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L’atrio della scuola Don Minzoni più accogliente e colorato grazie alle decorazioni dei bambini foto

E’ stato inaugurato questa mattina, 21 maggio, presso la scuola primaria Don Minzoni di Piacenza, un nuovo spazio scolastico riqualificato grazie all’intervento condiviso tra diversi soggetti.

Scuola don Minzoni

Presenti la dirigente scolastica Paola Vincenti, i rappresentanti della cooperativa Coopselios e dell’associazione Fuori serie Aps, le insegnanti e i bambini della classe 5^ B e alcuni genitori che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa, nonché la funzionaria Elena Bensi per l’Ufficio Formazione del Comune di Piacenza. L’intervento di riqualificazione, che ha interessato gli ambienti con funzione di accoglienza e accompagnamento alle aule dell’istituto scolastico, si inserisce all’interno del progetto “Promozione del benessere a scuola e contrasto al disagio e alla dispersione” finanziato dal Comune di Piacenza attraverso le risorse dei Piani di zona e affidato in coprogettazione alla cooperativa sociale Coopselios.

Il progetto nasce nel 2015, dall’attenzione del Comune di Piacenza per le tematiche riguardanti la prevenzione del disagio scolastico e la promozione del benessere, da perseguire mediante un lavoro comune che veda coinvolte le istituzioni e le realtà educative del territorio al fine di individuare risposte efficaci e condivise. Nel suo sviluppo il progetto ha visto la nascita di modelli di intervento inseriti nel contesto scolastico come strumenti di sistema (il tutor di classe e l’educatore scolastico) e ha proposto metodologie di azione innovative quali l’uso della pedagogia teatrale e dell’arte irregolare per la manutenzione e l’alfabetizzazione emotiva, grazie alla sinergia con partner qualificati sul territorio.

Scuola don Minzoni

L’intervento di riqualificazione degli spazi scolastici è stato coprogettato da Coopselios e Fuori Serie Aps e condiviso con il Comune di Piacenza e la scuola Don Minzoni, ed è inoltre stato reso possibile grazie al contributo dell’associazione “Genitori Ottavo circolo” che si è occupata della preparazione dei sottofondi murali e dell’installazione dei pannelli decorati dagli alunni. La progettazione delle decorazioni ha coinvolto la classe 5^ B, che ha accettato la proposta con grande interesse e una partecipazione attiva. In una prima fase l’associazione Fuori Serie ha coinvolto i bambini in una riflessione sui luoghi di intervento, sulla valenza funzionale delle decorazioni e sul tema proposto riguardante la flora e la fauna del territorio piacentino. I bambini hanno, così, avuto la possibilità di elaborare proposte sul tema dell’ambiente che li circonda volgendo lo sguardo alla flora e alla fauna autoctona. Dopo una breve ricerca di immagini sia dal punto di vista stilistico-grafico che dal punto di vista contenutistico si sono delineate alcune caratteristiche che l’intervento doveva comprendere.

Le necessità emerse riguardano, in particolare, una dimensione accogliente per chiunque si trovi all’interno degli spazi scolastici. I bambini che frequentano la scuola vengono proiettati in una dimensione naturale dal sapore fiabesco e la scelta di una grafica più riconosciuta per le illustrazioni riporta i bambini in un ambiente esperito solo attraverso le pagine dei libri. Le decorazioni veicolano dei contenuti di relazione familiare e amicale, di inclusione e hanno una funzione direzionale. Durante la realizzazione dei pannelli decorativi tutti gli alunni della 5^ B hanno avuto la possibilità di sperimentare e fare proprie tecniche artistiche che normalmente non utilizzano nell’ambiente scolastico. Non meno importante è stata la valorizzazione delle capacità sia progettuali che tecniche di ogni bambino. I bambini, inoltre, hanno avuto la possibilità di incrementare i rapporti di amicizia e di ritagliarsi uno spazio di confronto più diretto.

“Questo intervento è un esempio di grande collaborazione tra diversi soggetti – ha evidenziato la dirigente scolastica Vincenti -. Oggi abbiamo un atrio accogliente e una scuola allegra: appese alle pareti ci sono piccole opere d’arte che rimarranno esposte come fosse una mostra permanente”.

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