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Un Piacenza che può essere protagonista con tante note positive dai giocatori COMMENTO

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L’analisi della partita Triestina-Piacenza inizia obbligatoriamente dalla fine, ovvero a 40” dal 95′ quando sarebbero dovuti terminare i 5′ di recupero. Il Piacenza era in vantaggio per 2-1 ed una bella azione in contropiede aveva portato l’attaccante Rabbi al limite dall’area, quando veniva vistosamente fermato in modo falloso da un difensore avversario. Un fallo di un’evidenza solare che l’arbitro non fischiava e, mentre Rabbi restava a terra dolorante e i suoi compagni restavano in attesa del fischio arbitrale, la Triestina partiva in contropiede e con Rapisarda agguantava l’insperato pareggio.

Risultato, dunque, falsato dallo strano comportamento arbitrale che ha scippato al Piacenza una meritata e doverosa vittoria, quanto mai importante sia per la classifica che per il morale e l’iniezione di fiducia che avrebbe dato a tutto l’ambiente. Perchè iniziare le trasferte con una vittoria su un campo prestigioso, contro una delle squadre favorite per la vittoria finale avrebbe accelerato in modo consistente il processo di crescita di questa squadra, che lascia intendere di poter disputare un campionato molto interessante e di buona prospettiva. Non è comunque il caso di gridare allo scandalo o al furto. Molto spesso sono gli errori arbitrali a decidere le partite, ma anche questo fa parte del gioco e dell’imponderabile. Al di là della mancata, quanto meritata, vittoria resta la convincente prova della squadra di Scazzola che, ben messa in campo e muovendosi con sapienza tattica e generosità agonistica applicando un 5-4-1, specie nella prima parte si impadroniva del campo, pur trovando difficoltà a finalizzare l’azione perchè sulla trequarti manca quel giocatore in grado di saltare l’uomo o capace di ispirare manovre taglia-difese. Ruolo che solitamente svolge efficacemente Cesarini, ancora, purtroppo, assente per infortunio.

Molte le note positive riguardanti in particolare i singoli. Se i difensori ormai sono una sicurezza (unico neo l’eccessiva libertà concessa a Rapisarda specie in occasione del secondo gol), Armini, Giordano e Parisi hanno fatto cose egregie, come un Corbari in netta ripresa ed un sempre generoso Gonzi. Le note più confortanti, però, arrivano dagli attaccanti: Dubickas, Rabbi e Lamesta sono stati molto bravi evidenziando qualità in pieno sviluppo.. Secondo giustizia si poteva uscire dal “Nereo Rocco” in modo trionfale. Qualcuno ha voluto diversamente, ma resta la soddisfazione di aver dimostrato che il Piacenza potrà recitare nel campionato un ruolo da protagonista.

Luigi Carini

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