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Rimbalza il fatturato dell’industria: +19 % nei primi sei mesi 2021 “Il vaccino aiuta l’economia”

Fatturato del comparto manifatturiero in crescita del 18,95%, con un incremento del mercato interno pari al 25,38 % e dell’export del 8,26%.

Sono questi i numeri presentati da Confindustria Piacenza, che dimostrano come il primo semestre del 2021 abbia mantenuto le previsioni positive per la nostra economia dopo la crisi causata dalla pandemia. Ad illustrare l’indagine congiunturale il presidente di Confindustria, Francesco Rolleri, insieme al direttore Luca Groppi, Gian Marco Ratti responsabile dell’Ufficio Economico.

L’indagine è stata realizzata, come di consueto, intervistando le imprese associate, che rappresentano circa 3 milardi di euro di fatturato e circa 8mila addetti.

La meccanica, comparto più rappresentativo per Piacenza, raggiunge il + 28,82% del fatturato totale, che raggiunge quota del 52,21% rispetto al mercato interno e del 10,15% per l’export. I materiali edili invece vedono una crescita del 32,94%, ma come ricorda il direttore Luca Groppi, “si tratta di un settore che negli ultimi 10 anni ha visto dimezzare il fatturato”.  Si continua a risentire di un contesto internazionale meno favorevole rispetto a qualche anno fa, dovuto al rallentamento del settore automotive e aerospace e alle tensioni tra Cina, Usa e Russia. L’alimentare invece, che aveva sofferto meno nei mesi scorsi, ora vede un incremento del 2,66%. Anche sul fronte dell’occupazione si registra un miglioramento in tutti i settori: 1,94%. “Dopo due semestri con dati negativi, recuperiamo. Trainato sostanzialmente – sottolineato il direttore Groppi – dal settore meccanico che addirittura vede un incremento del 3,04%. E’ un dato che noi calcoliamo senza distinguere la tipologia contrattuale, se a tempo determinato o indeterminato, part time o full time, e che non tiene conto del calo della cassaintegrazione, perché per noi i lavoratori che accedono agli ammortizzatori sociali sono comunque occupati, e nemmeno il ricorso ai lavoratori interinali perché per noi non sono dipendenti”.

Il presidente Rolleri ha commentato così i numeri dell’indagine congiunturale: “Sono state confermate le nostre previsioni positive. Noi siamo ottimisti, ma ci sono situazioni da tenere sotto controllo, come quella sanitaria. Siamo ancora in una condizione di emergenza sanitaria nazionale, almeno fino alla fine dell’anno: lo sottolineo perché tendiamo a dimenticarlo. Le nostre aziende sono state chiuse durante il lockdown, altre, come quelle del commercio, hanno subìto fino a poco tempo fa pesanti limitazioni. Complice il caldo estivo c’è chi tende a dimenticarselo, noi invece non lo scordiamo. Vogliamo lavorare e per poterlo fare dobbiamo essere tutti vaccinati. Fino a quando non sarà raggiunto questo obiettivo, avremo una spada di damocle sulla nostra testa, che condiziona il nostro lavoro e la nostra vita”.

Positive anche le previsioni per il secondo semestre del 2021, con un consolidamento della ripresa. Ma sarà necessario valutare l’impatto della situazione sanitaria, ancora in evoluzione. “Va tenuto sotto controllo anche l‘inflazione, che riguarda le materie prime e i trasporti, con ripercussioni negative sui margini di profitto e capacità di approvvigionamento (segnalata dal 54% degli imprenditori)” – è stato sottolineato. Altro tema delicato riguarda i costi delle materie prime: “Confindustria Nazionale ha delle previsioni positive per l’autunno – dice Rolleri -, questo ci consentirà di avere approvvigionamenti per far fronte alle richieste”. Dall’indagine è emerso infatti come il rincaro delle materie prime abbia generato una riduzione dei margini di profitto per il 68% delle imprese, mentre solo il 40 per cento ha ritoccato i prezzi. Attese positive anche per l’occupazione: il 70% esclude di ricorrere alla cassa integrazione.

“Cresce di più il mercato italiano rispetto a quello estero, è il risultato degli investimenti di Industria 4.0, oltre al fatto che i paesi esteri hanno fronteggiato più tardi rispetto all’Italia l’emergenza pandemica. Noi ne stiamo uscendo prima. Difficile comparare questa crisi con quella del 2009, questa è più complessa. Non appena e’ stata trovata la soluzione per l’emergenza sanitaria, i vaccini, ecco che l’economia ha ripreso a marciare. Altra differenza, l’intervento del Governo e dell’Ue, assenti durante la crisi del 2009-2011″. Per Rolleri l’altro tema da sottolineare è l’incremento della occupazione: “Notiamo ancora la carenza di personale tecnico, abbiamo atteso i ragazzi appena diplomati negli istituti tecnici. Possiamo già dirvi che sono già stati tutti presi, avevamo già rassicurato in questo senso i ragazzi neo diplomati lo scorso anno. Sono pochissimi quelli che non hanno già avuto una o più proposte di lavoro”.

Il rincaro dei costi delle materie prime e la difficoltà di approvvigionamento (legname o altro, ma anche la disponibilità di ponteggi) rischia di avere effetti anche sull’efficacia del Super Bonus, ragione per cui Confindustria ha chiesto al Governo di prolungare la scadenza fino alla fine del 2023, “proroga di cui aspettiamo l’arrivo il prima possibile – aggiunge il direttore Groppi -, insieme all’estensione ai condomini, il che consentirebbe al super bonus di essere davvero uno strumento di rigenerazione urbana”.

 

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