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Teatro Gioco Vita con “Sonia e Alfredo” al Festival Mondiale dei Teatri di Marionette

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Tornare a Charleville-Méziéres in occasione del Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes, la più grande vetrina al mondo dedicata al teatro di figura è sicuramente stato un segnale di possibile ritorno alla normalità e senza dubbio una necessaria iniezione di fiducia per tutto Teatro Gioco Vita, dopo il lockdown, la chiusura dei teatri, le tournée sospese.

La ventunesima edizione del Festival di Charleville-Mézières, che si è svolta dal 17 al 26 settembre, ha ospitato una delle ultime creazioni della compagnia d’ombre piacentina, “Sonia e Alfredo – un posto dove stare”, in programma nella Salle Mozart della cittadina delle Ardenne da martedì 21 a giovedì 23 settembre, per un totale di cinque rappresentazioni. Lo spettacolo tratto dall’opera di Catherine Pineur, autrice e illustratrice belga di libri per l’infanzia, è proposto nella versione in lingua francese “Sonia et Alfred”. Alla trasferta francese oltre a Deniz Azhar Azari e Tiziano Ferrari, i protagonisti, partecipano Fabrizio Montecchi, che firma la regia e le scene, Rossella Corna, tecnico luci e fonica, Helena Tirén, ufficio produzione e distribuzione. Alla creazione debuttata nel 2020 hanno lavorato anche Enrica Carini (con Montecchi ha firmato l’adattamento teatrale), Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (hanno curato le sagome, tratte dai disegni di Catherine Pineur), Anna Adorno (disegno luci), Paolo Codognola (musiche) e Rosa Mariotti (costumi).

Lo spettacolo ha anche avuto una tournée nei dintorni di Charleville-Mézières, sempre grazie all’organizzazione del Festival che ha proposto la sezione “Les marionnettes dans les Ardennes et au delà!”, con tappe a Aÿ-Champagne e Donchery dal 25 al 29 settembre, dove sono state in cartellone altre sei recite di “Sonia e Alfredo”. La compagnia è stata impegnata, oltre che nella messa in scena dello spettacolo, in incontri con il pubblico, laboratori e attività con le scuole. Il regista Fabrizio Montecchi durante il Festival è stato al lavoro su vari fronti, come segretario nazionale di Unima Italia (la sezione italiana dell’Unione Internazionale della Marionetta) e come artista esperto a livello internazionale di teatro d’ombre contemporaneo.

Montecchi ha fatto parte della giuria della sesta edizione del Premio che l’Institut International de la Marionnette ha istituito nel 2011 e che quest’anno, in occasione del quarantesimo anniversario di fondazione dell’istituto, ha assegnato due riconoscimenti: “prix de la Transmission” a un maestro del teatro di figura per la sua opera di trasmissione del sapere alle giovani generazioni; “prix de la Création / Expérimentation” a un giovane artista o compagnia che ha contribuito a rinnovare il linguaggio, le pratiche e le forme estetiche del teatro di figura. Il regista faceva parte della commissione che ha assegnato il premio della “trasmissione”, riconoscimento che tra l’altro Fabrizio Montecchi ha ricevuto nel 2013.

Il regista di origine reggiana, ma ormai piacentino a tutti gli effetti, è stato poi relatore agli appuntamenti organizzati da Themaa (Association nationale des Théâtres de Marionnettes et Arts associés), sezione francese di Unima: momenti di scambio e di confronto sulle forme della creazione e le sfide della professione nel teatro delle marionette oggi. Come segretario nazionale di Unima Italia, Fabrizio Montecchi è stato impegnato in incontri e riunioni dell’Unione internazionale della marionetta. In particolare Themaa e Unima Italia stanno lavorando alla costruzione di percorso comune che ha come obiettivo la sperimentazione di nuove forme di relazione tra i Centri nazionali europei e il Festival Mondial de la Marionnette di Charleville-Mézières è stata l’occasione per la presentazione ufficiale del progetto. Ma l’appuntamento più prestigioso che lo ha visto coinvolto è stato sabato 25 settembre, quando nel pomeriggio si è tenuta la cerimonia di intitolazione dell’École Nationale Supérieure des Arts de la Marionnette (ESNAM), a Margareta Nicolescu, prima e storica direttrice della scuola. All’evento, che si è svolto alla presenza del Ministro della Cultura Francese e di oltre a trenta politici e amministratori, sono stati invitati solo venti artisti e pedagoghi, e Montecchi era in questo ristretto numero.

Il Festival di Charleville-Mézières è sicuramente una delle manifestazioni culturali più originali e particolari a livello internazionale, nata nel 1961 grazie all’intuizione illuminata di Jacques Félix, ospite diverse volte anche a Piacenza di Diego Maj, scomparso nel gennaio del 2006, che riunì alcune compagnie europee e francesi in quella che sarebbe stata una vetrina destinata a fare di Charleville la “capitale della marionetta”, con un Festival, un Istituto Internazionale, una Scuola Nazionale Superiore tutti dedicati al teatro di figura. Organizzato a cadenza triennale dal 1976, il Festival è biennale dal 2009. Teatro Gioco Vita vi è stato ospite con i suoi spettacoli molte volte. L’ultima risale al 2019 con il debutto di “De qui dira-t-on que je suis l’ombre? (Di chi si dirà che sono l’ombra?)”, di e con Camille Trouvé e Fabrizio Montecchi, progetto produttivo internazionale che ha unito Piacenza con la Francia attraverso la compagnia Les Anges au Plafond di Malakoff e il Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes di Charleville-Mézières, che ha invitato Trouvé e Montecchi a realizzare questo spettacolo insieme in occasione della sua ventesima edizione. Nel 2015 era stata la volta degli spettacoli “Il cielo degli orsi” e “Donna di Porto Pim”, nel 2011 di “Sogno di una notte di mezza estate” e prima ancora nel 2009 di “Ranocchio” e nel 2006 di “Pépé e Stella” e “L’uccello di fuoco”.

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