Quantcast

Trattamenti e rivestimenti metallici per l’industria alimentare

Il settore dell’industria alimentare è soggetto a severe normative per la sicurezza, regole essenziali per evitare qualsiasi tipo di contaminazione e garantire la massima tutela della salute dei consumatori. Allo stesso tempo le aziende devono fare i conti con le necessità operative, cercando soluzioni in grado di offrire vantaggi in merito alla maggiore efficienza nella filiera produttiva.

Sul mercato si possono trovare diverse opzioni per migliorare le performance delle strutture dell’industria alimentare, con trattamenti e rivestimenti per i metalli in grado di aumentare le prestazioni in termini di aderenza, usura, corrosione e scorrevolezza. Inoltre è possibile incrementare la resistenza delle macchine alle alte temperature, per ridurre i costi di manutenzione e ottimizzare la produttività.

Ossidazione anodica a spessore e anodizzazione

Nella maggior parte degli stabilimenti dell’industria alimentare sono presenti delle strutture in alluminio, un materiale molto apprezzato per le sue molteplici proprietà, dalla conducibilità termica alla nono tossicità. Ad ogni modo, è possibile aumentarne le capacità anticorrosione, la durezza e la lubrificazione, per usufruire di vantaggi operativi significativi raggiungendo livelli più elevati di efficienza, diminuzione dei rischi di fermo macchina e durevolezza.

Una delle soluzioni migliori in queste circostanze è l’anodizzazione dura, un trattamento galvanico dell’alluminio con il quale incrementare la resistenza dei materiali contro usura e corrosione, accrescendone anche la capacità di scorrimento. Inoltre l’ossidazione anodica a spessore permette di migliorare la lubrificazione delle superfici, sfruttando la porosità dello strato superficiale di ossido.

Ciò vale anche per l’anodizzazione convenzionale, infatti l’ossidazione anodica consente di realizzare uno strato di protezione nel rivestimento esterno del manufatto in alluminio, con la creazione di una pellicola con spessore da 5 a 20 micron. In questo modo si possono ottenere performance elevate nello scorrimento, oltre alla valorizzazione estetica del materiale, con un incremento del livello di durezza meno consistente rispetto all’anodizzazione dura, sebbene sia comunque presente un aumento anche in questi termini.

I rivestimenti più efficaci per il settore dell’industria alimentare

Oltre ai trattamenti di ossidazione anodica esistono diversi tipi di rivestimenti per il settore alimentare, con soluzioni studiate appositamente per rispettare i rigidi criteri di sicurezza previsti in questa industria. Si tratta ad esempio dei rivestimenti polimerici, tra cui le applicazioni di fluoropolimeri come il Teflon, utilizzabili su diversi materiali come la fibra di carbonio, la plastica e i metalli, per aumentare le prestazioni antiattrito e antiaderenza dei manufatti con vantaggi anche per la riduzione dell’abrasione e l’incremento della resistenza chimica.

Per accrescere la resistenza dei materiali contro la corrosione e l’usura è possibile optare per i rivestimenti di nichelatura chimica convenzionali, ad esempio attraverso i processi Niploy, per applicare il trattamento superficiale in maniera perfettamente aderente all’elemento. Si tratta di un approccio semplice e flessibile, con il quale ottenere risultati importanti nella protezione dei manufatti. Tuttavia, allo stesso tempo, è possibile beneficiare di vantaggi considerevoli dal punto di vista di risparmio dei costi e contenimento del peso complessivo.

Quando invece si desidera incrementare la durezza una soluzione indicata sono i rivestimenti ad alta concentrazione di fosforo, sottoponendo i pezzi a un procedimento di nichelatura chimica particolare per acquisire capacità superiori di saldabilità, anticorrosione e resistenza contro l’usura. Nel dettaglio, con questo trattamento è possibile ottenere un livello di durezza davvero elevato, arrivando fino a 1300 HV, mantenendo al contempo un’eccezionale compattezza del rivestimento.

Altrimenti, con i rivestimenti a base di nichel chimico Niploy e PTFE è possibile migliorare le prestazioni di autolubrificazione dei manufatti, una caratteristica estremamente importante nell’industria alimentare moderna. In questo modo è possibile sfruttare due vantaggi, da un lato ottenere capacità ottimali nell’antiaderenza grazie alla presenza delle particelle di PTFE, dall’altro aumentare la resistenza alla corrosione e all’usura attraverso il trattamento di nichelatura chimica.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.