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Fondi del Pnrr alla sanità: a Piacenza in arrivo 14 milioni e 600mila euro. I sindaci “Basta promesse”

Fondi del Pnrr alla sanità, a Piacenza sono in arrivo altri 14 milioni e 600mila euro. Ma i sindaci, chiamati ad approvare il piano in conferenza socio sanitaria, hanno accolto con una certa disillusione la presentazione del direttore generale dell’Ausl Luca Baldino.

I motivi di questa reazione li spiega la presidente della conferenza socio sanitaria, Lucia Fontana. “Dove sono finiti i 20 milioni per Piacenza, annunciati dal ministro Speranza? Questi ritardi pongono problemi sia dal punto di vista economico che di programmazione – ha detto -: si tratta di risorse da utilizzare entro il 2026, altrimenti vanno restituite”. I famosi 20 milioni annunciati dal ministro della Salute sono stati destinati al nuovo ospedale di Piacenza, con l’impegno della Regione di farsi carico di un importo pari di investimenti sulla sanità piacentina. Investimenti poi rimasti al palo, in attesa di quanto previsto – ora – dal Pnrr: una sorta di gioco delle tre carte, per gli amministratori che non hanno nascosto la propria frustrazione.

Altro tema che ha causato “il malcontento che condividiamo noi sindaci”, ha proseguito Fontana, è l’essere stati interpellati solo nel ratificare una ripartizione di fondi già decisa. Su questo, il direttore generale Baldino, è stato subito chiaro. “La suddivisione dei fondi è già stata decisa dal Governo, in questa prima fase sono tre le aree di intervento case della salute, centrali operative territoriali, e ospedali di comunità, mentre nella fase successiva si provvederà ad implementare tecnologie biomediche, digitalizzazione e telemedicina”.

LE RISORSE – Per quando riguarda la prima tranche, incentrata più direttamente sui servizi, l’ulteriore ripartizione su base provinciale è stata decisa dalla Regione in base alla popolazione dei rispettivi territori. Quindi, a Piacenza toccheranno 14 milioni e 600 mila euro, così suddivisi: 8 milioni e 648mila euro per 6 interventi destinati alle case della salute, 4 milioni e 804mila euro per 2 interventi per gli ospedali di comunità, e un milione e 210mila euro per 3 centrali operative territorali. Attività questa, spiega Baldino, che consiste nella cosidetta dimissione protetta, con l’inserimento dei pazienti in Cra o presso la propria abitazione o in reparti intermedi. Un piano di spesa che non ha mancato di muovere qualche obiezione anche nello stesso Baldino. Ad esempio le “centrali operative territoriali non necessitano di grandi investimenti: per realizzarle sono necessari infermieri che tengano i rapporti con i vari reparti e una stanza, da ricavare all’interno delle stesse case della salute”. La Regione a Piacenza ne ipotizza tre, una per distretto, fino a 45 in tutta l’Emilia Romagna, “un numero che rischia di essere eccessivamente dispersivo” dice Baldino. Altrettanto problematica l’assegnazione di 4 milioni e 804mila euro per gli ospedali di comunità, non previsti nell’attuale pianificazione dell’azienda. Ipotesi è di fare sponda con altri territori, come Bologna, che si trova in una situazione speculare rispetto alla nostra: più risorse di quanto necessario per quanto riguarda le case della salute e meno per gli ospedali.

IPOTESI DI SPESA – Come quindi utilizzare le risorse? Si pesca nei progetti di cui era già stata prevista la copertura, proprio con i fondi del ministro Speranza. Per quanto riguarda le Case della Salute, con un piccolo ridimensionamento per quanto riguarda quella di Piacenza (che passa da 4.500 metri quadrati a 4.100) e di San Nicolò a Rottofreno (da 2mila metri quadrati a 1.600), si possono finanziare a Piacenza la seconda casa della salute (8 milioni e 200mila euro) che ospita così anche la centrale operativa territoriale e ospedale di comunità, così come quelle di Fiorenzuola (un milione e 500mila euro) comprensiva di centrale opertaiva territoriale, Cortemaggiore (800mila euro), Lugagnano Valdarda (400mila euro), Borgonovo (600mila euro) che avrà al suo interno anche la centrale operativa territoriale, Rottofreno (3 milioni e 100mila euro).

IL DIBATTITO –  “A distanza di un anno dall’annuncio, stiamo ancora aspettando le risorse annunciate – evidenzia il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali -. Mi chiedo che senso abbia bloccare i soldi per un’opera, come il nuovo ospedale di Piacenza, destinata a essere realizzata tra oltre 10 anni. Abbiamo bisogno di risorse adesso”. Ancora più pragmatico il sindaco di Ferriere, Carlotta Oppizzi. “A fronte di annunci di maggiori risorse, la situazione resta uguale. Non ci sono interventi per la montagna e per la montagna del distretto di Levante in particolare. Siamo in difficoltà nel garantire il livello minimo di assistenza per il territorio. Il punto di prima assistenza di Farini deve essere pienamente operativo (manca il medico, ndr) e abbiamo problemi anche per la continuità assistenziale. Non capisco poi perché siamo chiamati ad esprimerci su una ripartizione di fondi già decisa, non concordata da noi, e che non garantisce servizi in più per i nostri cittadini”.

Dello stesso avviso Roberta Battaglia (Caorso), Romeo Gandolfi (Fiorenzuola), mentre Luca Quintavalla (Castelvetro) e Patrizia Calza (Gragnano), pur comprendendo le difficoltà dei colleghi sindaci, li invitano a non perdere questa opportunità. La delibera passa, nonostante l’elevato numero di voti di astensione.

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