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Tari azzerata a Gragnano per attività commerciali e famiglie in difficoltà

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Tari azzerata a Gragnano nel 2021 per bar, ristoranti ed altre attività commerciali oltre che per famiglie a disagio sociale.

La notizia è stata annunciata durante l’ultimo consiglio comunale, al quale ha preso parte anche Riccardo Cassinelli, il giovane gragnanese che ha voluto aderire all’iniziativa di “Un Giorno da Sindaco. L’assemblea ha deliberato la ratifica di alcune variazioni di bilancio e la concessione della cittadinanza al Milite ignoto come sollecitato da Anci. Il Sindaco Patrizia Calza ha poi provveduto a relazionare in merito a diversi provvedimenti riguardanti la Tassa sui Rifiuti. “Nonostante il Vice Ministro Castelli, qualche ora prima, accogliendo l’istanza di Anci avesse dichiarato che il Governo provvederà con un decreto legge ad hoc a posticipare l’approvazione di tariffe e regolamento Tari al 31 luglio prossimo – spiega l’Amministrazione Comunale – Gragnano ha ugualmente provveduto all’adozione dei provvedimenti”.

Così la Sindaca ha spiegato che, come deciso in Consiglio D’ambito di Atersir il 7 giugno scorso, le tariffe Tari del 2021 rimangono ferme a quelle del 2019 per tutte le utenze. Il totale dei costi per il servizio rifiuti a Gragnano, da coprire con le tariffe, è pari a 622.781,71 euro. “Con il nuovo metodo tariffario adottato da Arera, in realtà, il costo del servizio vedrebbe un aumento del 2,8% – viene spiegato – ma grazie all’accordo raggiunto tra Iren e Atersir e approvato dai sindaci, il maggior costo, pari per il Comune di Gragnano a 13.870,59 euro, verrà recuperato dal gestore nei cinque anni successivi”. Le tariffe dei contribuenti rimarranno pertanto invariate rispetto a quelle del 2019, così come invariate sono le percentuali di quote fisse e quote variabili e i criteri di ripartizione dei costi tra utenze domestiche e utenze non domestiche.

Le novità più significative introdotte nel regolamento Tari derivano dall’adeguamento al D.lg. 116/2020 che, recependo a sua volta una Direttiva Europea, ha modificato la classificazione dei rifiuti che ora saranno solo urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi, eliminando la possibilità di assimilazione dei Comuni, sottraendo alla base imponibile del prelievo sui rifiuti parti rilevanti di superfici legate ad attività agricole, industriali e artigianali e prevedendo la possibilità di uscita dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti da parte delle utenze non domestiche che dimostrino di aver avviato a recupero i rifiuti prodotti mediante l’intervento di soggetti privati autorizzati. “Modifiche, queste ultime – sottolinea l’amministrazione comunale -, che non tengono conto del nuovo metodo tariffario introdotto da Arera e che rischia di creare grandi incertezze oltre che aggravio di costi per le altre utenze rimaste nel settore pubblico”.

Tornando alle agevolazioni, oltre a quelle previste per legge per i residenti AIRE, l’art. 21 bis del Regolamento approvato distingue tra utenze non domestiche e utenze domestiche. Quanto alle prime, i negozi di abbigliamento, cartoleria, erboristeria, parrucchieri, barbieri, estetisti, orafi, ristoranti trattorie, osterie, pizzerie, bar, caffè, pasticcerie, negozi di generi alimentari o plurilicenze alimentari e/o miste (esclusi i supermercati) e fioristi godranno di una riduzione della Tari del 100%. Pertanto gli esercenti tali attività non dovranno pagare la seconda rata e potranno ottenere il rimborso della prima presentando istanza entro il 30 luglio tramite PEC e allegando copia della quietanza. Quanto alle utenze domestiche, sarà esentato dal pagamento della Tari nel 2021 chi si trova nelle condizioni per il bonus sociale per disagio economico per la fornitura di servizi come energia elettrica e/o gas con indicatore ISEE fino a 8.265 euro o con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a €. 20.000 o titolare di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza.

“Per finanziare queste agevolazioni – ha spiegato il Sindaco Patrizia Calza – l’Amministrazione ha deciso di utilizzare le risorse Covid a disposizione, anche se quelle di cui al Decreto Sostegni bis non sono ancora state precisamente quantificate. Da informazioni assunte dovrebbero essere pari a 50.000 euro per le utenze non domestiche e 10.000 per quelle domestiche, pertanto abbiamo deciso di procedere a quella che ci pare una misura importante e di equità sociale”.

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