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Modifiche al Ddl Zan, Carrà (Cgil) “Dal Vaticano attacco alla laicità delle istituzioni”

“La presa di posizione della Segreteria di Stato del Vaticano volta a modificare il Ddl Zan. ora in discussione in seno parlamentare, rappresenta un grave tentativo di interferire sulle prerogative indiscusse della laicità dello Stato”.

Così interviene Bruno Carrà, Responsabile Ufficio Anti Discriminazioni della Camera del Lavoro di Piacenza, sulla richiesta del Vaticano di modificare il Ddl Zan, il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. “Questa illegittima ed improvvida intromissione – continua Carrà in una nota -, perché di questo si tratta, va respinta con forza perché viene ispirata, come evidente, da una netta contrarietà, di stampo prettamente confessionale, verso la legge che vuole contrastare l’LGBT+ fobia. Il Vaticano chiede di ripensare, meglio di “rimodulare” come indica con esattezza la parola adoperata all’uopo nel comunicato ricorrendo al Concordato per provare a revisionare e modificare la Legge. Stupisce e non poco questa così forte presa di posizione assunta dalla Santa Sede, anche perché l’iter della legge è ancora in corso, e fin tanto che una legge non è approvata ed è in vigore, il Parlamento è sovrano e deve essere libero da ogni forma di interferenza di qualsiasi stato estero”.

“Un intervento a gamba tesa – afferma – perché i tempi per riaprire la discussione sono ormai scaduti. Poi ad approvazione avvenuta ci sarà tutto il tempo per i giudizi, e anche, se lo si ritiene, per le eventuali critiche. Il Vaticano con questa sua iniziativa invece intende impugnare il concordato per fermare la legge sostenendo che esiste in questo una violazione dell’accordo esistente tra Stato e Chiesa e che si attenti alla libertà di pensiero dei cattolici. Si tratta quindi di un esplicito tentativo di sottrarre al Parlamento il dibattito sulla legge e poter trasformare la questione, cosa che non può diventare, in una specie di crisi diplomatica”.

“Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di DDL Zan, che tanto ha fatto discutere in questo ultimo anno? – domanda Carrà -, e che per la rilevanza sociale e l’urgenza della questione ha visto un vasto schieramento di forze (pro o contro) di opinione pubblica. Il testo breve (10 articoli in tutto) punta in modo efficace a modificare l’art. 604-bis del Codice Penale sul reato di “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” aggiungendo all’articolo queste parole “oppure atti discriminatori fondati su sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”. La libertà di espressione in ogni caso, poi, non viene ostacolata in quanto la punibilità scatta, come da testo di legge, in caso di concreto pericolo di azioni discriminatorie o violente. La CGIL locale e nazionale, ritiene senza ombra di dubbio che la pesante richiesta da parte delle strutture vaticane, espressa e veicolata attraverso le vie ufficiali, per modificare una legge, attualmente in discussione, in ragione di una presunta violazione del Concordato, sia un fatto serio e straordinario, mai verificatosi sino ad oggi nella storia della Repubblica italiana”.

“In questo contesto non vanno dimenticate le aspre polemiche che intercorsero tra le due sponde del Tevere in occasione del referendum sul divorzio del 1974, come nel 1981 su quello dell’aborto e l’impegno in anni più recenti sempre della Curia vaticana per far fallire i referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali tramite legge. Usare la presunta violazione del Concordato per affossare la Legge Zan è sbagliato; questo non è altro che l’ennesimo attacco alla laicità delle nostre Istituzioni, cioè un tentativo vero e proprio di limitare le libertà personali degli individui che va subito respinto nei fatti, quindi con l’approvazione immediata del disegno di legge Zan senza alcuna modifica né anche presentando situazioni di finto compromesso oggi inaccettabili ed improponibili”.

“La CGIL – conclude – rimane convinta che le battaglie affrontate dal ddl Zan e la sua legittimazione possano apportare al nostro Paese un’evoluzione storica, sociale ed anche economica notevole e di estremo interesse”.

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