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Nuovo ospedale, il dibattito in consiglio: “Operazione immobiliare”. “L’area 6 è la migliore”

Dopo l’ok in commissione consiliare della settimana scorsa, è arrivato anche il via libera del consiglio comunale alla variante urbanistica per la classificazione dell’area dove dovrà sorgere il nuovo ospedale di Piacenza.

Si tratta della cosiddetta “area 6”, circa 160mila metri quadrati all’esterno del perimetro della tangenziale attualmente destinati ad uso agricolo. Una scelta, quella dell’amministrazione di centrodestra, che ha suscitato perplessità e critiche dalle fila delle opposizioni. A favore hanno votato i 22 consiglieri di maggioranza presenti, contrari 7 (Pd, Piacenza in Comune, civici e Sergio Dagnino del M5s) e si sono astenuti i due consiglieri di Liberi e Andrea Pugni del M5s.

IL DIBATTITO – “Il nuovo ospedale è un’operazione immobiliare, è politica economica, non sanitaria – interviene Luigi Rabuffi, consigliere di Piacenza in Comune -. Questa pratica non è stata accompagnata da un percorso partecipativo e noi consiglieri, rappresentanti eletti dai cittadini, siamo chiamati ad esprimersi in merito alla variante senza aver avuto modo di vedere il progetto. Ma se già c’è, perché non è possibile vederlo? Le osservazioni pervenute in sede di approvazione della variante hanno messo in evidenza quanto l’area 6 sia la meno adatta. A fronte della diffusa contrarietà a costruire in quell’area, Confindustria invece è favorevole, perchè offre “interessanti opporunità di sviluppo”, questo significa voler colonizzare un’area agricola, con il rischio infiltrazioni mafiose”.

Marco Montanari (Lega) invece difende la scelta dell’amministrazione Barbieri. “Non stiamo consumando un’area verde, la scelta dell’area 6 è la migliore, grantisce maggiore accessibilità, ha più spazio per i parcheggi e il terreno avrà un costo inferiore. L’area 5 avrebbe comportato spese ulteriori ingiustificate”. Massimo Trespidi (Liberi) ripercorre tutta la storia del progetto, fissando come momento cardine la delibera del 25 giugno 2018, quando venne stralciata tra le opzioni possibili quella della Pertite. “Ora il Pd dice che, in caso di vittoria di elezioni nel 2022, verrà cambiata la sede in cui realizzare il nuovo ospedale. Posizione politica legittima, ma la consigliera regionale del partito (Katia Tarasconi, ndr) dice però una cosa diversa: la pratica è già in forte ritardo, si rischia di perdere i finanziamenti. Ora, cambiare nuovamente destinazione comporterebbe proprio far allungare ancora di più i tempi. E poi perché non indicare, a questo punto, anche dove realizzarlo? Il pericolo di veder realizzato l’ospedale alla Pertite non è sventato. Proprio questo credo che fosse necessario vedere prima il progetto, rispetto all’approvazione della variante”.

Roberto Colla (Piacenza Più) contesta invece l’affermazione sui costi inferiori dell’area 6 rispetto alla 5. “Secondo le mie stime, i costi dell’area 5 dovrebbero assestarsi sui 3 milioni di euro. Sono stati invece calcolati i costi per l’esproprio della 6, in modo da poterli confrontare?”. Sergio Dagnino (M5s) ricorda che il movimento ha cambiato più volte idea sulla realizzazione del nuovo ospedale: da contrari a favorevoli. “L’alternativa per noi è l’area 5, non di certo la Pertite” ha detto. “Non stiamo parlando di aree distanti l’una dall’altra, ma l’accessibilità che garantisce la numero 6 è completamente diversa – interviene Gian Paolo Ultori (Liberali) -. La nostra non è stata una scelta politica, ma di buon senso. Io mi auguro che nasca una cittadella sanitaria, per curare la gente, non una lottizzazione. Nessuno di noi ha avuto questo scopo, il nostro unico obiettivo è di fare il bene della città”.

“Non c’è alcun dubbio che la decisione dell’area in cui far sorgere il nuovo ospedale sia una scelta politica – obietta il capogruppo Dem Stefano Cugini -. E per noi è stato scelto il posto sbagliato, per la fragilità idrogeologica del terreno, vicino al carcere e classificato ad area agricola – ribadisce -, motivando questa scelta con l’interesse pubblico nonostante l’utilizzo di area verde. Era preferibile un’area demaniale, come la Pertite e non a caso avevo chiesto di indire un nuovo referendum, interpellando i cittadini in merito alla possibilità di realizzare lì il nuovo ospedale. Ma la vera notizia è quella data da Trespidi, che lascia intendere che la partita non si chiuda oggi”.

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