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“Defibrillatori, app e segnaletica per trovarli più facilmente”

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Impegnare il Governo affinché i cartelli che indicano la presenza dei defibrillatori semiautomatici sul territorio nazionale sia comprensibile a tutti, anche agli stranieri, e affinché gli stessi defibrillatori siano censiti, geolocalizzati e rintracciabili tramite un’app per cellulari in modo che tutti possano sapere dove si trova il defibrillatore più vicino in caso di necessità, come già avviene in Emilia-Romagna.

E’ ciò che ha chiesto il gruppo Pd alla Giunta regionale con una risoluzione firmata e depositata nei giorni scorsi a poco meno di un mese dalla Giornata mondiale del Cuore che si celebrerà il prossimo 29 settembre. Una giornata che accende i riflettori su un tema cruciale: «L’arresto cardiaco improvviso uccide più di 50mila persone in Italia ogni anno, quasi 400mila in tutta Europa – afferma la consigliera regionale piacentina del Pd Katia Tarasconi, prima firmataria della risoluzione – Numeri che fanno impressione soprattutto se si pensa che moltissime di queste vite potrebbero essere salvate grazie ai defibrillatori semiautomatici». La loro diffusione sul territorio, dunque, segna il confine tra la vita e la morte per tantissime persone «ed è per questa ragione – prosegue – che dobbiamo fare il possibile affinché questi apparecchi, semplicissimi da usare, siano ovunque».

E’ la battaglia che da vent’anni sta combattendo Progetto Vita, associazione piacentina fondata dai cardiologi Alessandro Capucci e Daniela Aschieri (attuale presidente) con il contributo di tantissimi medici, infermieri e volontari. Si tratta del primo progetto europeo di “defibrillazione precoce” che ha reso Piacenza la città più cardioprotetta del continente e che, dopo tanto impegno sul campo, ha portato di recente all’approvazione di una legge dello Stato sui cosiddetti DAE, i defibrillatori automatici esterni; una legge che prevede novità fondamentali per salvare vite come l’introduzione nelle scuole dell’obbligo di insegnare manovre di rianimazione cardiopolmonare, l’obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatori e uno stanziamento di 10 milioni di euro per la diffusione nei prossimi cinque anni dei defibrillatori in luoghi particolarmente frequentati.

«Ma dobbiamo fare di più – aggiunge la consigliera Tarasconi – Dobbiamo fare in modo che i defibrillatori non solo siano presenti sul territorio ma siano anche reperibili facilmente, altrimenti rischiamo di vanificare lo sforzo enorme e fondamentale di coloro che hanno combattuto questa battaglia di civiltà. Oggi esiste la tecnologia, ognuno di noi ha uno smartphone ed è giusto che questo strumento diventi utile anche in questo campo». In Emilia-Romagna esiste da tempo l’app gratuita DAE RespondER sviluppata dal Sistema 118 e nata proprio dall’esperienza piacentina; un’app che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre i tempi di intervento sui cosiddetti “codici blu” ovvero sui casi di arresto cardio respiratorio presunto. Si tratta di uno strumento informativo completamente integrato con le Centrali operative 118 della Regione.

«La nostra idea – spiega Tarasconi – è quella di sollecitare il Governo affinché questa iniziativa venga estesa a livello nazionale. E non solo: è necessario che i cartelli che indicano la presenza dei defibrillatori siano uniformati a livello europeo. Oggi in Italia si usa l’acronimo DAE mentre in Europa si usa AED (Automatic External Defibrillator) e riteniamo che debba essere usata una sola sigla, quella in inglese». Infine nella stessa risoluzione si chiede di valutare l’opportunità di istituire tra i segnali indicatori previsti dal codice della strada un apposito segnale stradale che conduca fino al defibrillatore, come quelli per ospedale o pronto soccorso.

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