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Morricone “risuona” al Farnese: omaggio al Maestro tra musica e cinema

“La musica per il cinema dipende inevitabilmente dalle immagini e dal regista, ma il musicista serio non deve mai rinunciare alla sua dignità di compositore, mantenendo la propria cifra distintiva”.

Questo diceva del suo rapporto con il cinema il grande musicista Ennio Morricone e tale è stato lo spirito con cui giovedì sera al cortile di Palazzo Farnese si è esibita l’Orchestra Ensemble A. Modigliani in “Morricone History”, un meraviglioso concerto per musica e immagini in ricordo del maestro attraverso le sue più conosciute e intramontabili colonne sonore, dove temi e suoni hanno saputo trovare un intreccio espressivo ricco e personale. Che effetto farebbero Clint Eastwood o Gian Maria Volontè, Claudia Cardinale o Alain Delon e Jean Loius Trintignant, o tanti altri grandissimi della settima arte senza le melodie che hanno disegnato la loro storia, inscrivendoli per sempre nella mente e nel cuore di tutti? Come sarebbero i film che li hanno resi leggenda? Inaugurando la rassegna “R-Estate a Teatro” di Teatro Gioco Vita, con il plauso del direttore Diego Maj e dell’assessore alla Cultura Jonathan Pamarenghi, l’orchestra Modigliani e il suo direttore Simone Giusti hanno dimostrato di conoscere bene la forza dell’evocazione collettiva.

“Morricone history” è stato infatti innanzi tutto omaggio a un modo unico di comporre melodie che progressivamente si complicano, tratteggiando storie, inanellando note, ritraendo emozioni e personaggi sedimentati nel patrimonio culturale ed emotivo da generazioni. Quindi anche tributo alla potenza del cinema: quella dell’attentissima cura dei dettagli perfettamente inseriti nell’inquadratura d’insieme; che al tempo stesso li esalta nei particolari e li rende universali. Venti pezzi, per circa venti film, che hanno reso alla memoria buona parte della parabola più nota di Morricone, tramite i grandi registi con cui ha collaborato: da Leone a Tornatore, fino a Tarantino, passando per Patroni Griffi, Pontecorvo e tanti altri. Applausi partecipi tra un’esecuzione e l’altra per una serata da tutto esaurito.

E se le musiche di Morricone e i film per cui le ha composte hanno fatto la storia, indiscussa è stata l’abilità dell’Orchestra Modigliani: bravi i 30 musicisti sul palco a tenere vivo il dialogo attraverso gli strumenti. Il risultato è stato un suono potente, ma fresco, sicuro, ma capace di mantenere sempre dinamica l’armonia tra archi,fiati, chitarre, percussioni, timbri elettrici ed acustici. Tutto impreziosito dai vibranti intonati della soprano Costanza Gallo. Proprio per questo, per la ricerca di un’espressività autentica e personale, pur nel pieno rispetto delle partiture infuocate di Morricone, l’orchestra di Giusti è riuscita a spostarsi tra un pezzo e l’altro senza impedirsi ritorni e riprese, mai ripetitivi. Da “Per un pugno di dollari”, a “Il buono e il brutto e il cattivo”, a C’era una volta il west”. E poi “Metti una sera a cena”, “Sacco e Vanzetti”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”; fino alla grande chiusa su “The Heateful eight”, capolavoro di Tarantino che ha valso al Maestro Morricone l’oscar del 2016.

A tenere tutto amalgamato in un’epopea drammaturgica che è cronologica, ma non pedissequa, la regia di Emilano Galigani, che alla scelta delle immagini ha combinato le luci e i colori, creando così una coreografia visuale in perfetto dialogo con il suono. Ci saremmo forse aspettati che il concerto indagasse anche un angolo del Morricone meno conosciuto. Ma la memoria collettiva è è cresciuta con queste musiche e con questi film. Un plauso meritato, allora, ad un tributo non solo da ascoltare, ma anche da vedere: simbolo inconfondibile di chi, in una vita spesa tra musica e cinema, ha fatto sognare intere generazioni. E speriamo continui a essere maestro per quelle future.

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