Quantcast

Le Rubriche di PiacenzaSera - Confindustria

Accordo Leonardo-Mae: progetto di ricerca e museo per portare Piacenza nel futuro foto

Accordo Leonardo-Mae per lo sviluppo di una nuova fibra di carbonio nell’aerospaziale: progetto di ricerca e museo per portare Piacenza nel futuro.

I dettagli del progetto sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa nella sede di Confindustria Piacenza, alla quale hanno preso parte il presidente di Confindustria Piacenza, Francesco Rolleri, Patrizia Barbieri, presidente Provincia di Piacenza, Romeo Gandolfi, sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Italo Rota, coprogettista Museo fibra carbonio, Marco Rovellini, presidente MAE, Giancarlo Schisano, Managing Director Leonardo – Divisione Aerostrutture, Paola Rovellini, CFO MAE, Nicola Gallo, Product Engineering – IP Man. & R&D Leonardo – Divisione Aerostrutture, Vincenzo Colla, assessore Sviluppo Economico della Regione Emilia Romagna.

L’INIZIATIVA – L’obiettivo è lo sviluppo di un progetto di ricerca relativo alla fibra di carbonio che sarà sviluppato in collaborazione tra Leonardo SpA e la società piacentina MAE spa. Il progetto punta alla produzione di materiali innovativi per il big del settore difesa e sicurezza con grandi prospettive di sviluppo futuri anche ad altri settori. Il progetto che troverà casa sul territorio piacentino si configura come un unicum a livello europeo ed è strutturato per rappresentare una leva competitiva tecnologica per i principali settori dell’economia italiana. Piacenza e la regione Emilia Romagna più in generale si candidano, quindi, con questa nuova iniziativa, a confermare la vocazione manifatturiera di un territorio che vuole fare dell’innovazione e della ricerca il proprio tratto distintivo.

IL COMUNICATO MAE –  La piacentina MAE grande protagonista nello sviluppo della fibra di carbonio. Leonardo Spa ha scelto l’azienda di Fiorenzuola d’Arda per un progetto di ricerca dedicato a questo materiale sempre più strategico. Ed è la prima volta che la principale holding industriale italiana del settore aerospazio, difesa e sicurezza – tra i primi dieci player a livello mondiale – sbarca a Piacenza.

L’idea del progetto di ricerca e sviluppo triennale denominato “Lampo” nasce nel 2019 e ruota attorno alla realizzazione di un impianto pilota che è stato affidato all’azienda piacentina. L’obiettivo principale di Leonardo – partecipata al 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze – è l’ampliamento e potenziamento del suo stabilimento di Foggia, divisione aerostrutture, dove inserire la produzione di una fibra di carbonio dalle nuove proprietà per i suoi velivoli, sfruttando anche le competenze e gli equipment del Leonardo Lab dei materiali presente a Grottaglie (Taranto). Sul piano finanziario Leonardo coinvolge nell’operazione Invitalia (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa) e l’investimento si concretizza attraverso un contratto di sviluppo industriale dal valore complessivo di circa 84 milioni di euro (di cui 39,8 a fondo perduto).

MAE è stata scelta da Leonardo come partner del progetto (gli altri sono Aviorec Srl e il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche) perché l’azienda di Fiorenzuola è una delle poche al mondo che vanta un know-how completo, dalla progettazione alla produzione, lungo tutta la filiera della fibra di carbonio. Realizzata soprattutto all’estero, la fibra di carbonio è un materiale dalle proprietà straordinarie, leggerissimo e molto resistente, in continua evoluzione e sempre più strategico sul piano produttivo nell’aerospaziale e in altri campi come l’automotive, il settore energetico, il tessile e l’edilizia.

MAE, che ha un fatturato di oltre 75 milioni di euro, 90 addetti, filiali in Cina e negli Stati Uniti, è specializzata nella ingegnerizzazione e costruzione di impianti e linee complete per la produzione di monomeri e polimeri sotto forma di fibre o schiume. Per la realizzazione a Fiorenzuola dell’impianto pilota nell’ambito del progetto “Lampo” l’azienda investirà complessivamente 17 milioni di euro, di cui 7 arriveranno fondo perduto. Un’occasione unica per sviluppare ulteriormente il suo know-how in questo comparto della chimica. E non solo in rapporto all’aerospaziale, dove si stanno aprendo interessanti opportunità anche a livello regionale, ma guardando anche alle prospettive in altre filiere produttive che puntano sulla fibra di carbonio con sempre più convinzione. Basti pensare alla Motor Valley emiliana, dove tra Modena e Bologna, a poche decine di chilometri da Piacenza, si producono auto da sogno, come Ferrari, Lamborghini, Maserati o Dallara, solo per citare alcuni brand, che utilizzano già questo materiale per le loro fuoriserie. Un settore dove MAE, tra le associate di Confindustria Piacenza, potrebbe diventare un player di primo piano, capace di creare fibre di carbonio ad hoc per migliorare prestazioni e performance dei prodotti automobilistici.

