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Rancan e Stragliati (Lega) “Vaccinazioni nei luoghi di lavoro, criteri troppo rigidi”

“La Regione riconosca, attraverso politiche industriali di favore, gli sforzi economici fatti dalle imprese che mettono a disposizione dei cittadini gli hub vaccinali che hanno allestito a loro spese per la vaccinazione dei propri dipendenti. Si tratta di un atto dovuto, che rende merito a quelle aziende che, a proprie spese, daranno un contributo importante a tutto territorio emiliano-romagnolo rispetto al tema vaccinale, essenziale per poter uscire dalla pandemia”.  E’ quanto ha chiesto oggi, in commissione Sanità all’assessore Raffaele Donini, il capogruppo della Lega Er, il piacentino Matteo Rancan.

Sulle vaccinazioni in azienda è intervenuta anche la consigliera piacentina del Carroccio Valentina Stragliati, per la quale “la Giunta Bonaccini ha stravolto la richiesta, approvata all’unanimità  dall’assemblea legislativa su proposta della Lega, di dare corso alle vaccinazioni in azienda per contrastare la pandemia da Covid. Si trattava di una risoluzione approvata a febbraio scorso, che prevedeva l’impiego dei medici competenti direttamente in azienda, ma ora le condizioni poste dalla Regione  snaturano il progetto e fanno naufragare la positiva proposta di collaborazione avanzata dalle associazioni datoriali: viene infatti suggerita la somministrazione di 300-500 dosi al giorno, in hub strutturati per operare minimo per due-tre mesi, con costi del personale medico necessario a carico delle aziende dal momento che la Regione fornisce solo i vaccini”.

Secondo la consigliera regionale della Lega “Si tratta di condizioni operative che rischiano di creare difficoltà alle aziende, specie per quelle piccole. Ad esempio a Piacenza, nessun centro vaccinale aziendale, ma si continuerà a vaccinare al centro espositivo con dei box dedicati, quindi non una vaccinazione aziendale, ma qualcosa di profondamente diverso nonostante le disponibilità del mondo datoriale” – ha concluso Stragliati denunciando “lo stravolgimento di un progetto nato invece sulla disponibilità degli imprenditori a farsi parte diligente di un percorso di responsabilità sociale per far fronte alla pandemia da Covid 19”.

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