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Rientra in Italia con l’obbligo di firma, individuato e fermato dai carabinieri

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Nel pomeriggio del 10 maggio, i carabinieri della Compagnia di Bobbio hanno eseguito un provvedimento cautelare personale dell’obbligo di presentazione del settembre del 2019 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Piacenza nei confronti di un giovane di 26 anni, nato in Marocco residente in città, con alcuni precedenti penali.

Il giovane si trovava all’estero, quando i carabinieri di Bobbio nel settembre del 2019 hanno eseguito i provvedimenti dell’operazione “Barone Rosso” che ha portato all’arresto di 34 persone di cui 17 in flagranza di reato tra Piacenza, Rivergaro, Bobbio, Vigolzone e Bergamo, oltre all’obbligo di firma per altri sette individui per reati legati agli stupefacenti. Nel corso dell’operazione oltre ai 17 arresti in flagranza, erano state denunciate anche 11 persone e altre 100 segnalate come assuntori di stupefacenti alla Prefettura. Erano stati sequestrati più di 2 chili di droga tra cocaina e hashish.

Le indagini, iniziate nel marzo del 2018, sono durate un anno, un lasso di tempo in cui sarebbe emersa l’esistenza di una rete di spaccio in grado di muovere ingenti quantitativi di droga. Tutto ebbe inizio dalla segnalazione fatta ai carabinieri di Bobbio di una madre a proposito del figlio perché era molto preoccupata per i traffici in cui si era cacciato. I carabinieri, appena avuto certezza che il 26enne che mancava all’appello era rientrato in Italia, hanno eseguito opportuni accertamenti e verifiche. Così, lunedì scorso lo hanno localizzato è fermato in città nella zona di via Pietro Cella.

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