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Fondazione, Reggi presenta la candidatura e pubblica “per trasparenza” le linee di mandato

Nuovo presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, la candidatura di Roberto Reggi è ufficiale.

Lo ha reso noto il diretto interessato con una modalità inusuale: un post su Facebook con il documento integrale delle linee programmatiche di mandato. Come prevede lo statuto dell’ente di via S. Eufemia, la candidatura alla presidenza è stata avanzata da un gruppo di componenti del nuovo consiglio generale: 10 sui 15 totali. A questo punto l’elezione di Reggi dovrebbe essere soltanto una questione di formalità. L’ex sindaco di Piacenza nel presentare le linee programmatiche ha voluto sottolineare l'”ossequio al principio di trasparenza come valore imprenscindibile” e utilizzare una frase di Martin Luther King.

Ecco il suo post: 

Questa mattina 10 consiglieri del Consiglio Generale hanno sottoscritto la mia candidatura alla Presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano. In ossequio al principio di trasparenza, che ritengo un valore imprescindibile per chi si impegna nella gestione delle risorse pubbliche, qui sotto troverete le linee guida programmatiche che ho depositato all’atto della candidatura. Se avrete la pazienza di leggerle mi piacerebbe leggere le vostre impressioni, se invece non avrete tempo e voglia vi riporto la frase iniziale. È di Martin Luther King e riassume il senso e l’essenza dell’impegno civico mio e di tanti cari amici: “Ciascuno di noi ambisce a primeggiare, a vedere esaltata la propria grandezza, ciascuno di noi vuole aprire la sfilata. Bisogna invece essere i primi a servire, i primi nell’amore!”.

Nella parte introduttiva del documento reso pubblico su Facebook Reggi spiega che la frase di M.L. King è tratta dal sermone -L’istinto del tamburo maggiore – pronunciato nel febbraio del 1968, e “rappresenta, penso per molti di noi, il senso e l’essenza del nostro impegno civile all’interno della comunità; è in questo contesto di ambizione mitigata e indirizzata verso il servizio alle persone, specialmente quelle più in difficoltà, che presento al Consiglio Generale la mia candidatura alla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano. E’ una candidatura le cui basi vengono da lontano, dalle prirne esperienze come volontario in parrocchia nel servizio civile, con ragazzi adolescenti in stato di disagio familiare e sociale, dall’impegno nella mia professione di ingegnere nel settore della produzione elettrica che tuttora svolgo, dal mio coinvolgimento nell’amministrazione pubblica, prima come assessore ai servizi sociali, poi come sindaco della città di Piacenza per 10 anni e infine nel Governo del Paese come sottosegretario all’istruzione e direttore nazionale dell’Agenzia del Demanio”.

“Ma è soprattutto come padre e cittadino appassionato, che desidera dare il proprio contributo per migliorare il presente ed il futuro della comunità, che mi presento a voi, partendo da linee prograrnmatiche condivise, coerenti coi principi fondamentali contenuti nello Statuto e che tengono in opportuna considerazione i pesanti effetti del lungo e terribile periodo pandemico, che ha profondamente cambiato le nostre abitudini, i nostri bisogni, le nostre vite”.

E sui principi fondamentali viene affermato: “Alla Fondazione sono state affidate ingenti risorse econorniche del territorio con l’obiettivo di conservare il valore del patrimonio nel tempo, ottenendo un’adeguata redditività da destinare alle proprie finalità istituzionali; pertanto alla Fondazione corre l’obbligo di conservare, incrementare ed utilizzare al meglio tali risorse restituendo ciò che di fatto appartiene al territorio stesso. I principi fondamentali contenuti nella Carta dei servizi delle Fondazioni e alla base anche della nostra, riassumono e delineano i capisaldi che devono orientare ogni azione e decisione della Fondazione stessa: autonomia, responsabilità, trasparenza e indipendenza”.

“A questi quattro principi (oltre ad altri ugualmente importanti) faccio riferimento personalmente nel cercare di esplicitare la Fondazione che vorrei:

1. AUTONOMIA: una Fondazione libera da condizionamenti, libera di determinare in piena autonomia la propria pianificazione strategica: obiettivi, processi e strumenti per rispondere con sempre maggiore aderenza alle istanze e ai bisogni/potenzialità del nostro territorio. Una Fondazione capace, pur nell’apertura e nella collaborazione con diversi soggetti, istituzionali e non, di salvaguardare la propria autonomia di pensiero, decisione, orientamento, azione.

2. RESPONSABILITA’: una Fondazione che dialoga con il territorio, ascoltando e raccogliendo istanze e bisogni e comunicando alla stessa comunità di riferirnento, le decisioni assunte e i risultati conseguiti. Una Fondazione cioè non autoreferenziale, ma capace di creare ascolto, partecipazione, coinvolgimento attivo.

3. TRASPARENZA: una Fondazione che condivide le inforrnazioni, cornunica le scelte, si dà parametri e criteri per rendere oggettivi ed evidenti gli orientamenti, misurare i risultati e tutelarsi il più possibile dal personalismo.

4. INDIPENDENZA: una Fondazione in cui le persone che compongono gli Organi agiscono in base alle loro cornpetenze perseguendo gli obiettivi condivisi a partire dal bene della comunità, del territorio, a prescindere dagli Enti/mondi di appartenenza”.

E sul tema della trasparenza, nelle linee programmatiche si legge: “Il Consiglio Generale avrà un ruolo centrale durante l’intero mandato, cosi come avviene nella fase elettorale. A tal fine il CdA dovrà impegnarsi a: dare informazione puntuale – ed in via prioritaria rispetto alla comunicazione esterna – delle decisioni assunte; coinvolgere i Consiglieri anche nei momenti preparatori e cornunque nei passaggi di rilievo per i progetti di maggior portata sotto l’aspetto dell’impatto sociale e/o finanziario. A tale scopo, per evitare un numero eccessivo di sedute, utilizzerà anche canali alternativi come mail, whatsapp, videocall, anche informali, da valutare; mantenere le cornmissioni a tema; garantire l’interlocuzione permanente tra le diverse commissioni, attraverso scambio d’inforrnazioni affidati al responsabile o a un suo delegato, su argornenti di interesse comune; in tal modo si eviterà che le commissioni operino a compartimenti stagni con la possibilità di sovrapposizioni e di interventi in contrasto tra loro; – aggiornare costantemente le commissioni sull’iter, o almeno sull’esito, delle proposte e dei giudizi dalle stesse formulati e delle motivazioni di eventuali respingirnenti. Le commissioni dovranno essere costituite dalle persone con maggiori competenze o sensibilità nei vari settori/ambiti di intervento”.

Oltre a quanto è già previsto in Statuto potranno promuovere occasioni di incontro con i soggetti del territorio, per la raccolta dei bisogni (non solo dei singoli soggetti/enti) e per la ricognizione/mappatura delle risorse; – potranno mettere in rete diversi soggetti per costruire e accompagnare progetti condivisi; – potranno farsi promotrici di iniziative e progetti da sottoporre al CdA”.

Si avvicina dunque l’elezione del successore di Massimo Toscani alla presidenza dell’ente di via S. Eufemia, per il consiglio generale uscente c’è ancora soltanto un passaggio da espletare, l’approvazione dell’ultimo bilancio, quello del 2020. Una volta votato il bilancio dal consiglio generale uscente, quello nuovo potrà dedicarsi all’elezione del presidente entro il mese di maggio.

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