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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cooperazione

“Appalto verde, disattesa l’attività d’inserimento di persone disabili e fragili”

Legacoop Emilia Ovest con una nota esprime “sorpresa e rammarico” per l’uscita del bando del verde del Comune di Piacenza “che vede disattesa l’attività d’inserimento lavorativo dei soggetti disabili e fragili”.

“Sorpresa – scrivono – perché questa scelta interrompe, nella attività in oggetto, lo storico protagonismo in questa attività di soggetti fragili. Rammarico perché nega il ruolo della cooperazione sociale d’inserimento nella coesione sociale del territorio e nel riscatto sociale dei soggetti deboli. Paragonare gli inserimenti lavoratori delle persone disabili e fragili al collocamento mirato, vuol dire non conoscere l’attività delle cooperative sociali del territorio che si occupano a 360° delle persone inserite.  Per le cooperative sociali di tipo “b”, l’inserimento lavorativo è la loro missione e l’acquisizione di lavori e servizi è lo strumento per compierla. Se la legge istitutiva della cooperazione sociale la 381/91 prevede convenzioni dirette, in deroga alle norme sugli appalti, è perché si riconosce questa proprio funzione”.

“Attraverso l’affidamento di lavori alle cooperative sociali – proseguono – si ottiene un risparmio nella spesa sociale quantificato al ribasso a € 4.000,00 annui per ogni persona inserita, si ottiene un risparmio per la diminuzione degli accessi ai servizi sociali, si contribuisce al passaggio da fruitori della spesa pubblica a contribuenti alla spesa pubblica delle persone inserite, si contribuisce alla coesione sociale di territorio migliorando la qualità della vita sia dal punto di vista economico che dal visto psicologico delle persone. Il lavoro per le persone fragili è un elemento fondamentale, insieme alla casa e alle relazioni sociali ed affettive per costruire un proprio futuro. Con orgoglio la cooperazione sociale d’inserimento lavorativo piacentina può affermare di aver contribuito alla ricostruzione della vita di tante persone.
 Le cooperative sociali, salvo richiesta dei lavoratori, non saranno inoltre disponibili al passaggio dei soggetti fragili ad altre realtà come previsto dalla clausola sociale di appalto, con l’obiettivo di tutelare il loro equilibrio, a fronte di sacrifici sui bilanci”.

“Ci auguriamo – concludono – che la cooperazione sociale sia considerata come soggetto economico capace di produrre ricchezza, occupazione, risposte di qualità ai bisogni sociali del territorio, capace di leggere ed intercettare vecchi e nuovi bisogni sociali, portatore di elementi fondamentali d’innovazione sociale nella programmazione del futuro welfare locale”.

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