Quantcast

Il ritmo del jazz arriva al President con il percussionista indiano Trilok Gurtu

Il jazz che si fonde a melodie ispirate dalla tradizione indiana, mediterranea, africana e brasiliana e trova corrispondenza nell’arte spirituale, intrisa di mistero tipica della musica e della sensibilità di un maestro delle percussioni come Trilok Gurtu. Considerato uno dei migliori e più versatili musicisti al mondo che riesce a produrre suoni e ritmi quasi ancestrali con congas-batà e tabla, il percussionista nato a Bombay, domenica 26 settembre alle ore 18.30 al Teatro President presenterà in quartetto il suo ultimo album dal titolo che è tutto un programma: “God is a drummer”.

Insieme a lui Frederik Koster alla tromba, Jesse Milliner al pianoforte e tastiere e Jonathan Cuniado al basso. I biglietti sono acquistabili presso la sede del Piacenza Jazz Club nei pomeriggi feriali dalle 15 alle 19.30 e il sabato mattina dalle 10 alle 12.30, in tutte le tabaccherie e ricevitorie Sisal oppure sul sito diyticket.it. Sono garantite tutte le misure in termini di sicurezza richieste per gli spettacoli dal vivo. Da musicista vulcanico e assai prolifico, arrivando a pubblicare un nuovo album solista quasi ogni anno, Trilok Gurtu ha recentemente pubblicato “God is a Drummer”, che è la suo ventesima fatica discografica. Il titolo del CD, che lo vede come unico compositore, viene spiegato dal percussionista stesso: “Senza il batterista, nulla si muoverebbe. E senza movimento, il mondo si fermerebbe. La Terra ruota, grazie a quel movimento. Le onde nell’oceano, le foglie che cadono dagli alberi, le persone che interagiscono tra loro, ogni cosa è movimento, è ritmo, è energia. Per questo motivo sostengo che Dio è un batterista!” Si tratta di un album-dedica, perché ogni traccia è ispirata a una persona, a un luogo o ad una cosa significativa nella sua vita, come i membri della sua famiglia, i musicisti che se ne sono andati, un film di cui ha curato la colonna sonora e la città di Amburgo, da dove proviene la sua attuale band. C’è molto da apprezzare nell’ultimo album di Gurtu, in quanto combina lo stile di esecuzione che lo ha reso così famoso nel mondo con un approccio compositivo moderno e progressivo e lo stesso spirito sarà quello che porterà con sé nell’esibizione dal vivo che ci aspetta.

Martedì 28 settembre presso il Piccolo Museo della Poesia di San Cristoforo invece si terrà un dialogo inedito tra musica e poesia dove il fil rouge sarà l’improvvisazione, che del Jazz è tratto distintivo ma che fa parte anche della storia della poesia. A far dialogare i diversi linguaggi i musicisti Gianni Azzali (al flauto, sax ed elettronica), Franco D’Auria (alle percussioni) e il direttore del neonato Museo della Poesia Massimo Silvotti. La performance è a ingresso libero, ma con prenotazione obbligatoria. Sono previsti due set per permettere al maggior numero possibile di persone di partecipare: il primo alle 20.00 e il secondo alle 21.30.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basta rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consulta-re il sito www.piacenzajazzfest.it.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.