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Coldiretti “Quasi finita la raccolta dell’uva bianca, calo produttivo del 25%”

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Partita ormai da alcune settimane  la vendemmia nel piacentino, ad oggi il comparto più in difficoltà. Lo spumante – spiega Coldiretti – ha già fatto il suo ingresso nelle cantine, ma la scorsa settimana si è entrati nel pieno della vendemmia con la raccolta dell’uve per il vino bianco.

” Si sta ultimando la raccolta della uve bianche delle nostre DOC Malvasia e Ortrugo – dichiara Dario Panelli Responsabile Vitivinicolo Provinciale – viene confermata un ottima qualità ma il calo produttivo dalle prime analisi è preoccupante. Si registra in media un calo produttivo del 20/25% dovuto ai cambiamenti climatici”. Prossimo ormai anche l’inizio della raccolta delle uve rosse che preoccupano per la forte siccità, che potrebbe riportare ulteriori cali di produzione. A questo proposito, si è tenuta alla Camera del Commercio di Piacenza in videoconferenza la commissione di rilevazione dei prezzi delle Uve che ha deciso i prezzi delle uve bianche per la vendemmia 2021 e ad inizio ottobre renderà noti quelli delle uve rosse.

“Sono state rilevate le nuove quotazioni per le uve bianche stabilendo un minimo e un massimo – spiega Panelli -. Dai prezzi comunicati si nota un aumento di circa il 13% rispetto all’anno 2020, che per Ortrugo DOC e per Malvasia DOC va da un minimo di 45€/q.le  a un massimo di 55€/q.le. Nonostante questo lieve rialzo, i prezzi non sono ancora abbastanza soddisfacenti per poter compensare in modo remunerativo i  viticoltori che hanno affrontato un’annata piuttosto faticosa. Per quanto riguarda le uve biologiche viene confermato un aumento delle quotazioni pari al 20% rispetto alle uve tradizionali, mercato quello delle uve biologiche nel piacentino che sta crescendo in modo interessante negli ultimi anni”

“Ci sono i presupposti – evidenzia coldiretti – per un’annata positiva in termini qualitativi, evidenziando una positiva maturazione delle uve bianche che si presentano ottime. Dagli ultimi dati si spera che anche i prezzi del vino possano trovare una giusta quotazione in grado di compensare i costi e il calo di produzione evidenziato con i primi raccolti. Rimane all’interno del tappeto di Coldiretti il problema di una riorganizzazione del comparto vitivinicolo piacentino sia dal punto di vista della promozione che della comunicazione”. “C’è il bisogno di far capire l’importanza della salvaguardia del nostro vino – conclude l’associazione – attivando anche una tutela maggiore sulla commercializzazione del prodotto vino Piacentino sbloccando quegli aspetti di evoluzione delle produzioni, adeguandosi ai mercati attuali grazie anche ad una maggiore attenzione verso la sostenibilità, la promozione e  l’innovazione”.

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