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Le Rubriche di PiacenzaSera - Confapi Industria

Confapi in commissione “C’è tanta voglia di crescere, serve meno burocrazia” foto

“C’è voglia di tornare a crescere: le imprese sono pronte a investire. Serve però meno burocrazia”.

Così il presidente di Confapindustria Piacenza, Giacomo Ponginibbi, durante la riunione della commissione consiliare Sviluppo Economico, presieduta da Antonio Levoni, ha fatto presente le necessità dell’associazione, che raccoglie 350 aziende della piccola e media industria per oltre 7500 addetti. Dopo l’audizione, nei giorni scorsi, dei vertici di Confindustria, è la volta di Confapi che si presenta a palazzo Mercanti insieme al direttore Andrea Paparo e ai rappresentanti dei settori principali dell’associazione, da Elisabetta Curti di Gas Sales, a Anna Paola Cavanna di Laminati Cavanna, a Vincenzo Cerciello di Nordmeccanica. “Vogliamo dare all’amministrazione comunale una visione generale, suddivisa per vari settori, per far comprendere quali siano le prospettive dell’economia – ha detto Ponginibbi -. Negli ultimi mesi c’è stata una ripresa, soprattutto da parte dell’industria della meccanica e dell’export, mentre stanno ancora soffrendo  i settori dei servizi e del commercio, dove la ripartenza è più lenta”.

Secondo l’indagine congiunturale sul primo semestre 2021, il 37% delle aziende intervistate dice che il portafogli ordini è in linea con il primo semestre 2020, mentre per il 28% è superiore del 15% rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre del 2021 si è registrato un basso ricorso alla cassaingrazione: l’83% delle imprese non ha fatto richiesta, il 10% lo ha chiesto per il 20% dell’organico in azienda. Per i prossimi mesi la situazione dovrebbe migliorare ancora: il 90% degli imprenditori infatti non ritiene necessario ricorrere a ammortizzatori sociali. Inoltre, il 75% delle aziende non ha fatto ricorso a forme di accesso al credito, mentre l’83% ha deciso di non accedere a contributi pubblici. Tra le difficoltà principali incontrate, anche Confapi segnala il tema delle materie prime, sia per quanto riguarda il loro reperimento (27%) e costo (39%), seguito dalla difficoltà nel reperire personale (34%). Infine, sul fronte dell’organico, il 42% ritiene necessario una revisione con nuove assunzioni, mentre il 58% non prevede modifiche all’assetto.

“Nelle nostre previsioni c’è crescita, perché c’è questa voglia di investire. Questo percorso dovrà essere sostenuto: ciascuno deve fare la propria parte. Gli imprenditori ci mettono la voglia, le istituzioni devono prevedere meno burocrazia, soprattutto per chi deve investire” conclude Ponginibbi.

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