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Piacenza presenta il corso di medicina (in inglese). “Per ripartire puntiamo sul sapere”

“Medicine and Surgery” si chiama così il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico dell’università di Parma, attivato dal prossimo anno accademico nella sede di Piacenza.

Un corso interamente erogato in lingua inglese, attivato dall’Ateneo con la collaborazione dell’Ausl e del Comune di Piacenza e con il sostegno della Regione Emilia Romagna, caratterizzato da una prospettiva internazionale e pronto da un lato a rafforzare l’offerta formative dell’Università di Parma in ambitio medico-chirurgico e dall’altro a potenziare il settore sul territorio regionale e in particolare piacentino. I dettagli del nuovo corso sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa nella mattinata del 7 luglio in cui sono intervenuti il Rettore Paolo Andrei, il referente del corso Marco Vitale, il Direttore generale dell’Azienda USL di Piacenza Luca Baldino, l’Assessora regionale Paola Salomoni, il  sindaco e presidente di Piacenza Patrizia Barbieri e il Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

“È un corso a cui teniamo molto, frutto di un bel gioco di squadra tra istituzioni, che va a ampliare l’offerta formativa dell’Ateneo in un ambito, quello medico-chirurgico, di fondamentale importanza per lo sviluppo del nostro sistema sanitario. Ora che le basi sono state gettate, dobbiamo tutti impegnarci con slancio affinché gli studenti che inizieranno il loro percorso formative possano trovare I giusti stimoli per dare concretezza alle loro aspirazioni” ha detto il rettore Andrei. “Si concretizza, con l’avvio del corso di laurea In Medicina e Chirurgia in lingua inglese, un progetto strategico, nato dalla preziosa sinergia tra Enti e Università – ribadisce Patrizia Barbieri -, che è di fondamentale importanza per un territorio, quello piacentino, vocato alla ricerca, all’innovazione e al consolidamento della propria identità come città universitaria. La dimensione internazionale di questo percorso accademico è un volano di competitività e sviluppo, che investe sull’alta formazione come elemento chiave per il futuro dei giovani”

“L’obiettivo – ha detto Vitale – è quello di formare medici dotati di conoscenze teoriche, pratiche e metodologiche e dell’autonomia professionale, decisionale e operativa per la promozione della salute, la prevenzione e la cura delle malattie, la gestione del rischio clinico e la ricerca scientifica in medicina in Italia e in contesti Internazionali caratterizzati da differenti modelli organizzativi della sanità. I contenuti didattici del corso mirano a formare un medico che possieda una solida cultura biomedica e una visione multidisciplinare dei problemi più comuni della salute e della malattia. Gli studenti e le studentesse svilupperanno una conoscenza medica completa, dalla promozione della salute alla medicina d’urgenza, dalla ricerca applicata alle ultime tecnologie e alla gestione della salute”.

Tra i punti di forza del corso, la possibilità di avvalersi “in esclusiva” del sistema ospedaliero di Piacenza, non condiviso con altri corsi di medicina. La dimensione Internazionale del corso e la presenza di temi relativi alla salute globale potranno consentire di intraprendere, dopo la laurea, percorsi italiani e internazionali di specializzazione, di esercizio della professione e di ricerca. Il corso è a numero programmato a livello nazionale (100 posti). La prova, unica a livello nazionale, è fissata per il 9 settembre 2021 con test IMAT (International Medical Admission Test). Per iscriversi al test di ammissione è necessario presentare domanda online attraverso il portale Universitaly entro le 15 del 22 luglio. Le lezioni si svolgeranno inizialmente nei locali della Galleria Alberoni a San Lazzaro.

“Con questa operazione, per usare una metafora calcistica, Piacenza entra nella Superlega del mondo della sanità. Un corso in lingua inglese ci permetterà di avere una prospettiva Internazionale fondamentale. Speriamo inoltre di convincere tanti ragazzi piacentini che oggi escono dalla Maturità a scegliere questo corso” ha detto il direttore generale Baldino. “Abbiamo investito molto sulla sanit – conclude Bonaccini – per la ripartenza, al centro dobbiamo mettere la conoscenza. Per questo, questo corso è tanto importante: la sfida della competitività la vinceremo non sul costo del lavoro, ma con la progettualità sul sapere”.

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