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La storica missione dell’Apollo 11: 52 anni fa la conquista della Luna

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Il 21 luglio 1969 è divenuta una data storica per tutta l’umanità. In tale data il comandante della missione spaziale Apollo 11, Neil Armstrong, fu il primo uomo a calcare il suolo lunare a seguito dell’avvenuto sbarco sulla Luna, nel cosiddetto Mare della Tranquillità.

Già un secolo prima lo scrittore francese Jules Verne aveva preconizzato una missione umana verso la Luna, nei suoi due romanzi “Dalla Terra alla Luna” e “Attorno alla Luna”, anticipando con una certa preveggenza quella che sarebbe poi stata la storica missione dell’Apollo 11. Il programma Apollo fu una pazzesca corsa dai connotati politici ed economici, da parte degli USA nei confronti degli allora “rivali” dell’URSS, verso un obbiettivo che sembrava irraggiungibile con la tecnologia del momento, ovvero lo sbarco dell’uomo sulla Luna e il suo ritorno a Terra sano e salvo. Un obbiettivo che non tutti sulla Terra avevano condiviso, soprattutto i contribuenti americani che avevano visto una larga parte delle loro tasse destinata al finanziamento di questa missione.

Eppure, se ci pensiamo bene, la concretezza del programma Apollo, estesa televisivamente a tutta l’umanità, ha avuto risvolti molto positivi per tutti. Innanzitutto l’uomo si è reso conto di poter varcare gli stretti confini imposti dalla gravità terrestre, librandosi ben oltre la nostra orbita e aprendo di fatto la via per l’esplorazione del nostro sistema solare. L’uomo è destinato a cercare in futuro nuovi corpi celesti da abitare, considerato che la propria “casa”, la Terra, si sta di fatto sempre più deteriorando e in maniera irreversibile. Saper viaggiare nello spazio significa avere una maggiore possibilità per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.

L’aver varcato la “soglia” terrestre ci ha poi permesso di poterci fotografare da una distanza sufficiente a confermarci, anche visivamente, che la Terra è una bella “palla” azzurra vagante nel Sistema Solare (alla faccia dei “terrapiattisti”), come di fatto abbiamo potuto ammirare nelle prime storiche immagini scattate dagli astronauti dell’Apollo 8 nel dicembre del 1968 (…che di fatto raggiunsero poi la Luna orbitandogli attorno e senza scendere sul suolo selenico, preparando così il campo alla storica missione Apollo 11). E’ infatti ben differente la prospettiva di una fotografia della Terra che potrebbe essere scattata oggi dalla Stazione Spaziale Internazionale ISS, che orbita a 400 km dal suolo terrestre, rispetto alle fotografie della Terra che furono scattate in prossimità della Luna a quasi 400.000 km di distanza da noi. Quelle foto ci diedero la consapevolezza del nostro splendido e unico “paradiso terrestre”, prezioso da conservare per le prossime generazioni.

Inoltre le missioni Apollo hanno consentito lo sviluppo di numerosissime tecnologie che si sono poi rivelate molto utili per il genere umano, con ricadute positive nella vita di tutti i giorni. Sono almeno 30.000 i diversi oggetti prodotti utilizzando tecnologie messe a punto negli anni della corsa alla Luna. Fra i tanti ricordiamo per esempio il Goretex delle tute degli astronauti e oggi utilizzato per le giacche a vento, il velcro che sostituisce i bottoni e le chiusure lampo, il rivestimento in teflon che rende le pentole antiaderenti, i circuiti elettronici miniaturizzati ovvero i microchip che hanno permesso di costruire i moderni personal computer e derivati direttamente dai computer di bordo sul modulo lunare che sul modulo di comando, le celle a combustibile oggi utilizzate nelle auto elettriche sono state sviluppate in vista delle missioni lunari, i cibi liofilizzati che oggi si trovano facilmente nei supermercati sono una diretta conseguenza della tecnologia sviluppata dalla Nasa negli anni ’60 per preparare i pasti per gli astronauti, ecc. Le ricadute del programma Apollo sono state positive anche sulla medicina e la chirurgia, con tantissime applicazioni.

Checché ne dicano i miscredenti contrari a credere alla realtà delle missioni, a pochi mesi di distanza dall’Apollo 11 la NASA riuscì a raggiungere altre più volte il suolo lunare con equipaggio umano: fra il 1969 e il 1972, ci furono in totale 6 sbarchi sulla Luna (Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17), che portarono complessivamente a 12 il numero di astronauti statunitensi che calcarono il suolo lunare. Dopo il 1972, a seguito di un diminuito interesse del popolo americano verso queste missioni che portarono un po all’assuefazione, ed anche per salvaguardare il bilancio degli Stati Uniti d’America, l’allora presidente Richard Nixon annullò le missioni Apollo successivamente già programmate, e da allora mai nessun altro uomo ha mai più posato i propri piedi sulla Luna.

Ora, dopo oltre 50 anni, si stanno programmando nuove missioni sul suolo lunare al fine di poter creare degli insediamenti permanenti in grado di poter studiare meglio la geologia lunare, scoprire eventuali giacimenti di nostro interesse e poter avere maggiori risposte scientifiche sulla formazione del Sistema Solare. Ma il fine ultimo è quello di creare un avamposto per le future spedizioni umane su Marte.

Danilo Caldini (Gruppo Astrofili di Piacenza – APS)

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