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I profughi a Calendasco “Aiutateci a ritrovare i nostri parenti in fuga dall’Afghanistan”

Continua l’accoglienza in provincia di Piacenza dei profughi in arrivo dall’Afghanistan.

Dopo la conclusione, nella struttura gestita dai militari di San Polo, della quarantena di circa 70 afghani, all’ostello di Calendasco sono arrivati, nella giornata di lunedì, 24 rifugiati. Si tratta di due nuclei familiari con 10 minori, di età compresa tra i 17 anni e i primi mesi di vita, in arrivo da Modena dove hanno terminato il periodo di quarantena la scorsa settimana. Attualmente sono ospitati, su indicazione della Prefettura, nell’ostello del paese, gestito dalla cooperativa Il Quadrifoglio. Nella serata del 7 settembre si è tenuto un primo incontro con i rappresentanti dell’amministrazione, il sindaco Filippo Zangrandi, la vice Federica Borghi e la consigliera Giulia Malchiodi. Presente anche l’avvocato Michela Cucchetti, per fornire assistenza legale per le pratiche di assistenza legale e non solo, come ha spiegato Ivana Gracchi de Il Quadrifoglio.

“Oltre al servizio di informativa legale il cui costo è a carico della Cooperativa, l’avvocato ha offerto la sua disponibilità in maniera del tutto gratuita – sottolinea Gracchi – per assistere i profughi nella ricerca dei familiari e nelle richieste di ricongiungimento. Proprio per questo vorrei ringraziare tutti coloro che ci stanno supportando, (avvocato, Amministrazione Comunale) mettendo a disposizione le loro competenze o il loro tempo per pura generosità”. Questa, infatti, è la richiesta emersa durante i primi momenti dei rifugiati nel piacentino: riuscire a ritrovare i propri familiari e amici, come loro in fuga dal paese natale, portando poco o nulla con sé.

Ora la comunità di Calendasco sta facendo il possibile per farli sentire ben accolti: nell’ostello che, sottolinea Gracchi, è sufficientemente grande per poter accogliere tutte e due le famiglie garantendo la giusta privacy, è stato messo a disposizione tutto il necessario per la loro permanenza, così come i cibi più adatti alle loro tradizioni alimentari. Il prossimo passo, per favorire l’integrazione, sarà quello di organizzare corsi di italiano e di alfabetizzazione. “I bambini non verranno subito iscritti a scuola (che inizia tra pochissimi giorni, il 13 settembre), perché potrebbe essere un cambiamento – continua la referente de Il Quadrifoglio – troppo spiazzante per loro, ma organizzeremo dei corsi preliminari, rivolti a loro così come agli adulti”.

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