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“In Chiaroscuro” è il nuovo singolo della band piacentina Kabirya

In Chiaroscuro è il nuovo singolo della band piacentina Kabirya, alternative rock di inizio millennio fra citazioni cinematografiche d’epoca e testi introspettivi.

Kabirya

KabiryaFrancesco Tosi (voce, chitarre, piano e synth), Gabriele Gnecchi (batteria e percussioni) e Riccardo Silva (basso e cori) – è un power trio originario di Piacenza, autore di un connubio fra sonorità alt-rock stampo ‘90 – 2000 e influenze elettroniche. Il nome si rifà ai celebri film “Cabiria” di Giovanni Pastrone, con la partecipazione di Gabriele D’Annunzio e a “Le Notti di Cabiria”, diretto da Federico Fellini e vincitore di un Oscar. In entrambe le pellicole Cabiria è il nome della protagonista, un esempio attualissimo di figura femminile che nonostante gli inganni e i soprusi subiti non smette mai di guardare al futuro con speranza e fiducia, dimostrando una forza d’animo e una tenacia impressionanti.

In Chiaroscuro è un brano fortemente ispirato da “Lo stato delle cose” film del 1982 diretto da Wim Wenders. Così come il film è una riflessione metatestuale sullo mondo del cinema e sul suo valore comunicativo, così i Kabirya riflettono sui limiti e sulle possibilità di esprimersi attraverso la propria musica e sulla necessità di comunicare la profondità di ogni concetto, come in una scala di grigio, senza mai polarizzarsi fra gli estremi del bianco e del nero. Nel video ufficiale (con la regia di Roberto Dassoni) il protagonista oltre alla band è il film stesso che appare con alcuni fotogrammi ed effetti sonori inframmezzando le riprese di un live eseguito in controluce. Fra le varie scene compare spesso una piccola cinepresa a mano d’epoca, un oggetto feticcio simbolo lampante del Cinema stesso e un possibile rimando a “L’uomo con la macchina da presa”, una delle prime riflessioni consapevoli sul potente effetto distorsore di un occhio meccanico apposto come filtro per osservare la realtà.

In Chiaroscuro è l’ultimo singolo estratto dal disco omonimo in uscita il 9 luglio 2021 per l’etichetta Orzorock Music e rappresenta il filo conduttore che lega tutti i brani all’interno dell’album. Un lavoro in cui questa riflessione artistica legata al concetto di percezione si sviluppa intricandosi mentre ciò che vediamo viene messo in dubbio in un gioco di specchi pronti a spezzarsi, un caleidoscopio senza colori.

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