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“Discontinuità e sviluppo economico, per fare più solidarietà” La Fondazione che verrà

Discontinuità, perchè lo richiede la situazione di Piacenza che deve ripartire dopo la stasi della pandemia, e la rivendicazione del merito di aver sottratto la scelta del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano ad una prassi consolidata, per farne una sorta di “campagna elettorale” pubblica, fondata su un volto e su un progetto da sottoporre al consiglio generale. Roberto Reggi, appena eletto con consenso unanime alla guida dell’ente di via S. Eufemia, ci spiega in questa intervista quali sono i suoi propositi per i prossimi mesi. E annuncia che avremo una Fondazione più “interventista” anche in campo economico, perchè “se non c’è crescita dell’economia non riusciremo a perseguire la prima finalità dell’ente, che è quella di aiutare le persone in difficoltà”.

Alla Fondazione di Piacenza e Vigevano spetta un compito nuovo nei prossimi anni, reso obbligato dall’emergenza sanitaria e sociale che ci ha travolto tutti, quello di aiutare il nostro territorio alla ripresa, una ripresa economica e di sviluppo. Condividi questo scenario? Non solo lo condivido, ma penso che stia nella mission della Fondazione, perchè noi dobbiamo avere un effetto moltiplicatore per la crescita del territorio. Se guardiamo soltanto ai 4,5-5 milioni che vengono distribuiti mediamente ogni anno, sono un contributo limitato rispetto ai bisogni della comunità. O riusciamo ad usare queste risorse per fare leva e moltiplicarle, o non svolgiamo fino in fondo il nostro mestiere. Il mio predecessore Massimo Toscani ha già iniziato questo importante lavoro: sono stato a visitare nei giorni scorsi l’emporio solidale ed è un esempio di come un’operazione che potrebbe sembrare di natura immobiliare con una finalità sociale può moltiplicare invece le iniziative, a partire dalla falegnameria e le altre attività educative e assistenziali collegate che generano un movimento di circa un centinaio di volontari. Se la Fondazione non opera in questo modo, rischia di procedere soltanto a una mera distribuzione di risorse per mantenere le azioni consolidate. Dovremo fare uno sforzo in più e anche essere originali nell’inventare iniziative che ampliano i propri effetti, soprattutto in una fase come questa.

Pensi che la Fondazione debba essere propositiva direttamente nel campo dello sviluppo economico? Il tema dello sviluppo economico non è esplicitamente contenuto nelle finalità della Fondazione, nello Statuto si parla in realtà di sviluppo socioeconomico, ma se non c’è crescita dell’economia non riusciremo a perseguire la prima finalità dell’ente, che è quella di aiutare le persone in difficoltà. Semplicemente perchè non ci saranno sufficienti risorse. O ci mettiamo anche con le imprese a progettare per fare leva sullo sviluppo, generando Pil, o non avremo la possibilità di redistribuire. Per questo nel consiglio di amministrazione che ho in mente cercherò di nominare una figura che sia in grado di lavorare su questo tema, che possa essere un interlocutore riconosciuto per i soggetti economici, che abbia capacità di relazione e di individuare e cogliere al volo le opportunità di sviluppo.

Nel cda servirà anche qualcuno esperto di finanza? Certamente, perchè la regola d’oro del presidente della Fondazione deve essere quella di difendere il patrimonio che abbiamo ereditato dalle generazioni precedenti, guai ad intaccarlo. Il portafoglio della Fondazione non può essere considerato statico perchè le cose cambiano in maniera talmente rapida che occore un esperto in grado di comprendere la realtà e prendere le decisioni giuste. Senza perdere di vista che noi non facciamo un’attività finanziaria fine a se stessa, ma un’attività socioeconomica anche di natura finanziaria, e gli investimenti vanno realizzati secondo precise finalità, con progetti di lungo periodo che non tralascino anche i rendimenti immediati. Consapevoli che nella situazione attuale il denaro che costa pochissimo e i tassi d’interesse sono molto bassi.

Quando ci sarà la nomina del nuovo cda? La risposta nella pagina successiva.

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