di 6.250 imprese femminili, al 31 dicembre 2020, contro le 6.282 esistenti al 31 dicembre 2019. Appare quindi contenuto il calo di queste imprese nel corso della pandemia, anche se alcune variazioni si riscontrano nell’ambito dei diversi settori di attività. Maggiormente penalizzati appaiono l’Agricoltura (-2,1% rispetto al 2019), il Commercio (-1,0%), unitamente a Trasporto e magazzinaggio (-5,1%), Sanità e assistenza sociale (-3,2%), Istruzione (-4,5%) e Servizi di informazione e comunicazione (2,9%). A fronte di queste diminuzioni, si registra tuttavia un incremento relativamente alle seguenti attività: Attività finanziarie e assicurative (+9,2%), Attività immobiliari (+5,8%), Noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese (3,7%). I settori a maggiore vocazione femminile gravitano sempre nel settore dell’Agricoltura (1.056) e del Commercio (1.615).

L’analisi del tessuto imprenditoriale consente di verificare, sempre al 31 dicembre 2020, una incidenza del 21,6% delle imprese femminile piacentine, sul totale delle imprese. E’ positivo questo dato, se confrontato con quello emergente nelle province limitrofe: a Parma risulta il 20,2%, a Reggio Emilia il 18,5%, a Cremona il 20,4% e a Lodi 19,2%. Come valutato anche dall’Osservatorio dell’Imprenditorialità Femminile di Unioncamere e Infocamere, il calo delle imprese femminili a livello nazionale è dello 0,29%, corrispondente a 4.000 attività in meno rispetto al 2019. Proprio per far fronte alla situazione economica attuale, è stata attivata e potenziata la collaborazione tra Unioncamere, la rete dei Comitati per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile e le associazioni di categoria. Anche il Comitato di Piacenza è attivo nell’ambito di questa rete e ha manifestato la propria disponibilità a supportare ogni iniziativa che si svilupperà a livello nazionale, a sostegno della imprenditorialità di genere.

Anche a livello locale il Comitato punta ad intraprendere, anche nell’anno in corso, tutte le iniziative possibili compatibilmente con la fase transitoria e di riforma in cui versa la Camera di commercio di Piacenza. (nota stampa)

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