Il tutto offrirà naturalmente notevoli vantaggi anche sul piano locale, con lo sviluppo in Val d’Arda di un settore sperimentale e produttivo che potrebbe irrobustire ancor di più le già solide radici dell’azienda della famiglia Rovellini a Fiorenzuola, attirando nuovi investimenti, partnership con università e poli di ricerca, e generando anche una domanda delle figure tecniche necessarie con importanti ricadute sul piano della formazione delle risorse umane. Una serie di prospettive che in tempi di ripartenza non possono che far pensare all’epoca del boom economico, quando negli anni 50 e 60 del secolo scorso la chimica italiana è stata una delle protagoniste principali della crescita industriale del Paese su scala mondiale, nobilitata dal premio Nobel a Giulio Natta nel 1963. Una storia indimenticabile, che Mae ricorderà regalando ai piacentini anche un Museo dedicato alla fibra di carbonio, affidato a due archistar come Carlo Ratti e Italo Rota.

Paola Rovellini: “MAE dà un nuovo volto alla chimica italiana” – Paola Rovellini non ha dubbi: “Il futuro si chiama fibra di carbonio”. Secondo la giovane Chief Financial Officer di MAE Spa, che ha rivestito un ruolo da protagonista nell’accordo con Leonardo Spa per il nuovo impianto pilota sullo sviluppo di questo materiale, “il boom della fibra di carbonio dimostra come sia già un prodotto strategico in molti settori industriali a livello internazionale. E sarà un materiale sempre più importante per affrontare la transizione ecologica in tutto il mondo, riducendo emissioni, consumi energetici, costi di produzione e migliorando la qualità dei prodotti”. Questo perché “la fibra di carbonio garantisce risultati migliori rispetto a materiali molto più pesanti come l’acciaio. Basta un esempio, prendendo spunto proprio dal settore aerospaziale, dove Leonardo è un leader mondiale: pensiamo solo al risparmio di carburante che si ottiene con un velivolo molto più leggero. E ciò vale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale”.

Leonardo è il primo partner industriale di questo impianto pilota e al progetto partecipa anche Invitalia: com’è andata? “Naturalmente per MAE è una grande soddisfazione collaborare con un big di questo livello. Nonostante si tratti di due aziende italiane, ci siamo conosciuti all’estero. Leonardo ha creduto talmente tanto in questo progetto che ci ha aiutato a crearlo fin dall’inizio. Ed è così convinto che questo sia il modo giusto di sviluppare la tecnologia per produrre una nuova fibra di carbonio, che addirittura si è attivato con Invitalia per ottenere un investimento di 7 milioni di euro a fondo perduto. L’impianto pilota, che costerà complessivamente 17 milioni di euro, nei suoi primi tre anni di attività sarà dedicato solo alle ricerche di Leonardo insieme con noi e il CNR. Dopo di che, il centro sperimentale di Fiorenzuola d’Arda sarà totalmente proprietà di MAE”.

Per MAE qual è il significato di questo accordo? “Stiamo prendendo sempre più consapevolezza di quello che siamo, di quello che possiamo fare, e dell’essere tra gli eredi di quella chimica italiana che dagli allori di un tempo negli anni è un po’ decaduta. Un settore comunque vitale, che oggi può dare ancora tantissimo all’economia del nostro Paese. E per non dimenticare da dove veniamo, costruiremo anche un museo dedicato alla fibra di carbonio che abbiamo affidato agli architetti Carlo Ratti e Italo Rota”.

