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Immigrazione, 70 provvedimenti di espulsione della Questura in 3 mesi

La nota stampa della Questura di Piacenza

Fra le attività svolte dall’Ufficio Immigrazione che consentono di allontanare dal territorio nazionale i cittadini stranieri in posizione irregolare, deve essere evidenziata l’importanza dell’attività di identificazione. L’identità è data da quel complesso dei dati personali, caratteristici e fondamentali, che consentono l’individuazione e permettono di attivare le procedure, attraverso un complesso iter burocratico, per addivenire alle esatte generalità di un cittadino. In questa maniera, coloro che si rendono responsabili di reati puniti dal sistema giudiziario italiano, e quindi dopo aver espiato la pena oppure a titolo di sanzione alternativa alla detenzione (per determinati reati e/o per una pena detentiva non superiore ad anni due), possono essere allontanati dal territorio nazionale. L’autorità preposta all’emissione del provvedimento di espulsione è il Prefetto, che a seguito di un’istruttoria da parte della Questura, emette un provvedimento espulsivo ed il Questore è incaricato di darvi esecuzione.

La Questura acquisisce ogni notizia utile che possa risultare utile all’identificazione, programmando, qualora possibile, colloqui con l’autorità diplomatica dei presunti Paesi di origine degli stranieri. Per il trimestre scorso, si vuole evidenziare il lavoro solerte dell’Ufficio Immigrazione che, nonostante le difficoltà legate anche all’ emergenza epidemiologica del Covid e le restrizioni vigenti che impongono il rispetto di rigidi protocolli per le partenze e l’inserimento in strutture di permanenza per i rimpatri, ha consentito di ottenere i seguenti risultati: 10 cittadini espulsi con accompagnamento coatto alla frontiera a seguito di espulsione in alternativa alla detenzione, ai sensi dell’art. 16 commi 1 e 5 del T.U.I. (nr. 5 dell’Albania, nr.2 della Tunisia, nr. 1 del Marocco, nr. 1 del GHANA, nr. 1 dell’Egitto); un cittadino espulso con la misura di sicurezza di cui all’art. 235 del c.p. (nr. 1 cittadino del
Pakistan); nove associati al Centro di permanenza per i rimpatri di Milano (nazionalità dei cittadini: Bosnia, Ecuador, Tunisia, Marocco, Algeria, Albania, Senegal, Georgia, Pakistan); 10 associati al Centro di permanenza per i rimpatri di Torino (nazionalità dei cittadini: Nigeria, Tunisia, Senegal, Marocco; Algeria); 2 associati al Centro di permanenza per i rimpatri di Gorizia (nazionalità dei cittadini: Tunisia); un associato al Centro di permanenza per i rimpatri di Potenza (nazionalità dei cittadini: Libia).

La percentuale delle persone rimpatriate e/o accompagnate al Centro di permanenza per i rimpatri, poiché sprovviste di un lasciapassare, quindi compiutamente identificate, oppure per mancanza della disponibilità immediata di un volo aereo, oppure in attesa di riconoscimento sono da ricondursi al 90% dei cittadini detenuti; i restanti sono cittadini irregolari sul territorio nazionale che vantano pregiudizi penali e/o di polizia. Anche i cittadini comunitari o familiari di comunitari possono essere allontanati dal territorio dello stato; trattasi di cittadini che si sono resi responsabili di reati contro la persona e/o contro il
patrimonio (per il trimestre preso in considerazione sono 4 (un francese, 2 rumeni, 1 albanese coniuge di familiare U.E.). In totale i cittadini destinatari di provvedimenti di espulsione sono stati 70 da luglio a settembre; per coloro i quali non si è potuto procedere con l’accompagnamento immediato alla frontiera o ad un Centro di Permanenza, il Questore gli ha intimato di abbandonare il territorio nazionale entro 7 giorni, come da normativa vigente.

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