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A Piacenza solo due bus elettrici e il 30 per cento delle ciclabili è sui marciapiedi

Pochi bus ecologici (solo due elettrici) e una mobilità ancora troppo fondata sulle auto. Bene le ciclabili, anche se il 30 % è costituita da marciapiedi per le bici condivisi dai pedoni.

Come è la situazione della mobilità urbana di Piacenza? Dati e considerazioni comparative con le altre città della regione sono contenuti nel dossier presentato da Legambiente coi numeri del trasporto pubblico locale e delle ciclabili nei capoluoghi emiliano romagnoli. Secondo l’associazione stiamo vivendo un “momento di cambiamenti: i cittadini apprezzano l’aumento del servizio, ma servono risorse adeguate”. In che modo la mobilità urbana si dovrà misurare con la sfida climatica e quali sono le misure che si stanno già adottando in Emilia Romagna: è stato questo il focus del convegno di Legambiente “Il contributo del trasporto pubblico locale nella lotta ai cambiamenti climatici”, tenutosi a Bologna. L’iniziativa, che fa parte della campagna europea Clean Cities, è stata l’occasione per presentare i risultati del Rapporto CittàMez di Legambiente e Motus-E e il dossier La mobilità a favore del clima, e per confrontarsi con enti pubblici e aziende sul futuro del trasporto pubblico locale.

Tanti i temi emersi dall’associazione e dal dibattito in corso, che testimoniano l’importanza di un trasporto pubblico moderno e sostenibile. Tutti concordi che prima della pandemia il numero dei pendolari fosse in crescita in Emilia Romagna e che laddove vengono proposte linee di trasporto pubblico frequenti e veloci gli utenti aumentino rapidamente. Certo i tempi di percorrenza devono essere competitivi con l’auto e dunque la viabilità delle città deve tenerne conto. Resta ancora bassa la penetrazione dei bus 100% elettrici, che per l’associazione devono essere il futuro immediato della mobilità di Bologna. Purtroppo, sul lato autobus nel breve futuro sembra che rimarranno in servizio ancora troppi mezzi diesel e tanto metano fossile (oggetto di molte gare di acquisto in corso). Si segnala, inoltre, la totale assenza di mezzi elettrici in buona parte delle città della regione. Sempre dal rapporto si evince come le auto per abitante siano meno della media nazionale, ma sono ancora poche quelle elettriche, poco più della media nazionale. Media la dotazione di colonnine e punti di ricarica pubblici per le auto elettriche, che dovrebbe essere potenziata anche solo per soddisfare una maggior diffusione di taxi car sharing elettrici.

«Ci troviamo di fronte a due emergenze nazionali: la decarbonizzazione, che richiede di procedere a tappe ben più accelerate rispetto al passato e l’inquinamento dell’aria, per cui rischiamo di pagare più di quanto messo in programma per il risanamento della qualità dell’aria con i fondi del PNRR e con i fondi nazionali – dichiara Andrea Poggio, Responsabile Mobilità di Legambiente – sulla mobilità pubblica si richiede uno sforzo ulteriore, più autobus, ma anche più trasporto elettrico». «L’elettrificazione del trasporto pubblico locale ha un ruolo centrale per la nostra Associazione – ha dichiarato Francesco Naso, Segretario generale di MOTUS-E – proprio qui in Emilia-Romagna sono stati fatti grandi passi in avanti e questo ci può aiutare a capire i prossimi sviluppi futuri. Con la realizzazione del nostro Vademecum abbiamo creato un documento aperto a tutti, dedicato non solo agli operatori del settore, dai quali siamo pronti a ricevere nuovi contributi, anche alle amministrazioni pubbliche che vogliono elettrificare il TPL e ai cittadini che vogliono avvicinarsi a questo mondo, per i quali rappresenta un primo contatto nei confronti della mobilità elettrica. Grazie alle esperienze dei nostri associati vogliamo dimostrare che non solo è possibile ma esiste già oggi un sistema di trasporto pubblico a zero emissioni. Il tempo a nostra disposizione per abbattere le emissioni è poco, il TPL elettrico è una delle soluzioni più efficienti».

