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Omicidio Damia, condanna all’ergastolo per il marito

Ergastolo. E’ la sentenza nei confronti di Abdelkrim Foukahi, il 40enne originario del Marocco accusato dell’omicidio della moglie Damia El Assali, trovata senza vita nella sua casa di Borgonovo l’8 maggio 2019.

La sentenza, che accoglie la richiesta del pubblico ministero Emilio Pisante, è stata pronunciata in tribunale a Piacenza nel pomeriggio del 19 luglio al termine del processo in Corte d’Assise, presieduta dal giudice Gianandrea Bussi. La donna, che aveva 45 anni e lavorava alla vetreria di Borgonovo, era stata uccisa con otto coltellate, pare al culmine di un diverbio. Dopo i fatti, Karim – questo il nome con cui il marito era conosciuto – si era reso irreperibile insieme ai figli di 2 e 4 anni, venendo rintracciato qualche ora più tardi insieme ai bambini in un autogrill tra Treviso e Venezia lungo l’A4, all’altezza di San Donà di Piave in direzione Trieste. La sua vettura era stata individuata grazie al sistema di tracciatura targhe dell’autostrada. “E’ una sentenza giusta – le parole della sorella della vittima -, nessuno ha il diritto di togliere la vita a un’altra persona”.

Quasi contemporaneamente, in un’aula a poca distanza, è stata pronunciata anche la sentenza nei confronti di Massimo Sebastiani, condannato alla pena di 20 anni di reclusione per l’omicidio dell’amica Elisa Pomarelli.

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