Il core business di MAE – che ha un fatturato di oltre 75 milioni di euro e 90 addetti, con filiali in Cina e negli Stati Uniti – è la costruzione di macchinari e di linee di produzione per realizzare fibre chimiche, tra cui appunto quella di carbonio: che prospettive offre l’apertura dell’impianto pilota di Fiorenzuola? “Questo impianto pilota permetterà a MAE di farsi conoscere non solo come costruttore di macchinari e di linee di produzione che abbiamo installato in tutto il mondo, ma anche come azienda di ricerca e sviluppo quale siamo. Il nostro vantaggio competitivo è determinato dal know-how che abbiamo acquisito dalla storia industriale italiana ed in anni di studi nei nostri uffici e nei nostri laboratori. Adesso tutto questo viene certificato con la nascita di un vero e proprio centro sperimentale per la fibra di carbonio in partnership con Leonardo. Poi ci sarà la possibilità di sviluppare di volta in volta i diversi business che i nostri clienti vorranno testare ottenendo un risultato certo, che si parli di aerospaziale, automotive o di settore energetico. Non dimentichiamo che ogni fibra nasce infatti da una specifica ricerca. E la possibilità di metterla in produzione dall’inizio alla fine su scala ridotta consente di valutare e modificare le decisioni su asset e investimenti da milioni di euro, diciamo a ragion veduta”.

L’impianto pilota di Fiorenzuola sarà un gioiello tecnologico come pochi al mondo: quante persone e con che livello professionale lavoreranno in questo centro sperimentale? “Attualmente ogni grande produttore giapponese o americano ha al proprio interno impianti simili per ragioni strategiche. Non esistono invece impianti accessibili a terzi, se non in Australia con Carbon Nexus, il centro ricerche della Deakin University, dove la parte più significativa è stata realizzata da MAE; o nel centro di ricerca di Oak Ridge negli Stati Uniti. Inizialmente a Fiorenzuola gli addetti saranno una decina di ricercatori specializzati. Un team internazionale, che abbiamo costruito a partire per esempio dalla portoghese Ana Paula Vidigal, che sarà la responsabile della ricerca e sviluppo e che ha una profonda esperienza internazionale nel settore. Poi potremo contare sull’arrivo di William Paul, uno dei pochissimi esperti mondiali riconosciuti nella gestione delle carbonizzazioni. E di volta in volta, a seconda delle dimensioni e degli obiettivi del progetto da sviluppare, verranno coinvolti tanti altri operatori di alto profilo tecnico-scientifico. Se poi un cliente vorrà sperimentare nella massima riservatezza la sua fibra di carbonio anche senza il nostro coinvolgimento diretto, gli metteremo a disposizione l’impianto pilota per il periodo necessario. E naturalmente saremo disponibili anche per i centri di ricerca e le università che vorranno crescere insieme a MAE”.

Da Schisano a Colla e Rolleri “La partnership tra Leonardo e Mae è una carta vincente” – Grande soddisfazione per il Progetto “Lampo” sulla fibra di carbonio che coinvolge Leonardo e MAE. Ad esprimerla da diversi punti di vista sono il top manager di Leonardo, Giancarlo Schisano, l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico dell’Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e il Presidente di Confindustria Piacenza, Francesco Rolleri.

“Nel campo dell’aeronautica, la storia dei materiali compositi iniziò a partire dagli anni ’80 e Leonardo colse subito quella che già considerava una sfida per il futuro”, ricorda Giancarlo Schisano, Managing Director Divisione Aerostrutture di Leonardo. Difatti, “negli ultimi anni l’utilizzo di questi materiali compositi è cresciuto molto e non solo nel settore aeronautico”. Per questo, prosegue il top manager, “Leonardo, nell’affrontare le sfide globali del mercato, ha creato i Leonardo Labs, incubatori tecnologici concepiti per supportare il Gruppo anche nella ricerca e sviluppo di nuovi materiali. Presso il nostro stabilimento di Grottaglie, in Puglia, è stato insediato il MaTeRIA Lab (Materials Technology Research and InnovAtion Lab) per lo studio dei materiali avanzati. E sempre a Grottaglie è stato insediato un importante e strategico Joint Lab tra Leonardo e il gruppo Solvay, un laboratorio di ricerca congiunto, dedicato allo sviluppo di nuovi materiali compositi e di nuovi processi di produzione, fondamentali per il futuro dell’industria aerospaziale”.

