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Invasione dei cinghiali, il blitz di Coldiretti a Montecitorio

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Sono già migliaia gli agricoltori, allevatori e pastori scesi in piazza contro l’invasione dei cinghiali in tutti i capoluoghi di Regione a partire dalla Capitale in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento per chiedere “di fermare una calamità che distrugge i raccolti, aggredisce gli animali, assedia le stalle e causa incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani con pericoli concreti per gli agricoltori ed i cittadini”.

 

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Nella piazza piena di gente – sottolinea la Coldiretti – ci sono le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione. Molti dei presenti sono agricoltori e denunciano storie personali con drammatiche conseguenze per cose, animali e persone ma anche l’amarezza di aver visto distruggere in pochi minuti il lavoro di un anno come si vede dalle foto in numerosi cartelli.

Alcuni hanno portato frutta, insalate e cereali completamenti distrutti dal passaggio dei cinghiali. Un gruppo di giovani travestiti da cinghiali cerca i parlamentari per spiegare la situazione di emergenza che devono affrontare ogni giorno. Sugli striscioni si legge “Dopo il COVID la peste dei cinghiali”, “Noi seminiamo, i cinghiali raccolgono”, “Difendiamo il nostro territorio”, “Diventeremo noi una specie protetta” mentre dietro il Palco c’è una grande scritta “Città e campagna unite contro i cinghiali”. In Emilia-Romagna sono oltre 300 i soci che partecipano al blitz, guidati dal Presidente regionale Nicola Bertinelli, assieme a vari rappresentanti delle istituzioni di tutta la regione. Al fianco di tutte le federazioni regionali si è unito il Presidente di Coldiretti Piacenza Ugo Agnelli, il Direttore Claudio Bressanutti ed i sindaci del territorio con una delegazione di agricoltori e aziende piacentine che si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e cittadini preoccupati dalla presenza dei cinghiali sotto casa. (nota stampa)

TAGLIAFERRI (FDI) “LA REGIONE INTERVENGA” -“Coldiretti Piacenza è netta: l’emergenza cinghiali è una tragedia a cui la Regione deve dare soluzione. Il mondo agricolo denuncia da tempo i danni degli ungulati, i cittadini hanno paura di uscire di casa e gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici provocano vittime”. Così il consigliere regionale piacentino Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia). “E’ una situazione fuori controllo – prosegue -: la Regione deve smettere di fare annunci e propaganda e cominciare a risolvere i problemi dei cittadini con iniziative serie di controllo degli animali e di rimborsi per chi ha subito danni”.

RANCAN E STRAGLIATI (LEGA) “VICINI AGLI AGRICOLTORI” – “Servono misure straordinarie per limitare la presenza della fauna selvatica che è in esponenziale aumento sul territorio nazionale e modifiche alla legge nazionale sulla caccia per ampliare l’elenco delle figure abilitate ad effettuare tali attività”. Così il capogruppo della Lega Er, Matteo Rancan, e la consigliera regionale Valentina Stragliati, citando la risoluzione della Lega che impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo centrale e il Parlamento. “Siamo davanti ad una vera e propria emergenza, i cinghiali si spingono sempre più vicino ad abitazioni, parchi, scuole e gli agricoltori e i cittadini temono per la propria incolumità e per quella dei propri familiari – sottolineano i leghisti piacentini – È ora di intervenire per fermare questa vera e propria invasione, poiché oltre a mettere a rischio la sicurezza delle persone, questi animali selvatici causano notevoli danni agli agricoltori, distruggendo le produzioni alimentari e i raccolti. Questa proliferazione incontrollata comporta rischi di squilibrio biologico di vasti ecosistemi territoriali e pericoli per l’incolumità pubblica, purtroppo anche mortali, a causa dei loro ricorrenti attraversamenti di strade anche molto trafficate ed a percorrenza veloce. Chi sottovaluta la situazione sbaglia di grosso, sono necessari provvedimenti per arginare un problema diventato insostenibile e tutelare così le imprese di agricoltori, allevatori, pastori già fin troppo esasperati”.

“La presenza di ungulati selvatici al di fuori dei loro habitat naturali sta aumentando a dismisura tanto che per una stima molto prudenziale di ISPRA, solo per i cinghiali in Italia, si sarebbe superato il milione di esemplari, mentre associazioni venatorie ed agricole affermano che si aggirano ormai sui 2 milioni – puntualizzano Rancan e Stragliati – Le nostre proposte, già peraltro avanzate anche in Parlamento, ma che avrebbero bisogno anche di un sostegno dalle Regioni, specie l’Emilia-Romagna, il cui territorio è uno dei più colpiti da tale problema, sono essenzialmente due. La prima è quella di introdurre nella Legge 157/1992 la figura dell’operatore volontario formato, un selecontrollore che, dopo avere seguito appositi corsi di formazione, a titolo volontario fornisca supporto nell’effettuazione del contenimento numerico della fauna selvatica, oggi in capo solo agli agenti dipendenti di regioni, province e città metropolitane. La seconda quella di prevedere, previo parere favorevole dell’ISPRA, un piano nazionale speciale di contenimento di tali specie, in particolare per il cinghiale, operante per tutto l’anno solare” concludono i due leghisti.

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