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“Hanno bisogno di tutto, anche di sostegno psicologico” L’angoscia negli occhi di chi è fuggito fotogallery video

“Hanno bisogno di tutto, anche di sostegno psicologico. E’ ovvio per chi arriva in Italia in queste condizioni. Sono partiti dalle loro case portando con sè una borsa e uno zainetto o poco di più”.

Fabrizio Marchi dirigente regionale della Protezione Civile ha accompagnato i 75 rifugiati fuggiti dall’Afghanistan di nuovo sotto il dominio dei Talebani fino all’interno del centro dell’Aeronautica, che li ospiterà per il periodo della quarantena. Spiega che la Regione ha organizzato tutto con estrema rapidità, ma ai nuovi arrivati non verrà fatto mancare un trattamento dignitoso e tutto quello che loro serve.

Sono circa le 4 del pomeriggio quando i due pullman dell’Esercito Italiano arrivano lungo il rettilineo che da San Polo conduce al complesso militare già adibito nei mesi scorsi a centro per l’emergenza covid. Ad attenderli gli ufficiali dell’Aeronatica, carabinieri e polizia. Il convoglio aveva fatto tappa a Parma per scaricare un primo gruppo, mentre nella notte era partito da Roma. In un primo tempo l’arrivo a Piacenza era previsto in mattinata, ma è poi slittato più volte. I profughi sono arrivati grazie al ponte aereo organizzato dall’Italia che ha permesso di evacuare finora da Kabul circa 2700 persone: un tour de force prima su un velivolo militare con uno scalo obbligato in Kuwait e poi il volo fino a Fiumicino.

Un gruppo assai eterogeneo con molte donne e bambini (i minori ad un primo conteggio sono circa 15), ma anche ragazzi e anziani, c’è chi si muove con la stampelle o con un bastone. Presenti diversi nuclei familiari allargati con zii e nonni, il più numeroso conta sette figli. Nessun sorriso, volti stanchi e l’angoscia di un lungo e improvviso viaggio negli occhi. Una bambina tiene nella mano due palloncini gonfiabili, appena scesa dal pullman un ufficiale dell’areonautica prova a scherzare con lei, a farle vedere qualcosa sul telefono, ma riesce a strapparle un sorriso soltanto per pochi istanti. Il personale della Croce Rossa, attraverso un’interprete, e dell’azienda sanitaria di Piacenza si prende subito cura del gruppo: viene spiegato loro che verranno subito sottoposti al tampone e successivamente verranno assegnate le stanze del centro dal quale non potranno uscire fino al termine della quarantena. Ad assistere all’accoglienza c’è anche il sindaco di Podenzano Alessandro Piva, che preferisce non dichiarare nulla.

Profughi Afghanistan a San Polo

“Si tratta in prevalenza di nuclei familiari, composti dai genitori e bimbi piccoli. Quindi l’età media è molto bassa – ha detto il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino, interpellato in merito -. Sono persone scappate dal loro Paese senza portare con sé altro se non i propri vestiti: oltre ad essere sottoposti nuovamente a tampone, per accertare la presenza di eventuali positivi, verrà loro dato loro anche un kit di prima accoglienza, con prodotti per l’igiene personale, per poter trascorrere a San Polo i 10 giorni di quarantena. Sono inoltre previsti altri controlli sanitari, anche se non ci risultano criticità particolari. Al momento si trovano a San Polo 15 operatori Ausl, per poter svolgere queste prime attività. A regime resteranno solo due persone, dell’azienda o della Croce Rossa, per fornire agli ospiti del centro l’assistenza necessaria”.

“Ci riempie d’orgoglio poter accogliere queste persone, insieme a Croce Rossa e Ausl, e dare loro sollievo dopo un viaggio così lungo, pieno di peripezie e difficoltà – dice Francesco Rossi, comandante del distaccamento dell’aeronautica di San Damiano -. In questi 10 giorni verranno seguiti, sia da un punto di vista sanitario che logistico. Verranno predisposti menù che rispecchino le loro tradizioni religiose, oltre a far fronte alle loro necessità, visto il numero elevato di bambini e la presenza di alcune persone con difficoltà motoria”.

Francesco Rossi aeronautica

I profughi – si tratta soprattutto di nuclei familiari, con uomini e donne che prestavano servizio nell’ambito della missione Italia-Nato – verranno sistemati nella struttura e subito nella giornata di oggi saranno sottoposte a tampone. In base agli esiti del test verrà deciso come proseguire il periodo di quarantena che si protrarrà per almeno 7-10 giorni. Successivamente tutte le persone verranno collocate in strutture di accoglienza del territorio. Nei giorni scorsi erano stati lanciati svariati appelli alla solidarietà da parte di partiti, movimenti e sindacati, così come l’Anci (l’associazione dei sindaci) aveva avanzato la propria disponibilità. Si sono fatti avanti anche singole famiglie disponibili a ospitare i profughi in fuga dall’Afghanistan.

I rifugiati potranno naturalmente avanzare domanda di asilo nel nostro Paese ed entreranno nel circuito dell’accoglienza gestito dal Ministero dell’Interno attraverso la Prefettura, che dispone già di strutture e servizi di ospitalità.

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