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Area nuovo ospedale, primo sì alla variante “Prossima settimana presentazione del progetto”

Prima occorre approvare in consiglio comunale la variante urbanistica dell’area individuata per costruire il nuovo ospedale, poi si vedrà il progetto. È questo il metodo adottato per il nuovo ospedale, che il sindaco Patrizia Barbieri ha sostenuto nel corso della commissione consiliare dedicata alla pratica, in vista del suo approdo in assemblea lunedì prossimo.

Dopo l’ok in commissione da parte della maggioranza di centrodestra, con la minoranza che non ha partecipato al voto o si è opposta (Pc in Comune), la parola passa quindi in consiglio comunale il 12 luglio e nei giorni successivi della prossima settimana, o al più tardi all’inizio di quella successiva, è in programma la presentazione da parte di Azienda sanitaria del progetto di fattibilità del nuovo ospedale. A spiegarlo ai consiglieri in commissione è stato lo stesso sindaco Patrizia Barbieri, che ha affiancato l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi dopo le sollecitazioni arrivare dal capogruppo di Liberi, Massimo Trespidi. “Approviamo la variante, ma il progetto non c’è – aveva evidenziato Trespidi -. Se il consiglio comunale è chiamato all’approvazione della variante, sarebbe buona cosa che venga messo nelle condizioni di conoscere un progetto di fattibilità dell’area. E’ importante vedere questo oggetto sconosciuto che è il progetto. Nella delibera che andiamo a approvare, si spiega il perché della scelta di questa procedura urbanistica, a differenza di altre più semplici. Il motivo era che non era pronto il progetto”.

“Prima si approva la variante e poi si vede il progetto – la replica di Barbieri, che ha raggiunto i consiglieri in commissione -. Ne abbiamo parlato ieri (a margine della presentazione del nuovo corso di laurea in medicina in lingua inglese) con il presidente Bonaccini e il direttore Baldino. Il progetto verrà illustrato la prossima settimana, con l’assessore regionale Donini e forse con lo stesso Bonaccini’. Barbieri ha sottolineato che quello che verrà “sarà un ospedale universitario”.

Durante il dibattito della commissione sono stati espressi, dalla minoranza, le perplessità già avanzate sulla scelta dell’area, la numero 6 (esterna al perimetro della tangenziale su suolo agricolo) rispetto alla soluzione dell’area numero 5, interna alla tangenziale su un terreno già classificato. Giulia Piroli (Pd) ha fatto riferimento alle osservazioni della Provincia, che, pur dando parere positivo, ha fatto presente che dovranno essere monitorate le condizioni relative al rischio idraulico: “Questo comporterà un aggravio dei costi e dei tempi di realizzazione dell’opera”  ha detto. Contrario alla scelta, come più volte detto, anche il consigliere Roberto Colla (Piacenza Più), nel ricordare che l’area 6 è ancora classificata ad area agricola, mentre la 5 è già edificabile. “Questa è una scelta scellerata – ha ribadito -, tra l’altro l’area 5 è più ampia, 195mila metri quadrati, contro i 190mila dell’area 6. Questo ospedale sarà un elemento di svolta per la città del futuro, e sarà necessario dotarlo di altri servizi: per poterli realizzare andremo a consumare altro verde”.

“E’ davvero la scelta peggiore – aggiunge Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) -, a detta di tutti è quella meno adatta per costruirvi qualsiasi cosa. Lo dimostrano le numerosi posizioni contrarie espresse, da Confindustria come da altri”.

Sergio Dagnino (M5s) ha chiesto invece chiarimenti sul futuro dell’ospedale attuale, Michele Giardino (Misto) esprime invece soddisfazione per essere arrivati, “finalmente”, all’approvazione della variante e a compiere un passo in avanti verso il nuovo ospedale. Gian Paolo Ultori (Liberali) attacca l’opposizione. “Dite chiaramente quali siano le motivazioni che rendano preferibile l’area 5, così magari cambiamo idea. Le contrarietà sull’area 6 sono state espresse sempre dai soliti. La nostra decisione è motivata dalla facilità di espansione e dall’accessibilità” ha detto.

“Non si fa politica con il timore dei ricorsi. Altrimenti non si farebbe nulla – replica l’assessore Erika Opizzi – dalla rotonda di Pittolo al piano di Gerbido. Non mi sembra che ci fosse tutta questa contrarietà da parte della città nei confronti di questa area, le osservazioni arrivate sono state solo 14″.

 

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