L’altra indagine presentata durante il convegno, La mobilità a favore del clima, ha restituito invece una fotografia della situazione del sistema del TPL in regione, della rete ciclabile nei capoluoghi e degli obiettivi che le amministrazioni si sono date nei Piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS). Di seguito una sintesi dei risultati:

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In tutto l’arco temporale 2010-2019, l’offerta più ampia si riscontra a Bologna, che può contare su un bacino di utenza di dimensioni metropolitane. Particolarmente elevata è anche l’offerta di Parma che, nonostante le dimensioni più ridotte, si avvicina ai livelli di Bologna. Anche per l’utilizzo dei mezzi (numero di viaggi annuali su abitante) Bologna è abbondantemente prima, seguita ancora una volta da Parma. Sul fondo della classifica si posizionano invece i comuni di Ravenna, Ferrara e Forlì fortemente staccati dagli altri capoluoghi.

tabelle trasporto locale

Nei capoluoghi di medie dimensioni spicca anche in questo caso la città di Parma, in cui l’utilizzo dei mezzi pubblici si associa ad un’offerta di servizio più alta della media regionale. Rispetto ai trend delle città medie non è sempre facile individuare un andamento chiaro ma Reggio Emilia e Piacenza mostrano un utilizzo crescente negli anni. Tra i risultati più contenuti abbiamo Forlì, Ferrara e Ravenna, in cui il basso utilizzo dei mezzi si associa ad un’offerta di servizio più contenuta (si veda il confronto con le tabelle precedenti). Certamente daconsiderare sono le caratteristiche territoriali specifiche con Ferrara e Ravenna che hanno un territoriopiù ampio (ma anche con un urbanizzazione più dispersa).

tabelle trasporto locale

Dalla tabella sotto si evince come occorra fare ancora tanta strada per la decarbonizzazione del trasporto pubblico. A Piacenza, su un parco mezzi di 70 unità, viaggiano solo due bus elettrici e 14 a metano. Bologna si conferma essere il capoluogo con la dotazione più elevata di mezzi elettrici, compresi i filobus. Un numero destinato a crescere con la partenza delle future linee di tram, oggi in progetto, a cui si sommano le tratte urbane del sistema ferroviario metropolitano.
Su questo fronte è significativa anche la situazione di Modena e Parma, che hanno riservato circa il 20% delle loro risorse a mezzi alimentati da energia elettrica.

parco bus città Tabella

RETE DI PISTE CICLABILI – Seppur l’indagine non abbia la pretesa di fornire una comparazione oggettiva, non tenendo conto della grandezza delle città né in termini di superficie, i dati analizzai restituiscono una fotografia sintetica e qualitativa sulla composizione della rete ciclabile e sulle scelte attuate in ogni città. In questo versante è Reggio Emilia a presentarsi in testa alla classifica, con più metri di ciclabili per abitante e più tratti in sede protetta, grazie ad un percorso di continua crescita nell’ultimo decennio. Rispetto a tale indicatore invece Bologna arriva ultima, a testimonianza che su questo versante ci sia ancora molto lavoro da fare.

tabella piste ciclabili

In buona posizione la città di Piacenza, Modena Ravenna e Ferrara anche se con ampio utilizzo (30 %) della soluzione di piste su marciapiede condiviso con pedoni, certamente poco scorrevole rispetto alla soluzione in sede protetta. Da segnalare positivamente i 90 m /100 ab. di Piacenza nella categoria strade limite 30 km/h che negli ultimi anni ha recuperato terreno implementando la propria infrastruttura ciclabile.

OBIETTIVI DEI COMUNI – Legambiente ha anche riepilogato gli obiettivi dei Pums in termine di riduzione delle auto.  Dall’indagine sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile delle città dell’Emilia Romagna, emerge che le città di Ferrara e Bologna si sono date gli obiettivi più ambizioni di contrazione del traffico veicolare, puntando ad un 40% degli spostamenti totali su auto. Piacenza ha fissato il suo obiettivo di traffico veicolare al 52 %. In particolare Ferrara aveva fissato uno spostamento molto ambizioso: del 20% dallo stato di partenza. È in questa città dunque che ci si aspetterebbe le politiche più forti e virtuose sulla mobilità sostenibile, politiche che al momento non sembrano essere così evidenti Anche Bologna deve compiere uno spostamento importante, del 16%, verso la mobilità sostenibile. La città ha in campo progettualità rilevanti, a cominciare dalle linee del tram, anche se non mancano delle contraddizioni: su tutte le valutazioni fatte in merito all’allargamento della tangenziale con il cosiddetto Passante di Mezzo, che vedono uno scenario di progetto che aumenterebbe il traffico veicolare. Rispetto invece agli obiettivi più timidi, questi si registrano a Ravenna e Modena, con la città romagnola che conferma un traffico su auto prossimo al 60% al 2029.

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