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“Grazie don Artemio, con la sua umilità è l’anima di Casaliggio”

Gragnano premia don Artemio Bonzanini, da 33 anni parroco della frazione di Casaliggio. Alla cerimonia era presente il vescovo Adriano Cevolotto, insieme al sindaco di Gragnano Patrizia Calza,al vice Marco Caviati, residente proprio a Casaliggio, e a don Andrea Campisi.

Il sindaco Calza ha ricordato perché l’amministrazione cinque anni fa abbia voluto istituire una benemerenza civica, “Gragnano Bene Comune”, ispirata alle parole di Giorgio La Pira: un riconoscimento che vuole essere un ringraziamento a chi si è speso a favore della propria comunità. Ed è quello che ha contraddistinto l’opera di don Artemio: “Ha dimostrato quello che vuol dire essere pienamente cittadini, indipendentemente dal ruolo che si ricopre. Mettendo in pratica i suoi valori, è stato molto importante per la comunità” ha sottolineato il sindaco.

“Quando abbiamo detto a don Artemio che sarebbe stato premiato, ci ha risposto “non me lo merito, perché il merito è degli altri”. E’ vero, a Casaliggio c’è una comunità forte ma questo – dice il vice sindaco Caviati – è stato possibile perché qualcuno, con la sua umiltà è riuscito a darci un’anima. Gli stessi beni della parrocchia sono un bene della comunità: l’asilo, che è riuscito a far restare aperto anche durante momenti di crisi economica perché il suo primo pensiero erano le famiglie, le strutture della parrocchia, sempre a disposizione di tutti, anche di attività economiche come il ristorante che è riuscito così a restare aperto durante le limitazioni imposte dal covid, il campeggio di Carisolo, attività iniziata da don Artemio e ora portata avanti da altri”. Una maestra ha letto, poi, il dolce messaggio che i bambini dell’asilo hanno voluto dedicare al loro don. “Per noi sei speciale, da te abbiamo imparato che tutti bisogna accettare”.

“In questo premio – ha preso poi la parola don Artemio – vedo il nome, il volto e il cuore di tutti voi, avete detto troppo del prete”. Il don poi ha ricordato due episodi che lo hanno fatto molto riflettere, ispirando la propria attività. “Scrivellano è stata la prima parrocchia. Parlando con alcuni parrocchiani avevo detto che sarebbe stato necessario sistemare il piazzale. Uno di loro ha detto “dobbiamo pensarci noi, perché lui da solo non sa fare niente”. Una frase che mi ha fatto pensare. Poi, arrivato qui a Casaliggio, ho incontrato una vecchietta, che mi ha invitato a casa sua. Guardando la stufa, mi ha detto “Vede, c’è solo un pezzo di legno. Non fa fiamma né calore, ma stasera, quando ne metterò altri, il fuoco mi scalderà”. Queste parole mi hanno fatto ricordare ciò che mi era stato detto a Scrivellano: anche il Signore non ha mandato gli apostoli da soli, ma due a due. Dio conosce i miei limiti e sa che sono tanti e mi ha sempre messo vicino persone dal cuore grande, dalla grandissima umanità e disponibilità, che hanno avuto verso di me compassione, nel senso autentico della parola. Ringrazio sua eccellenza, che è venuto qui, da un prete che vale due soldi” ha concluso don Artemio con la consueta umiltà, che è, però, “la forza della comunità – come sottolineato da don Andrea Campisi – e quello che ci dà speranza nel cammino di comunità pastorale”.

“Vi ringrazio di avermi invitato a questa iniziativa, perché mi avete dato modo di conoscere un mio prete – le parole di monsignor Cevolotto -, la sua umiltà e la sua capacità di essere un elemento di unione. Non è facile per noi sacerdoti, spesso può prevalere la volontà di comandare”. L’esempio di don Artemio invece è “motivo di gioia per il vescovo”, che elogiato la “la testimonianza delle cose ordinarie e la semplicità. La grandezza sta qui: nell’esserci”. In chiusura il coro di Casaliggio ha voluto rendere omaggio al don con l’esecuzione dell’Ave Maria a cappella.

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