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Adottare un albero “locale” per salvare la biodiversità piacentina foto

Una domenica dedicata alle storie e agli usi dei frutti locali gli orti di Santa Maria di Campagna: una giornata all’insegna della (ri)scoperta della biodiversità locale grazie alla partecipazione di Mauro Carboni, agronomo e socio fondatore di Equa, ospite all’ultimo evento di “Coltivare tradizioni”. Il progetto è stato realizzato dall’associazione di promozione agricola e sociale Cosmonauti grazie al contributo del Comune di Piacenza.

Un percorso, quello della ricca biodiversità del nostro territorio, che è andato di pari passo con quello dell’uomo “quando parliamo di biodiversità intendiamo anche un patrimonio culturale, storico ed enogastronomico tramandato dai nostri antenati durante i secoli” – spiega Mauro Carboni.

Una ricchezza di sapori e saperi che nel contesto in cui viviamo rischiamo di perdere, così come il legame con la terra e il concetto di stagionalità: “La globalizzazione ha portato ad una standardizzazione dei colori e dei sapori dei nostri alimenti, soltanto nel territorio di Piacenza esistono decine e decine di varietà di mele ma se oggi andiamo al supermercato ne troviamo due o tre varietà diffuse a livello mondiale, tutti prodotti che si fanno migliaia di chilometri per arrivare nelle nostre tavole e che di certo sono poco sostenibili”. Un invito quindi a riscoprire l’incredibile varietà vegetale del territorio piacentino ma anche un invito all’azione per tutelarla “ognuno di noi può fare un gesto importante come quello di adottare un albero come un melo o un pero delle nostre varietà per ridurre il rischio di estinzione”.

Nei prossimi mesi agli orti di Santa Maria di Campagna l’associazione Cosmonauti metterà a dimora altre 200 varietà di alberi e arbusti locali rendendo questo luogo un vero tesoro di biodiversità nella nostra città. Al lato agricolo l’associazione affianca anche un importante lavoro sociale, come evidenzia Giulio Merli “ogni settimana qui vengono ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico che insieme ad esperti lavorano a contatto con la terra”. La cura delle piante così diventa sì un modo per occuparsi della salute della terra ma anche delle persone.

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