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Un Piace che non riesce a fare “trentuno”. Serve più autorità e freddezza COMMENTO

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Potrà sembrare curioso e singolare questo ripetersi del solito risultato nella prime quattro partite di campionato del Piacenza, ma una più approfondita riflessione porta a giustificare questo equilibrio nei risultati anche se, è doveroso sottolinearlo, con un pizzico di fortuna nelle conclusioni e senza l’errore arbitrale di Trieste, se questi pari fossero state vittorie, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.

Il risultato di Verona, invece, ci sembra equo e più rispettoso dei valori in campo anche se, come si suol dire, ancora una volta al Piacenza è mancato uno per fare trentuno. Dopo 53’ di gioco, infatti, nel momento di maggior sofferenza dopo un primo tempo giocato davvero bene, i biancorossi si sono trovati in vantaggio in modo piuttosto fortunoso. Il vantaggio avrebbe dovuto mettere le ali ai piedi ai ragazzi di Scazzola che avevano a portata di mani (anzi di piede) l’occasione per dare un’impronta nuova e diversa al loro campionato. Invece hanno subito eccessivamente l’avversario facendo confusione ed arretrando troppo il baricentro rischiando, così, di perdere la partita anche se nell’ultimo quarto di gara si sono ripetute le occasioni per tornare in vantaggio. A voler fare i sofisti si potrebbe discutere la bontà dei cambi effettuati dall’allenatore; sia quelli iniziali che quelli nella ripresa nel duplice obiettivo di fare un necessario e doveroso turn over visto che il Piacenza giocherà per circa un mese due partite infrasettimanali, e per trovare il miglior assestamento considerato l’ancora indisponibilità di Cesarini.

Così Scazzola ha dato fiducia dall’inizio al dinoccolato Gissi, apparso ancora un po’ spaesato, accanto all’altra punta Rabbi, lasciando in panchina Corbari; quindi lo ha rimesso con Dubickas e Lamesta e Nava con alterni e contraddittori risultati; non tali, a nostro avviso, per dargli responsi definitivi, perché i limiti di questa squadra sono nella mentalità e nella mancanza di autorità e freddezza nei momenti importanti del gioco. Tipico di una squadra ancora giovane ed in costruzione: Eppure questa squadra, così ben guidata, crediamo abbia un futuro interessante ed abbastanza roseo, sia perché il materiale è nel complesso di buona qualità ed anche perché l’allenatore ha dimostrato esperienza ed avvedutezza tattica. E’ altrettanto vero che al Piacenza manca ancora qualcosa per pensare in grande, ma siamo certi che potrà giocarsela con chiunque. Peccato questa partenza poco fortunata e quindi ad handicap; ma già da domenica potrebbe iniziare la rimonta.

Luigi Carini

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