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Elezioni Bonifica, la lista Giustizia e trasparenza “No a nuovi invasi. Noi candidati contro gli sprechi del Consorzio”

No a nuovi invasi e agli sprechi di gestione del Consorzio di Bonifica, di cui andrebbe modificato radicalmente il sistema elettorale.

Sono questi gli obiettivi della lista ‘Giustizia e trasparenza’, espressione delle associazioni Legambiente di Piacenza e Amici del Nure, in vista delle elezioni del Consorzio che si terranno il 26 e il 27 aprile. La lista presenterà i propri candidati in due sezioni, la sezione 1 (Fabrizio Binelli, Daniele Dosi, Eugenio Barbieri, Enrico Scarpa, Maria Laura Chiappa, Antonio Fossati) e la sezione 2 (Giuseppe Castelnuovo, Andrea Reggi, Angelo Bellini, Giovanni Toscani). “Ringraziamo chi ci ha sostenuto durante la raccolta delle firme, in un periodo non facile come l’estate e con modalità complicate, visto che era necessario presentare anche una fotocopia della carta d’identità – ha detto Giuseppe Castelnuovo di Legambiente -, per non parlare del sistema di voto: nel 2021 assistiamo ancora a elezioni per censo, dove chi vale economicamente di più ha maggior peso. Per questi motivi, se saremo eletti, ci batteremo per modificare il sistema elettorale”.

Fabrizio Binelli (Legambiente) entra nel merito del programma. “Ci battiamo per il cambiamento del Consorzio, ultimo degli enti inutili rimasti in piedi. Gran parte delle sue funzioni sono infatti state assorbite dalle Regioni, quindi perché dovremmo continuare a mantenerlo? Perché funziona come un bancomat – afferma -. Progetta interventi faraonici, ma non promuove nessuna azione per una corretta gestione delle acque. Perché prevedere invasi, quando abbiamo il 70% di perdite delle risorse idriche? Partecipare a queste elezioni è l’unico modo rimasto per cambiare le cose, per combattere gli sprechi. Il Consorzio costa, alla collettività, circa 1o milioni di euro all’anno, soldi che servono per la maggior parte per il personale e spese di rappresentanza. Costi di funzionamento che andrebbero invece ridotti, utilizzando i contributi pagati dai piacentini ed i risparmi ottenuti sulle spese per rendere veramente il nostro territorio un vero gioiellino: niente più frane e alluvioni”.

Andrea Reggi (Amici del Nure) spiega di essersi candidato perché non condivide “la politica del Consorzio di Bonifica, con opere gigantesche e faraoniche: si parla di una di diga nella nostra valle con effetti molto impattanti” in un territorio, come la Valnure, che porta ancora le ferite dell’alluvione del 2015. “Sia in Europa che negli Usa si è deciso di non costruire più dighe: non ci sono vantaggi, creano problemi per la captazione idroelettriche – interviene Angelo Bellini (Amici del Nure) -. E’ assurdo perseguire questi obiettivi”. Meglio adottare altre soluzioni, ricorda Laura Chiappa (Legambiente) come la creazione di laghetti “meno impattanti, con costi minori per la collettività. E’ una proposta che consentirebbe di gestire il problema dell’acqua in modo diverso”. “Noi non siamo contro l’agricoltura – conclude Binelli -: abbiamo fatto diverse proposte per la gestione della risorsa idrica, ma l’unico mantra è realizzare un nuovo invaso. Noi siamo per cambiare le cose”.

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