Nel settore aeronautico, prosegue Schisano, “l’impiego di materiali compositi è strettamente legato alla produzione di velivoli civili e militari. E nel prossimo decennio la domanda di nuovi velivoli è prevista in forte crescita: considerando il trend attuale e il continuo miglioramento di tecnologia e processi produttivi, si stima che nei prossimi 10 anni, in termini di volumi, la domanda di materiali compositi nel settore aeronautico si aggirerà intorno alle 210.000 – 250.000 tonnellate”. In questo quadro, “la collaborazione con MAE nell’ambito del Progetto ‘Lampo’ rappresenta un’ulteriore passo in avanti di Leonardo nell’ambito di un settore strategico dove la competitività dei campioni nazionali, sia per la produzione di materiali compositi sia per sostenere la domanda delle industrie nazionali, è necessaria. Leonardo – conclude Schisano – è pronta a mettere a disposizione del sistema paese le proprie competenze e la propria esperienza per raggiungere questo importante obiettivo”.

“MAE è un’azienda unica nel progettare impianti e fare ricerca e innovazione sulla fibra di carbonio e in generale su monomeri e polimeri”, afferma Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Regione Emilia-Romagna. “L’evoluzione dei materiali è un ambito che la Regione sostiene anche nell’ottica di una crescente capacità di riciclo e riuso, per affermare un’economia circolare e ambientalmente sostenibile. La produzione di fibra di carbonio sarà sempre più importante in futuro per tutte e 15 le filiere inserite nella Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3), a partire dall’aerospazio, l’automotive e il tessile. L’accordo che abbiamo firmato pochi giorni fa sulla space economy con l’Aeronautica Militare e il Ministero della Difesa permetterà all’Emilia-Romagna di valorizzare il patrimonio di eccellenze già esistenti in un campo che determinerà il più grande cambiamento tecnologico del futuro”. E il progetto ‘Lampo’ di Leonardo e MAE, sottolinea Colla, “è pienamente in linea con questa strategia”.

“L’arrivo di Leonardo per la prima volta a Piacenza grazie all’accordo con MAE per noi imprenditori è un motivo di grande soddisfazione”, afferma con orgoglio Francesco Rolleri, Presidente di Confindustria Piacenza. “Ai manager di Mae, a partire dal presidente Marco Rovellini vanno quindi i nostri più sinceri complimenti”. Secondo Rolleri, l’impianto pilota che Mae costruirà a Fiorenzuola d’Arda in partnership con Leonardo per creare una nuova fibra di carbonio nell’aerospaziale ha un significato emblematico: “Dimostra nei fatti come sia vero quello che la nostra Associazione sostiene da tempo. E a cui stiamo lavorando per dare la massima visibilità: a Piacenza c’è una grande qualità imprenditoriale, in grado di attirare investimenti molto importanti. Abbiamo aziende che come MAE hanno un know how di altissimo livello, capaci di sfidare anche i mercati più difficili e complessi, come quello in cui opera Leonardo, tra i big mondiali nel settore aerospazio, difesa e sicurezza”.

Ma questo progetto di ricerca e sviluppo nel settore della chimica in Val d’Arda per il presidente di Confindustria evidenzia altre caratteristiche vincenti del tessuto produttivo delle imprese piacentine: “Non è solo ricco di competenze, è un tessuto vitale, diversificato e distribuito su tutto il nostro territorio, come dimostrano anche il recente salvataggio della Mandelli nella meccatronica, acquisita dall’Allied di Valter Alberici a Piacenza, e il nuovo insediamento da oltre 150 dipendenti che la famiglia Groppalli farà nell’ex area Rdb di Borgonovo Val Tidone per la produzione di serramenti in alluminio”.

IL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Sono intervenuti

Francesco Rolleri

Presidente Confindustria Piacenza

PROVINCIA DI PIACENZA

Patrizia Barbieri

Presidente Provincia di Piacenza

COMUNE DI FIORENZUOLA

Romeo Gandolfi

Sindaco di Fiorenzuola d’Arda

Nasce a Fiorenzuola d’Arda il museo della fibra di carbonio

Italo Rota

Coprogettista Museo fibra carbonio

Il rilancio della fibra di carbonio per la competitività dei campioni nazionali: strategicità e visione

Marco Rovellini

Presidente MAE

Giancarlo Schisano

Managing Director

LEONARDO S.p.A. – Divisione Aerostrutture

Il progetto Lampo: nascita e sviluppo

Paola Rovellini

CFO MAE

Nicola Gallo

Product Engineering – IP Man. & R&D
LEONARDO S.p.A. – Divisione Aerostrutture

Intervento:

Emilia Romagna e filiera dell’aerospazio: una nuova opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile

Vincenzo Colla

Assessore Sviluppo Economico

REGIONE EMILIA ROMAGNA

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.