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Piacenza e Roma unite nel segno di Klimt: due mostre alla Ricci Oddi e a Palazzo Braschi

Piacenza e Roma unite nel segno di Gustav Klimt. Le vicende personali e pubbliche dell’artista austriaco, autore del celebre “Ritratto di Signora” esposto al pubblico nella Galleria Ricci Oddi, saranno infatti al centro di due mostre in programma nella nostra città e nella Capitale.

L’iniziativa, prodotta e organizzata dal gruppo Arthemisia, è stata presentata nella mattinata del 30 settembre nel corso di una video conferenza stampa coordinata da Lucia Pini, direttrice della Galleria Ricci Oddi. La prima tappa di questa inedita collaborazione – rinominata “Klimt Progetto 2021-2022 Roma-Piacenza” – sarà a Roma, a Palazzo Braschi, dal 27 ottobre 2021 e fino a marzo 2022. “Si tratta di un progetto che ha un doppio valore: culturale e politico – ha evidenziato Lorenza Fruci, assessore alla Crescita Culturale di Roma Capitale, che ha portato anche i saluti della sindaca Virginia Raggi -. Culturale perché porterà all’attenzione del pubblico la storia privata e pubblica di Klimt. Politico perché frutto di una sinergia tra istituzioni in un momento di difficoltà come questo, di uscita dalla pandemia: quando ci sono amministrazioni che dialogano e si mettono in rete significa che si sta lavorando per il bene comune”. “Siamo molto soddisfatti di aver condiviso con i colleghi di Piacenza questo progetto klimtiano – ha aggiunto Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale e co-curatrice della mostra romana -. A Piacenza il focus sarà sull’uomo e sull’artista, mentre a Roma ci si concentrerà sul personaggio pubblico”.

Nella nostra città, l’evento espositivo dedicato a Klimt inaugurerà il 5 aprile 2022 e, nelle intenzioni degli organizzatori, si protrarrà almeno fino a fine luglio dello stesso anno presso la Galleria Ricci Oddi e in altri spazi in via di definizione. Un ulteriore tassello di un percorso di riscoperta e valorizzazione dell’artista austriaco, già avviato da alcuni mesi a Piacenza a partire dal ritorno nella pinacoteca di via San Siro di “Ritratto di Signora”.

“Novant’anni fa venne inaugurato questo luogo incantevole, con lo spirito che il grande magnate Ricci Oddi ha voluto lasciare alla città – ha commentato l’assessore alla Cultura di Piacenza Jonathan Papamarenghi -. Oggi è un momento importante, presentiamo un grande rapporto di collaborazione: da quando “Ritratto di Signora” è tornato a casa già si stava muovendo una grande attenzione per l’artista viennese. Un’attenzione che Piacenza ha saputo cogliere come grande opportunità per la comunità tutta. E’ stata così attivata una sinergia che unirà due città – Roma e Piacenza – con due momenti complementari per portare avanti un grande focus su questo artista. Mostre su Klimt in Italia sono cosa rara – ha constatato Papamarenghi -, ma tanto rimane ancora da dire su di lui. Per Piacenza – ha ribadito – è una grande opportunità, non solo perché per la prima volta allarghiamo gli orizzonti, che ci vedranno collegati a doppio filo con la Capitale ed altri importanti città italiane, ma anche perché cominciamo a fare sinergia per avere da noi opere – oltre 60 – che per la prima volta arriveranno in Italia”. “Oggi – ha concluso – Piacenza si mette al centro di un panorama internazionale in cui può stare a pieno titolo anche questa Galleria. Citando le parole che annotò sul suo diario il nobiluomo Ricci Oddi e che oggi suonano così attuali si può dire: L’Italia tutta sta correndo a passo spinto verso una ritrovata ripartenza, questa ripartenza non può non vedere protagonista la città di Piacenza“.

Co-curatrice della mostra piacentina sarà Elena Pontiggia. “Nella nostra città ci occuperemo e cercheremo di illustrare la figura di Klimt nel suo aspetto più intimo: un’artista misterioso, come si può dedurre da alcune sue frasi celebri. Come il motto “Il mio regno non è di questo mondo” – dimostrazione di come Klimt non amasse mescolarsi con il presente ma avesse un orizzonte metafisico più ampio – oppure la frase “Non amo fare autoritratti, ma ritrarre gli altri”. Parole che ci dicono del velo d’ombra che circonda Klimt. Un velo d’ombra che cercheremo di ‘squarciare’ con la mostra “Klimt intimo”, andando ad indagare le origini del pittore, il suo sviluppo e la sua formazione, nonché i suoi approdi finali”. Presente alla conferenza stampa anche il presidente e amministratore di Arthemisia Iole Siena.

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