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Buona Destra “Precedenza a ciclisti e pedoni nel tratto del Corso tra Dolmen e Facsal”

Nota stampa Comitato Buona Destra di Piacenza

La città di Piacenza non può sentirsi esentata dal far proprio l’obiettivo fissato dalla Unione Europea, col programma “Promuovere la sicurezza stradale nell’UE”, di ridurre l’incidentalità del 40%. Per quanto riguarda le cause degli incidenti più gravi, queste vanno solitamente ricercate nella velocità eccessiva alla quale vengono percorse le strade urbane. A seguito di ricerche e sperimentazioni compiute da vari Istituti e Centri di Ricerca operanti in differenti Paesi, è ormai universalmente riconosciuto come valido compromesso tra l’esigenza di mobilità e di sicurezza in ambito residenziale il limite di 30 km/h.

Tale limite può venire ulteriormente abbassato a 15 o 20 km/h qualora sia richiesta la completa promiscuità tra veicoli e pedoni. L’abbassamento delle velocità, favorendo la promiscuità, consente inoltre di superare il tradizionale approccio basato sulla separazione delle varie componenti di traffico (veicoli, ciclisti, pedoni), che di fatto spesso non risulta applicabile sia perché nei centri urbani mancano gli spazi necessari, come nei centri storici, sia per l’impossibilità di risolvere sistematicamente con costi accettabili i punti di contatto (incroci, attraversamenti).

Uno strumento di particolare importanza per realizzare strade intrinsecamente sicure è costituito dalla delimitazione di aree residenziali, nelle quali si possono stabilire particolari norme di comportamento per i veicoli. Essa viene indicata mediante i cartelli di zona residenziale eventualmente integrato dal limite di velocità ed altre prescrizioni specifiche (es. precedenza ai pedoni, possibilità di percorrere i sensi unici contromano da parte delle biciclette, orari di accesso per il carico/scarico merci ecc.). Tali aree possono raggiungere anche livelli elevati di integrazione tra i vari utenti, sino a divenire delle vere e proprie “corti” o, secondo il termine olandese, ove tale principio è stato applicato per la prima volta, dei “woonerf”. Woonerf, in lingua olandese significa “ area condivisa” ovvero una strada dove pedoni e ciclisti hanno la precedenza e dove, grazie a una serie di accorgimenti, gli automobilisti sono costretti ad adottare comportamenti di guida più prudenti. Sono proprio le strade a rappresentare la dotazione principale di spazio pubblico delle nostre città e non possiamo lasciare che vengano vissute esclusivamente come parcheggi a cielo aperto.

Nel 1976, in Olanda, la volontà di creare quartieri a misura di persone produsse la diffusione di aree residenziali dove l’auto fosse solo un ospite e non il padrone della strada. In questo modo la conformazione usuale lascia posto a un’unica superficie costituita da una pavimentazione continua. Questa viene modellata in modo da offrire uno spazio condiviso dove il pedone non è relegato al marciapiede ma può muoversi liberamente grazie a una serie di interventi che riducono la velocità delle auto. Piccoli dossi, gincane, aree verdi e un diverso disegno della pavimentazione sono solo alcuni esempi delle strategie applicate nell’ambito dei woonerf per guidare l’automobilista ad adottare velocità contenute.

Il progetto di Buona Destra lo ha pensato per il tratto di corso Vittorio Emanuele ll compreso fra il dolmen e l’ingresso del pubblico passeggio. Proposta che si intende estendere ad altre zone non esclusivamente del centro storico, per una nuova idea di mobilità che non demonizzi l’automobile pur con un’attenzione incentrata e uno sguardo rivolto a pedoni e ciclisti, categorie deboli della strada. Per una città dove si possano valorizzare e integrare le esigenze dei vari attori senza che nessuno prevalga sull’altro. Più spazio al verde urbano, marciapiedi più larghi, carreggiare di minori dimensioni e velocità ridotta per le automobili, precedenza ai ciclisti nelle vie e nei tratti a minor traffico veicolare e dehor integrati in un contesto di convivenza civile e maggior vivibilità per tutti.

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