Quantcast

Trasporto pubblico senza contratto da 3 anni, sciopero anche a Piacenza

Sciopero anche a Piacenza per le lavoratrici e i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale aderenti ai sindacati confederali, Faisa Cisal e Ugl.

Nella nota unitaria delle organizzazioni dei lavoratori si evidenzia che “a tre anni dalla scadenza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, le legittime richieste di miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali, continuano a non ricevere risposte”. “Sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria, le lavoratrici e i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale – fanno notare  – hanno dimostrato coraggio e alto senso di responsabilità, attraverso l’espletamento di un servizio che ha permesso alla cittadinanza di utilizzare il mezzo pubblico anche nei momenti più bui della pandemia. Il diritto costituzionale alla mobilità, anche nei giorni di lockdown, è stato garantito a tutti i cittadini, nonostante il rischio di contagio fosse elevato malgrado i Protocolli condivisi, finalizzati a contenere la diffusione del Covid sui mezzi pubblici; soprattutto nei primi giorni di emergenza, le lavoratrici e i lavoratori hanno spesso operato in condizioni di sicurezza precaria a causa della carenza di sufficienti dispositivi di protezione, mascherine, gel, disinfezione del posto di lavoro. Ma non si sono mai tirati indietro”.

Sciopero Fit Cisl

“Oggi siamo costretti a proclamare un’ulteriore azione di sciopero nazionale – spiegano – perché malgrado gli sforzi, i sacrifici affrontati quest’anno dalle lavoratrici e dai lavoratori, e nonostante la disponibilità di più di 2 miliardi di euro stanziati dal Governo e destinati al settore – anche a salvaguardia della sostenibilità ambientale, sociale ed economica del Paese – le Organizzazioni Sindacali continuano a ricevere dalle Rappresentanze Datoriali proposte inaccettabili sul rinnovo del Contratto”. “Le Aziende non possono continuare ad ignorare le esigenze dei loro dipendenti – proseguono – e preoccuparsi esclusivamente di incrementare gli utili dei loro bilanci, che forse nei prossimi mesi appariranno meno catastrofici di quanto ci si aspetti. Di contro, molte lavoratrici e lavoratori che, pur continuando a fornire il loro indispensabile contributo, sono stati sospesi dal lavoro e posti in cassa integrazione vedendo, come molti altri lavoratori nel Paese, drasticamente ridotto il proprio reddito. Una ragione in più, non la principale, perché si superi l’inaccettabile diktat delle aziende del settore, che vorrebbero azzerare le perdite salariali nel triennio 2018/2020 e negare gli aumenti contrattuali, perpetuando una perdita di potere di acquisito di stipendi quasi congelati dopo anni di stasi contrattuale”.

“Se l’atteggiamento delle Aziende non cambierà – concludono i sindacati -, la protesta proseguirà con maggiore forza e convinzione, attraverso tutte le azioni consentite nella consapevolezza che, purtroppo, il disagio maggiore, oltre che sui lavoratori del settore, per il sacrificio economico che esse comportano, si ripercuoterà come sempre sulla cittadinanza, che ne soffrirà l’impatto sulla libertà di movimento, libertà tanto attesa dopo tante restrizioni subite”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.